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I suntini sandrini di lunedì 10 giugno 2019


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LUNEDI' 10 GIUGNO 2019

- Il Pisa a festeggiare, l'Unione a piangere lacrime amare: sono i toscani a volare in B dopo il 3-1 dopo i tempi supplementari. Alla fine, assieme ai suoi ragazzi, Massimo Pavanel si è preso il meritato applauso della curva Furlan e di tutto lo stadio. La sconfitta ai supplementari con il Pisa, per giunta arrivata in inferiorità numerica, non può certo cancellare una stagione fantastica. Naturalmente delusione e rabbia ci sono, è evidente, ma c'è anche l'orgoglio di aver condotto una grande annata e di aver riportato a Trieste l'entusiasmo per l'Unione. E, cosa non di poco conto, il mister ha subito incassato in diretta da parte di Mauro Milanese la conferma per il prossimo anno, a testimoniare il buon lavoro svolto. Ma, come detto, resta la soddisfazione per una grande annata e di aver riportato un grande pubblico al Rocco.«Riportare entusiasmo a Trieste era quello che sognavo - dice Pavanel - anche se poi il sogno finiva in un'altra maniera... Peccato, ci siamo andati vicini, ma non serve piangere, abbiamo dato tutti noi stessi, per tutto l'anno siamo stati grandi uomini e grandi giocatori facendo un campionato strepitoso, oltre le aspettative. Siamo arrivati davvero a un passo dal traguardo, e comunque nei novanta minuti non siamo stati sconfitti. Anche quello è un forte motivo di orgoglio. Per il resto nulla da rimproverare ai miei ragazzi».Poi, un'amara costatazione su come vanno le cose quando il "Rocco" è strapieno: «Vorrei vedere Trieste sempre così, con questo entusiasmo. Mi dispiace che tutte le volte o quasi che la città risponde in questa maniera poi non ha quello che merita, ma abbiamo fatto di tutto per riuscirci».Il tecnico alabardato passa poi ad analizzare la partita: «Per i primi 23 minuti siamo stati nella metà campo del Pisa, l'abbiamo gestita bene fino a quel momento, poi i nostri avversari sono usciti e alla prima occasione hanno fatto gol. Lì è normale, abbiamo avuto un momento di difficoltà, ma ne siamo venuti fuori. Nel secondo tempo abbiamo giocato molto bene, fino all'espulsione di Lambrughi eravamo bene in partita, poi quell'episodio ha cambiato nuovamente gli equilibri».Ma anche dopo, in inferiorità numerica, la Triestina se l'è giocata: «Anche in dieci ci siamo messi tatticamente in due modi differenti e avevamo trovato buoni equilibri. Siamo stati bravi, non è che non ha funzionato qualcosa in particolare, è che gli episodi in queste partite fanno pendere la bilancia da una parte o dall'altra».Inevitabile pensare a quel possibile rigore nel finale su Procaccio: «Non so se era rigore quello nel finale, dovrei rivederlo. Sono attimi, l'arbitro pensa e fa andare una stagione da una parte e dall'altra, ma è un uomo e ha fatto la sua scelta. Poi vedremo se giusta o sbagliata. Qualche problema di brillantezza fisica? Diciamo che ci sono giocatori importanti e non sostituibili, che hanno fatto quattro partite in dodici giorni: normale che qualcuno non sia stato molto brillante. Un paio avevano i crampi alla fine, ma come ho detto non posso rimproverare niente a nessuno. La conferma da parte di Milanese? Ne parleremo con calma, sono cose che vedremo dopo».La scelta tattica iniziale di D'Angelo non ha sorpreso comunque Pavanel: «Il Pisa ha giocato altre volte così, quando ho visto che non c'era Minesso non ero sorpreso, a noi non ha cambiato nulla, anzi, abbiamo mantenuto meglio forse il predominio. Certo ci sono stati troppi scontri al limite, abbiamo un naso rotto e il trauma cranico di Malomo. Alcuni scontri andavano bloccati subito, poi quando prendi quel metro di misura si va avanti cosi».

- Un abbraccio con Pavanel e una battuta scherzosa stemperano la tristezza per il sogno accarezzato e non colto. Mauro Milanese in sala stampa ha appena confermato il tecnico di Portogruaro per la prossima stagione. La conferenza stampa del venerdi aveva in qualche modo preparato il terreno anche all'ipotesi peggiore, ovvero la mancata promozione. Con parole sempre accompagnate dal sorriso, Mario Biasin aveva rasserenato tutti sull'ambizione della società, a prescindere dalla immediata promozione in serie B. Il pubblico di Trieste lo ha capito, le lacrime versate dalla marea biancorossa al Rocco sono un mix di tristezza e orgoglio per una città che improvvisamente si è riscoperta innamorata del calcio. Dall'amore lungo migliaia di chilometri di Mario Biasin, dall'esperienza e dalla volontà di Mauro Milanese, ripartirà l'Unione che tenterà la scalata alla serie B l'anno prossimo. E Mario Biasin in questi giorni triestini ha fatto conoscere la città e il morbin triestino anche al socio in affari Anthony Di Pietro, co-proprietario del Melbourne Victory.Mauro Milanese, ieri, dopo la partita, è stato il primo a presentarsi in sala stampa, una presenza rincuorante per tutti, la prima vittoria al di là della grande amarezza è aver riportato 20mila persone al Rocco.«Dispiace tantissimo, in questi casi quando si perde è normale che la società venga a dire qualche parola» esordisce Milanese: «Ebbene, io voglio dare grande fiducia al nostro pubblico, è cresciuto nell'anno, si è comportato benissimo e siamo tra i pochi stadi in Italia senza barriere. Pian piano saremo rodati per un calcio così a Trieste, senza barriere, sono orgoglioso dei triestini e dello spettacolo regalato questa sera».La cara vecchia Unione è andata veramente vicina all'impresa, solo i tempi supplementari hanno negato l'urlo di gioia nell'anno del Centenario: «Tutti volevamo la serie B ma ripartiamo da alcune cose che ci rasserenano e il pubblico è una di queste. Poi la volontà di Biasin di riprovarci e la conferma di mister Pavanel per il prossimo anno»: le parole piu' belle da sentire per i tifosi, che dopo anni di fallimenti vedono presente e futuro come una cosa sola.«Ci riproveremo. Anche la Juve ha fallito più volte la Champions ma non per questo molla.. La direzione è quella, vogliamo cercare la serie B. I ragazzi ce l'hanno messa tutta, siamo rimasti in 10 e secondo me l'arbitro non ci ha dato un rigore che in altra condizione avrebbe dato. Il confine sottile tra vincere e perdere. La cosa importante è che la società dia solidità e chiarezza alla gente. Spero che arrivi ancora qualche tifoso in più il prossimo anno e credo che noi abbiamo accumulato esperienza utile. Ci sono tante cose positive nonostante un dolore atroce sul fronte personale».

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