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SandroWeb

I suntini sandrini di lunedì 3 agosto 2020

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LUNEDÌ 3 AGOSTO 2020

- La società l'ha già ampiamente fatto capire, manca solo l'ufficialità che probabilmente arriverà dopo un incontro nei prossimi giorni: Federico Maracchi - come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo" - anche la prossima stagione vestirà la maglia alabardata e resterà una bandiera di triestinità in un gruppo il cui obiettivo, come ammette anche il centrocampista, è senza dubbio quello di riportare la Triestina in serie B. E proprio Maracchi, ora che ha messo finalmente alle spalle il problema al ginocchio, potrà essere ancora più importante in mezzo al campo. Maracchi, è stata un'annata particolare per tutti, ma per lei si sono aggiunti anche i problemi al ginocchio: come è andata? «A inizio stagione avevo un certo fastidio, ma riuscivo ancora a gestirlo bene. Poi invece con i primi freddi il ginocchio ha iniziato a gonfiarsi sempre di più e ho sofferto parecchio. Tanto che a un certo punto ho deciso che, appena sarebbe stato possibile, bisognava fare una pulizia del menisco». È quello il motivo di una stagione piuttosto altalenante?«Si, ne ho risentito ed è stata una stagione di alti e bassi quest'anno, come del resto quella della squadra che non riusciva a ingranare nella prima parte di stagione. Poi, proprio nel momento in cui si stava iniziando a ingranare, è arrivato il blocco del campionato». L'operazione è avvenuta a inizio giugno: non era possibile farla prima? «No, non si poteva fare perché tutte le cliniche erano chiuse per il lockdown. Ne ho parlato con Milanese e abbiamo deciso che appena ci fosse stata l'opportunità, avremmo fatto la pulizia del menisco in modo da avere le tempistiche giuste per poi essere disponibile per i play-off, come in effetti poi è avvenuto». Anche se è stata un po' una rincorsa quella dell'ultimo mese, vero? «Sì, non sono riuscito a lavorare tantissimo assieme alla squadra, ma del resto se non fossi riuscito a fare l'operazione, questa storia sarebbe andata avanti all'infinito. Invece per fortuna ora ho risolto definitivamente il problema». E a Potenza come è andata? «Non pensavo di giocare, poi vista l'espulsione di Giorico ero entrato già a Bressanone e poi a Potenza è toccato a me. Comunque mi sentivo bene,ovviamente non potevo essere al cento per cento, ma finché le gambe giravano ho avuto solo sensazioni positive. Peccato per il risultato, brucia ancora per come è andata, ma il calcio è cosi e soprattutto i play-off sono sempre un terno al lotto». Alla luce di quello che è accaduto dopo, questa Triestina poteva arrivare fino in fondo?«Certo, con un po' di fortuna si poteva anche farcela. Se pensiamo che il Potenza ha avuto un rigore per andare in vantaggio in casa di quella Reggiana che poi è stata promossa, e che noi a Potenza avevamo dominato la partita in un ambientino non certo semplice, è ovvio che l'eliminazione brucia ancora di più». Cosa manca a questa Triestina per essere da vertice assoluto? «Direi che mancano solo quei due-tre ritocchi giusti al posto giusto e possiamo essere molto competitivi. Dopo la finale persa con il Pisa va detto che probabilmente con quella squadra avevamo fatto il massimo, stavolta invece secondo me ci sono ancora margini di miglioramento, per cui basta poco per fare il salto». L'arrivo di Lodi è stato un toccasana per il centrocampo?«Sì, è un giocatore di grande personalità ed esperienza, che serve moltissimo in certi momenti delle partite». Le modalità dell'eliminazione saranno un'ulteriore molla per la prossima stagione? «Sì, di certo ci darà ancora più stimoli, anche se le motivazioni già ce le abbiamo e il nostro obiettivo è quello che portiamo avanti già da due stagioni, ovvero riportare la Triestina in serie B. Sarà ancora una volta un girone molto difficile, però è chiaro che partiamo per vincere»

- Regna il caos nel mondo del basket a poco meno di un mese dalla partenza della Supercoppa e dall'avvio della nuova stagione. Lo scrive Lorenzo Gatto oggi: quali saranno le regole che i club dovranno rispettare per adeguarsi ai parametri attualmente previsti e soprattutto quali saranno i protocolli applicati nelle prossime settimane è la domanda che il presidente della Lega, Umberto Gandini, ha sottoposto al ministro dello sport Spadafora. Una domanda alla quale, già nei prossimi giorni, il governo dovrà dare una risposta e da cui dipenderà il destino di molte società anche nella massima serie. IL PROTOCOLLO SANITARIO: Nel documento elaborato dal governo si preventiva una spesa per i club attorno ai 10 mila euro mensili per la sanificazione delle aree comuni dei palazzetti, per tamponi fatti ogni quattro giorni e per le precauzioni necessarie alle squadre che viaggiano in trasferta. Secondo il protocollo, inoltre, le squadre dovranno sostenere un test sierologico cinque giorni prima dei tornei di preparazione, da ripetere anche prima della Supercoppa di agosto e dell'avvio del campionato previsto a fine settembre. LE PAROLE DEL PRESIDENTE GANDINI: «All'inizio sarà così- ha sottolineato il presidente della Lega- ma è impensabile pensare di mantenere questo regime per tutta la stagione. Se l'evoluzione del virus dovesse rimanere quella attuale e viste anche le aperture su altri aspetti della vita quotidiana, auspichiamo un allentamento dei vincoli e di conseguenza anche dei costi. Col ministro Spadafora stiamo affrontando proprio queste tematiche legate alla ripartenza». SPERANZE: Si vive di auspici ma, per il momento, il mondo del basket è lontano da certezze di qualsiasi tipo. Così come quelle legate all'apertura dei palazzetti e alla presenza del pubblico sugli spalti. Le indicazioni presenti nel documento ufficiale ipotizzano infatti una ripresa a porte chiuse. Nei palasport al momento sono previsti 125 persone tra giocatori, Staff e addetti ai lavori. «Anche su questo- ha concluso Gandini- abbiamo un comitato tecnico che sta lavorando per la riapertura al pubblico considerando le normative esistenti. Puntiamo a riportare i tifosi e per farlo probabilmente dovremo adattare le nostre arene. Ulteriori costi su cui auspichiamo un aiuto da parte dello stato»

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