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Alabarda spaziale

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1 Nè carne, nè pesce

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  1. Godiamoci questi dubbi esistenziali su tagli, ragli, conferme e nuovi arrivi. La fortunata combinazione, poco sportiva , che ha portato la sponsorizzazione alla squadra, si avvicina ogni giorno alla fine. Rimpiangeremo questi momenti da capponi di Renzo. Poi magari nel 2041 troveremo un Cinese che per suoi interessi metterà capitali a Trieste...
  2. Si. Ormai è solo una trappola per turisti. Cambiando un po' stile, amici di Gorizia portano sempre pastine su base mandorla ( è un mio punto debole) di Eddo Cidin. Deliziosi. Ma é più simile a pasticceria da the
  3. Sulla Bomboniera Peratoner si può solo che stendere un velo pietoso. Tutte pastine tradizionali di marzapane sono sparite sostituite da indigeste fettone di torte burrose. E mi fermo qui.
  4. In primavera Lupinc dovrebbe sboccare le sue prime bottiglie di Vitovska metodo classico. E siccome è persona intelligente si è rivolto a Stefano Tronco per la rifermentazione. Sono molto curioso.
  5. Etichetta oro indiscutibile. Quest' anno è uscito anche con un 5 anni sui lieviti dosaggio zero da far saltare sulla sedia
  6. La ribolla in realtà la ha reinventata Filiputti negli anni 70. Assieme al Pignolo lo Schiopettino ( ribolla nera) e Tazzelenghe con l' avventura all' Abbazia di Rosazzo. In effetti la spumantizzazione è la lavorazione che riesce a dare qualche soddisfazione. Però a questo punto se devo andare su un metodo classico o un Martinotti lunghissimo come per Collavini, scelgo una base classica champenoise. A mio parere la migliore ribolla spumante è la rifermentata un bottiglia 4anni sui lividi di Pittaro. Rapporto qualità prezzo imbattibile peraltro. Prosit!!
  7. Ci sono varietà, terroir e lavorazioni che influiscono molto sulla prontezza di un vino. Sprattutto bianco. Soprattutto su varietà neutre, come sono la quasi totalità dei bianchi italiani, l'affinamento sulle fecce è premiante e il successivo affinamento in bottiglia pure. La ribolla ha un bel nome, è un vino non impegnativo ed ha un buon successo commerciale, per questo i produttpri ci investono. Ma i più onesti vi diranno che al massimo va bene nelle annate calde per mitigare l' alcool di tocai e malvasia nell' uvaggio classico
  8. Se non si monta la testa, ma non credo, è uno dei nomi nuovi del Collio. E va nella direzione giusta anche nella riduzione delle etichette. Gradevole il pinot bianco, meno impegnativo di Toros e Princic e potabile la ribolla. Ma la ribolla in generale non è il mio vino. Buona la malvasia , piu elegante che potente. Il top resta l'uvaggio. Le vigne vecchie di tocai vanno qui e dimostra ormai maestria nel dosare malvasia e ribolla in funzione dell' annata.
  9. La Malvasia 2019 è un vino pronto, il tocai è ancora un po' indietro. Peraltro annata 2019 molto buona per la malvasia da Muggia a Dolegna e Tocai invece piuttosto verdi, profili vegetali e poco fruttati, se la cavs chi ha vigne vecchie
  10. 2017 annata difficile per la grandine, che ha imperversato soprattutto sulla conca di Pradis dove Andrea ha la maggior parte delle vigne. Anche se poi fai selezione manuale la pianta si squilibra e non è mai facile. Il 2018 assaggiato in confronto con Edi Keber è più pieno e al tempo stesso fine.
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