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I suntini sandrini di lunedì 25 febbraio 2019


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LUNEDI' 25 FEBBRAIO 2019

- Un bel Old Star Game, non da record di pubblico ("solo" in 4000 all'Allianz Dome) ma sicuramente da emozioni forti per le tante vecchie star di Trieste e Gorizia in campo. Scortato dai suoi giocatori, come in una sorta di parata d'onore, Bogdan Tanjevic entra in campo e riceve l'ovazione del pubblico. Sono passati venticinque anni da quando la sua Stefanel incantava Trieste ma il fascino di Boscia non passa davvero mai. «Se sono tornato stasera- racconta Dejan Bodiroga- è sicuramente anche per rendere omaggio a lui. La mia carriera si è sviluppata lontano da qui ma è stata Trieste che mi ha visto crescere e diventare un giocatore. Devo molto a Tanjevic che ha creduto in me quando nessuno mi conosceva per questo, quando mi ha chiamato, non ho potuto dire di no. Sono salito in macchina e sono arrivato da Belgrado». Grande affetto anche da Claudio Pilutti e Larry Middleton, due "ragazzi" che non hanno dimenticato gli insegnamenti del loro vecchio maestro. «Sono passati quasi trent'anni- sottolineano- ma il fascino di Boscia rimane inalterato. Oddio, adesso magari fa un po' meno paura- scherza Pilu- ma vi posso assicurare che quando parla lo stiamo ancora a sentire. Bella questa serata, bello ritrovarci tutti assieme: dovremo farlo più spesso ma sono contento di essere tornato». Chi non ha mai lasciato Trieste è Nello Laezza che alla serata amarcord ha portato i ragazzini della ginnastica Triestina che allena. «Sono felice di ritrovare tanti amici che non vedevo da anni- poterlo fare su un parquet rende tutto ancora più bello. Ed è bello che i miei ragazzi possano vedermi giocare. A volte gli dico che sono stato un giocatore di serie A, forse adesso mi crederanno».

- Quattro vittorie nelle ultime cinque partite: praticamente un en-plein inimmaginabile solo al termine del primo tempo di Verona. Ed è proprio in quella partita che va cercato il salto di qualità quantomeno mentale e di consapevolezza di una squadra capace e fortunata nel trasformare un raggelante 1-3 in un entusiasmante 4-3. La svolta sul piano della fiducia non sarebbe stata però sufficiente a portare i risultati successivi senza un aggiustamento tecnico-tattico già intuito da tempo ma applicato con costanza in questo mese da Pavanel. La vittoria di sabato con il Renate, così come quella al Rocco con il Monza e al pari di quella di Terni, pur con avversari di diverso spessore, hanno un denominatore comune. La Triestina, dopo aver controllato la prima fase della gara, è riuscita a sfondare nel secondo tempo. La scelta di collocare Procaccio alle spalle di Granoche, e Beccaro a fare il jolly tra centrocampo e difesa, per poi inserire Petrella o Mensah nella ripresa e altre forze fresche negli ultimi risulta l'assetto più produttivo. Questo significa che Pavanel ha trovato la quadra o meglio la capacità di sfruttare al massimo le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione.

Tra i più positivi di questo periodo c'è sicuramente Daniel Offredi, che in porta ha dato una sicurezza che mancava da tempo ed è stato protagonista anche contro il Renate: «Sì, sono stati interventi importanti, ma la cosa fondamentale è che alla fine sia arrivata una vittoria che abbiamo cercato fortemente come facciamo sempre. Bravi tutti, anche chi è entrato in corsa che ha dato una grossa mano, è stata un'ottima partita contro una squadra che non perdeva da tanto tempo ed era in trend positivo. E contro squadre che si chiudono bisogna anche stare attenti a non concedere ripartenze». Il portiere comunque era fiducioso anche quando il risultato sembrava ormai non si sbloccasse più: «Ci ho sempre creduto perché stavamo creando tantissimo , non tanto come conclusioni, ma come pressione sì. Già negli ultimi 20 minuti del primo tempo ci eravamo andati vicini. E comunque eravamo sempre là, e con le qualità che abbiamo prima o poi il gol viene». A Offredi preme anche sottolineare quanta sicurezza gli trasmette tutto il pacchetto difensivo: «Si, da dietro mi sento sicuro con tutto il reparto, c'è un ottimo rapporto fra di noi e un grande feeling. Ma è tutta la fase difensiva che trasmette sicurezza, una fase che comprende tutti, non solo i difensori, partendo da Granoche che rincorre tutti per ostacolare l'azione avversaria». Quanto alla rincorsa al Pordenone, Offredi assicura che in realtà l'Unione sta pensando soprattutto a se stessa: «Nessuno di noi ci sta pensando in modo particolare, perché in realtà dentro di noi è una gara contro noi stessi: sembrerà strano ma non guardiamo gli altri, tanto sono davanti e noi dobbiamo comunque vincere, quindi pensiamo a noi, poi vedremo alla fine gli altri cosa avranno fatto. Il successo della Feralpi a Gubbio? No, non sapevamo nemmeno quello quando giocavamo, come ho detto pensiamo solo a noi stessi».

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