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    • CITYSPORT.NEWS DI LUNEDÌ 26 GENNAIO 2026 https://www.citysport.news/download/CS-26gennaio2026.pdf
    • LUNEDÌ 26 GENNAIO 2026 - Un poker servito tra campionato e champions league per dare sostanza a una stagione che deve ancora definire i suoi contorni. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", la Pallacanestro Trieste vince ma non convince contro il Banco di Sardegna Sassari, portando a casa il massimo risultato con il minimo sforzo. Vittoria della volontà che conferma però le impressioni di un gruppo che fatica tremendamente a trovare continuità nell'arco dei quaranta minuti, vivendo di strappi e di inerzie spezzate. Ancora una volta, nel momento del bisogno, è stato il talento puro a sopperire alle carenze strutturali di una squadra che, alla fine del terzo quarto, si era ritrovata pericolosamente con le spalle al muro. Eppure le premesse per una serata più agevole c'erano tutte, con una Dinamo arrivata al PalaTrieste in piena emergenza: soli quattro stranieri a referto, le pesanti assenze di Marshall, Beliauskas e Johnson, e un Pullen apparso l'ombra sbiadita del giocatore decisivo che abbiamo imparato a conoscere negli anni. Nonostante questo, Trieste si è ritrovata sotto 44-49 alla fine del terzo quarto, impantanata in una manovra farraginosa che non riusciva a scardinare la resistenza sarda. Ci ha pensato allora Jahmi'us Ramsey a prendersi la scena e a rovesciare il match come un guanto: le sue fiammate hanno trascinato i biancorossi alla rimonta. Il 6/11 da tre punti nei dieci minuti finali dopo il 4/26 dei primi tre quarti ha dato una svolta al match. IL NODO DELLA CONTINUITA' Che questo basti per muovere la classifica è un fatto, resta però intatta l'impressione che questo gruppo, a livello di potenziale espresso, potrebbe e dovrebbe fare molto di più. È un concetto che va tenuto in debita considerazione, perché l'asticella sta per alzarsi bruscamente. All'orizzonte si stagliano la trasferta di Bcl a Tenerife e i successivi incroci europei contro Nymburk e Gran Canaria, senza dimenticare il quarto di finale di Coppa Italia contro Milano e una volata playoff in campionato dove ogni passaggio a vuoto si pagherà a caro prezzo. INCOGNITA BROOKS Nella soddisfazione di aver centrato per la prima volta in stagione una striscia di quattro risultati utili consecutivi, si insinua la preoccupazione per le condizioni di Jeff Brooks. L'ala ha concluso regolarmente la sfida contro il Banco di Sardegna, dando l'impressione che tutto fosse sotto controllo, ma il colpo subito sabato sera è stato di un'entità tale da non lasciare tranquilli. La sua assenza, in vista della trasferta di Tenerife, peserebbe enormemente sugli equilibri tattici della squadra. Dalla società non trapela nulla, modus operandi che ormai conosciamo bene e che trasforma ogni vigilia in un piccolo giallo. A questo punto, se Brooks stia bene o meno lo scopriremo soltanto mercoledì sera, quando la squadra scenderà sul parquet spagnolo. VERSO TENERIFE In Spagna si affronteranno le due capolista del girone: Trieste, reduce dal colpaccio di Las Palmas, Tenerife, forte del successo sul Nymburk e temprato dalla battaglia di ACB contro il Barcellona. Una partita che mette in palio la vetta della classifica e che la formazione di Israel Gonzalez, in virtù del successo esterno nella gara d'esordio contro Gran Canaria, può affrontare davvero senza nulla da perdere. - Manca una settimana esatta alla chiusura del calciomercato invernale, che calerà il sipario lunedì 2 febbraio alle ore 20. Come scrive Antonello Rodio, la vittoria della Triestina sul Lumezzane non cambierà ovviamente i piani della società alabardata, già tracciati da tempo, quantomeno da quando si è ritenuta impossibile la salvezza (semmai c'è stata in precedenza un'idea contraria) e si è deciso di monetizzare con le cessioni dei giocatori di valore, che sarebbero stati comunque persi a zero a giugno. Hanno già fatto le valigie Ionita (Arezzo), Crnigoj (Sudtirol) e Gunduz (Juventus Next Gen), ma è ovvio che i giocatori che fanno gola sono anche altri. È sempre molto chiacchierato il nome di Tonetto, per il quale il Lecco nei giorni scorsi ha cercato di imbastire uno scambio con il difensore classe 2000 Davide Grassini, per ora senza esito. Ma anche un giocatore come Jonsson ha i suoi estimatori, e nei giorni scorsi il diesse Michele Franco ha ammesso che anche per Kljajic ci sono stati un paio di abboccamenti. Ora, già la partita di venerdì sera, nonostante tutti questi giocatori fossero ancora in campo, ha dimostrato l'emergenza massima sul piano numerico dell'attuale rosa alabardata. Marino si è potuto permettere un solo cambio, quello di Attys per Faggioli, a pochissimi minuti dalla fine. Per il resto in panchina c'era solo una foltissima nidiata di baby della Primavera, che il giorno dopo hanno dovuto trasferire armi e bagagli nella squadra giovanile. Ora è evidente che a fronte di altre possibili partenze, la necessità di agire anche sul fronte entrate è ineludibile. Vero, dalla prossima gara rientrerà Pedicillo che era squalificato, ma ad esempio ad Arzignano mancherà Faggioli, che verrà stoppato dal giudice sportivo dopo la quinta ammonizione. E comunque in questo periodo della stagione le squalifiche sono all'ordine del giorno. Certo, si può sperare anche in qualche rientro dall'infermeria, ma l'assenza di alcuni infortunati è talmente lunga da essere sconfortati, anche se Vertainen e Vicario, più di Silvestro, dovrebbero essere almeno sulla strada del recupero. Sempre incrociando le dita che non si blocchi qualcun'altro. E allora d'accordo che avere ragazzi della Primavera che fanno esperienza nell'ambiente della prima squadra può essere anche un fattore positivo, come ha sottolineato Franco, ma qui ci sono ancora tre mesi di campionato e quindici partite da giocare, più di un terzo di stagione da portare avanti con dignità e orgoglio, come la squadra del resto finora ha sempre fatto. E cercando, come da obiettivo annunciato, di fare più punti possibile. Pertanto almeno tre o quattro entrate di giocatori che possono dare una mano concreta sembrano necessarie. Nella conferenza stampa della scorsa settimana, il diesse ha detto che sta lavorando su alcune operazioni in entrata che spera di chiudere a breve, fra queste quella di Knezovic, anche se il Sassuolo che finora l'aveva mandato in prestito alla Salernitana comprensibilmente nicchia, vista la situazione alabardata. In questi sette giorni si vedrà se veramente ci sarà qualche nuo vo arrivo che condividerà con la Triestina questi ultimi mesi di campionato. Se poi queste novità fossero in prospettiva della prossima stagione, tanto meglio. Significherebbe che si sta anche guardando al futuro.
    • Ho sentito dire che anche girare un film con troppe dive non è così semplice
    • Certo che no, figurati. Quale sarebbe? È per questo che fino a prova contraria provo a dare una possibilità a questi Poi se si dimostreranno delinquenti me ne farò una ragione, ma prima almeno vorrei dargli la possibilità di lavorare qualche mese, e non buttarli in discarica come se avessimo chissà quali alternative pronte...
    • C'è una differenza, a mio discutibile parere, fra il sostenere una proprietà, e mi guardo bene dal sostenere questa, e il darle semplicemente la possibilità e il tempo di dimostrare qualcosa. Io non ho mai detto che stiano facendo bene, men che meno che abbiano fatto tutto giusto o roba simile. Ho detto, e ripeto volentieri, che dare la colpa a questi di un ultimo posto frutto di 23 punti di penalizzazione causati da tasse non pagate cui si aggiungono ruberìe assortite, mi sembra scorretto. Perché non sono roba loro. Da quando questi sono qua c'erano due scadenze improrogabili da rispettare, e sono state semplicemente rispettate contrariamente a quanto avveniva prima. Anzi, avendo (e non certo per colpa o dolo) il c/c bloccato, sono state rispettate usufruendo di un c/c privato pur di rispettarle. Dunque come si fa a scrivere, e non è a te che mi rivolgo, che sono indifendibili? Magari lo diventeranno, perché a me risulta che sia stato garantito ai dipendenti il pagamento di quanto dovuto nei prossimi giorni, e intendo oggi, domani o dopodomani, non fra un mese. E se questo non dovesse succedere, verrò sulle tue e inizierò a dubitare pesantemente della loro parola. Però, finché non succede, provo a dargli fiducia. È così sbagliato? Non capisco cosa significhi "questi e i loro connazionali che li hanno preceduti", mettendoli nello stesso calderone. Che quelli fossero ladri, truffatori, delinquenti e tutti i peggiori aggettivi che ti vengono in mente, siamo d'accordo. Ma non capisco perché accomunarli a questi, per la nazionalità? Infine, e chiudo, cosa ci sarebbe di aggressivo nel chiedere quali alternative abbiamo, se si esclude il finire a giocare coi dopolavoristi in Promozione che almeno a me non sembra un'alternativa ma la morte travestita?  
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