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    • Con Crnigoj in uscita mezzo centrocampo è andato, il croato Knezovic va più che bene. Franco sul Piccolo fa passare un certo tipo di messaggio. Non sarà un mercato di smantellamento, questo lui ha rassicurato. Di cosa sarà  questo mercato lo vedremo, intanto che sia un mercato dignitoso.      
    • Analisi del Sentiment della Tifoseria – Recap Girone di Andata Pallacanestro Trieste Tra Alti e Bassi Vertiginosi: Un Viaggio nel Cuore del Tifo Biancorosso 1. L’Umore della Piazza: Una Visione d’Insieme Analizzare il sentiment della tifoseria non è un semplice esercizio di stile, ma un modo per misurare la temperatura emotiva che circonda una squadra, agendo come un barometro della sua salute percepita e delle sue prospettive. Questo report unisce i dati quantitativi dei sondaggi post-partita con le reazioni qualitative e "a caldo" espresse nel forum, offrendo un quadro completo e sfaccettato del girone di andata della Pallacanestro Trieste, un viaggio attraverso le speranze, le frustrazioni e le passioni del popolo biancorosso de Elsitodesandro. L'atmosfera generale che emerge dai commenti è quella di una vera e propria altalena emotiva. La tifoseria ha vissuto picchi di euforia pura, come dopo l'impresa contro l'Olimpia Milano, e sprofondi di delusione cocente. La sconfitta nel derby contro Venezia è stata definita senza mezzi termini "disgustosa", un'umiliazione che ha scatenato rabbia e frustrazione. Similmente, il crollo verticale contro Trento ha lasciato un senso di incredulità, una partita "buttata nel cesso" che ha alimentato dubbi sulla tenuta mentale del gruppo. Anche le vittorie, spesso, non hanno portato serenità unanime, ma un sentimento agrodolce di "sollievo e preoccupazione", come accaduto dopo le trasferte di Napoli e Treviso, dove ai due punti si sono affiancate analisi critiche sulle lacune ancora evidenti. Nel corso del girone, le aspettative hanno seguito questo andamento schizofrenico. Si è partiti con i naturali interrogativi di inizio stagione, per poi passare a critiche aspre durante le sconfitte più pesanti, dove l'assenza di un'identità di gioco e la fragilità caratteriale sono finite sul banco degli imputati. Tuttavia, le vittorie inattese contro avversari di alta classifica hanno regolarmente riacceso l'entusiasmo, generando ondate di speranza e la convinzione che la squadra possieda un potenziale ancora inespresso. Il bilancio complessivo percepito dalla tifoseria è, pertanto, interlocutorio. Le aspettative di inizio stagione non sono state né pienamente soddisfatte né completamente tradite. La squadra ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli, ma anche di potersi sciogliere in modo inspiegabile. Il giudizio resta sospeso, in attesa di una continuità che non si è mai vista. Per comprendere le cause di queste emozioni così contrastanti, è necessario passare dall'analisi generale a quella dei singoli protagonisti, i principali catalizzatori, nel bene e nel male, dell'umore della piazza. 2. Le Pagelle dei Protagonisti – Analisi di Medio Periodo L'analisi delle valutazioni individuali restituisce la fotografia fedele di una squadra che ha vissuto sulle montagne russe, chiudendo il girone di andata con una sufficienza complessiva di 6,0. I dati evidenziano gerarchie ben definite agli occhi della tifoseria: I Trascinatori (Voto 7,0): In cima alle preferenze si stagliano Mady Sissoko e Jahmi'us Ramsey. Con medie sondaggio che sfiorano il 3,5 su 5, sono stati i veri pilastri della prima parte di stagione: il primo garantendo una fisicità imprescindibile sotto le plance, il secondo offrendo una potenza di fuoco offensiva che, nelle serate di grazia, è risultata immarcabile. I Leader Emotivi (Voto 6,5): Un gradino sotto troviamo il capitano Markel Brown e Jeffrey Brooks. A loro viene riconosciuto il ruolo di equilibratori del gruppo; pur non essendo sempre appariscenti, sono considerati i riferimenti di stabilità ed esperienza necessari nei momenti di tempesta. La Sufficienza (Voto 6,0): Il blocco composto da Juan Toscano-Anderson, Lodovico Deangeli e Michele Ruzzier ottiene la sufficienza piena. Pur con prestazioni talvolta altalenanti, a questo terzetto viene riconosciuto un contributo fondamentale in termini di intelligenza cestistica (IQ), carattere e attaccamento alla maglia. Le Note Dolenti (Voto 5,5): Chiudono il gruppo, scivolando in zona insufficienza, Colbey Ross, Jarrod Uthoff, Davide Moretti e Francesco Candussi. Su questi profili pesa il divario tra le aspettative iniziali della piazza e una continuità di rendimento che è spesso mancata, faticando a incidere in modo decisivo nelle dinamiche di gioco. 3. Il Coach – Valutazione Generale del Girone La figura di Coach Israel González rappresenta l'epicentro del dibattito biancorosso, agendo da vero e proprio catalizzatore delle opinioni contrastanti della piazza. La sua valutazione finale di 5,5 è il risultato di una media aritmetica (2,699) che nasconde però una realtà complessa, evidenziata da una deviazione standard molto elevata (1,186): González è una figura estremamente polarizzante. La tifoseria appare spaccata in due correnti di pensiero distinte: I Sostenitori: Riconoscono al tecnico la capacità di preparare partite di livello elitario, citando come prova inconfutabile il capolavoro tattico nella vittoria contro Milano. Per questa parte di pubblico, il coach è un lavoratore metodico il cui sistema necessita di tempo. I Critici: Contestano aspramente la gestione dei momenti di crisi. Le accuse principali riguardano una percepita passività ("lack of leadership") durante i blackout della squadra e una rigidità nelle rotazioni che non sempre sembra valorizzare gli interpreti a disposizione. Il giudizio sul tecnico rimane dunque un "cantiere aperto": un incompreso che lavora per il lungo periodo o un allenatore poco adatto a gestire l'emotività della piazza? Solo il girone di ritorno potrà sciogliere questo nodo. 5. Temi Tattici Dominanti del Girone Al di là dei risultati delle singole partite, il forum dei tifosi ha dibattuto costantemente su specifiche questioni tattiche e mentali che sono diventate il cuore dell'analisi della squadra. Questi temi rappresentano le grandi incognite irrisolte al giro di boa della stagione. La Difesa a due facce: Questo è senza dubbio il tema principale. La critica più aspra riguarda la difesa perimetrale, definita un "telepass" contro Treviso, e la "difesa di burro" vista contro Venezia, simbolo di una squadra incapace di contenere le transizioni avversarie. A questo allarme, però, si contrappone l'elogio per la "svolta difensiva" e il "netto miglioramento" mostrati nella vittoria contro Milano. L'evoluzione del sentiment su questo tema è passata da una profonda preoccupazione a una speranza concreta che la squadra possa trovare una solidità difensiva all'altezza del suo attacco. La Fragilità Mentale e la Gestione dei Finali: Il tema dei "crolli" e dei "blackout" è emerso con forza nelle sconfitte contro Trento e Napoli, dove vantaggi importanti sono svaniti in modo inspiegabile. Questi episodi hanno alimentato la narrativa di una squadra mentalmente fragile e priva di leadership. Tuttavia, questa debolezza è stata contraddetta da vittorie ottenute proprio grazie alla freddezza e alla lucidità nei momenti decisivi (come contro Reggio Emilia e Milano), rendendo la squadra un vero e proprio enigma dal punto di vista caratteriale. Le Rotazioni e l'Utilizzo dei Giocatori: La gestione dei cambi da parte di Coach González è stata un altro argomento caldo. In particolare, il dibattito si è concentrato sul limitato utilizzo di Davide Moretti in alcuni momenti chiave (nonostante l'alta efficienza dimostrata contro Napoli) e sulle scelte tattiche dei quintetti nei finali di partita, come l'impiego del "quintetto piccolo" che si è rivelato decisivo contro Reggio Emilia. Arbitraggio: Sebbene non sia stato il tema dominante, in alcune partite (in particolare la trasferta di Trento) l'arbitraggio è emerso come un fattore di discussione. In alcuni commenti è stato visto come una delle cause della sconfitta, mentre in altri è stato liquidato come un semplice "alibi" per mascherare i demeriti della squadra. Questi temi irrisolti si proiettano inevitabilmente sulla seconda parte della stagione, alimentando le aspettative e i timori per il girone di ritorno. 6. Conclusione – Sguardo al Ritorno Al termine del girone di andata, lo stato d'animo della tifoseria è un complesso mix di speranza e timore. La speranza è alimentata dall'indiscutibile talento di un roster che ha dimostrato di poter battere chiunque, mentre il timore nasce dalla consapevolezza delle incognite strutturali e caratteriali che la squadra non ha ancora risolto. Il Mercato e le Rotazioni: Le Speranze Disilluse Un fattore critico che grava sullo stato d'animo generale è la profonda disillusione legata alle dinamiche di mercato. A pesare sul sentiment è stato soprattutto il mancato arrivo di rinforzi, con la piazza che invocava a gran voce un centro atletico e verticale ritenuto indispensabile per tamponare le assenze di Mady Sissoko e Colbey Ross. La scelta societaria di non intervenire ha costretto lo staff tecnico a rotazioni ridotte e ad adattamenti d'emergenza — emblematico il frequente impiego di Brooks o Uthoff nell'innaturale ruolo di "5". Soluzioni che, agli occhi dei tifosi, hanno finito per snaturare le caratteristiche dei singoli e rendere il gruppo strutturalmente più fragile, esponendolo a rischi maggiori nel contesto di un "calendario folle" compresso dagli impegni di coppa. Le discussioni del forum delineano dunque un quadro chiaro delle attese per il girone di ritorno: Aspettative: La speranza principale è che le grandi vittorie, come quella contro Milano, non siano state "un fuoco di paglia", ma rappresentino la vera identità della squadra e la base su cui costruire un percorso di crescita solido e costante. Timori Principali: La paura più grande è che la fragilità mentale e la mancanza di leadership si ripresentino nei momenti decisivi. A questo si aggiungono ora, con maggior forza, le preoccupazioni per la "coperta corta" causata dal mancato mercato e per la tenuta fisica dei giocatori chiave costretti agli straordinari. Speranze di Miglioramento: La tifoseria spera di vedere finalmente una squadra capace di trovare continuità di rendimento, abbinando al suo enorme potenziale offensivo una solidità difensiva e una tenuta mentale all'altezza delle proprie ambizioni. Elementi di Fiducia: Nonostante i dubbi, la fiducia poggia su basi solide: il talento purissimo di giocatori come Ramsey e Sissoko e la profondità di un roster che, come emerso dopo la vittoria di Napoli, ha dimostrato di avere "ENORMI margini di miglioramento" se al completo. Il girone d'andata ha definito chiaramente la grande tensione che accompagnerà la squadra nel ritorno: il suo immenso potenziale offensivo, personificato dal talento di Ramsey, è in una costante battaglia con le sue debolezze strutturali e mentali. Solo il campo potrà dire se la Pallacanestro Trieste saprà trasformare le sue promesse in certezze, facendo del girone di ritorno un test decisivo per il carattere di questa squadra.  
    • Pochi istanti fa Tesser in collegamento a Sportitalia. Incalzato da Criscitiello sul -23,  esordisce dicendo: "io ci credo ancora che ce la possiamo fare." Tanta stima.
    • Capisco che il mood e' smerdare tutto e tutti, e infatti evito accuratamente di scrivere, però  quando leggo che è iniziata la smobilitazione generale e a oggi è uscito un solo giocatore, peraltro forte, e ne sta arrivando probabilmente un altro, altrettanto forte, credo che la malafede del tifoso, a volte, possa raggiungere vette inesplorate. Vi lascio al vostro quotidiano sputtanamento, che magari diventerà anche il mio ma quando avrò un motivo serio per iniziarlo. A oggi non vi capisco ma sono stanco di cercare di spiegarlo, perché tanto non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ma almeno giudicare i fatti con un minimo di obiettività, i fatti e non le voci, sarebbe intellettualmente onesto, o no? E allora, ripeto a oggi, perché bisogna scrivere che Franco si gratta le balle e svende giocatori senza sapere letteralmente una beata minchia di quel che fa Franco? E quali sarebbero, a oggi, questi giocatori svenduti? Perché bisogna parlare di smobilitazione se uscito un giocatore ne arriva probabilmente un altro, e pure forte, visto che nessuno considera gli spagnoli dei rinforzi ma solo due prospetti da valutare e semmai rispedire indietro? Poi, se a fine mercato saranno usciti Gunduz, Jonsson, Ionita, Crnigoj e Tonetto, sostituiti da Gigi Ciompo, Toni Bevandela e Uccio Botegher, sarà giusto, anzi sacrosanto, essere perplessi. Ma farlo oggi, sputtanando gratis senza sapere nulla, cosa mi rappresenta? È una nuova forma di tifo? Che senso ha, esattamente? Uno può dire "non mi abbono e non voglio saperne nulla", legittimo. Ma perché dare dei truffatori, manigoldi e incompetenti a gente che a oggi non ha ancora fatto nulla di male, anziché lasciarli lavorare e poi giudicare serenamente? Buh, saprete voi....
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