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Triestina - Pordenone | Domenica 1 Dicembre, ore 14,30 | Prima, durante e dopo


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Ultima partita dei nostri avversari:

Pordenone-Belluno 4-1

GOL: st 6? Masoch, 25? Zanardo, 30? Buratto; st 16? Zubin, 49? Florean.

PORDENONE: Careri, Fornasier, Pramparo, Mattielig, Niccolini, Nichele, Buratto, Mateos (st 5? Casella), Zubin, Zanardo (st 27? Florean), Bearzotti (st 17? Novati). A disp.: Truant, Migliorini, Chimento, Nastri, Sakajeva, Maccan. All. Parlato.

BELLUNO: Solagna, Paganin, Mosca (st 18? Radrezza), Masoch, Calcagnotto, Merli Sala, Osagiede, Bertagno, Corbanese, D’Incà (st 18? Pitteri), Duravia. A disp.: Schincariol, Brustolon, Sommacal, Nenzi, Moretti, De Toni, Jaku. All. Vecchiato.

ARBITRO: Gualtieri di Asti. Assistenti: Baldelli di Reggio Emilia e Zambelli di Finale Emilia.

NOTE: ammoniti Pramparo, Zanardo, Radrezza, Bertagno e Zubin. Angoli 2-2. Campo in ottime condizioni. Recupero: pt 2?, st 4?. 600 spettatori circa.

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PORDENONE. Calcio Champagne al Bottecchia. Almeno per la prima frazione di gioco il miglior Pordenone della stagione ha divertito il pubblico con un gioco caratterizzato da una manovra fluida ed efficace dove le occasioni da gol hanno riempito i taccuini dei cronisti. Non inganni lo svantaggio iniziale maturato per un infortunio difensivo, il Pordenone ha dominato in lungo e in largo al di là del punteggio.

La supremazia è stata netta, ogni zona del campo era presidiata a dovere con Mattielig e Mateos assoluti padroni della mediana, Nichele arretrato al centro della difesa ermetico in coppia con Niccolini. Infine la prima linea, sempre pericolosa con il solito Zubin, poco fortunato in almeno un paio d'occasioni, e uno Zanardo ispirato e probabilmente stimolato dalle voci di un arrivo di un'altra punta alla corte di mister Parlato.

Insomma un Pordenone a trazione integrale che con intensità e brillantezza è tornato alla vittoria dopo i due passi falsi contro Tamai e Giorgione. Davvero poca cosa il Belluno al cospetto di un ramarro imperiale. Dopo due occasioni in avvio di partita sui piedi di Zanardo accade quello che non ti aspetti: al 6' Duravia calcia una punizione dalla trequarti destra in area, forse un’incomprensione tra la difesa e il portiere Careri consente a Masoch, spalle alla porta, d'inventarsi una sorta di rovesciata che finisce nell'angolino basso alla sinistra di Careri.

Il Pordenone non si perde d'animo e continua a macinare gioco. Al 14' e al 19' Zubin si divora due gol fatti per i suoi standard ma il pareggio arriva al 25' quando Mattielig dalla trequarti destra vede sul secondo palo Zanardo e lo serve. L'attaccante stoppa e calcia di sinistro sul primo palo ristabilendo la parità. Quattro minuti sorpasso neroverde quando Zanardo da posizione centrale sulla trequarti calibra un assist con il contagiri per l'inserimento di Buratto il cui diagonale all'altezza dell'area piccola non lascia scampo a Solagna. Al 35' ancora Zubin, come di consueto encomiabile ma non particolarmente fortunato, a centrare il palo con un cucchiaio che scavalca Solagna.

Nella ripresa dopo un palo di Corbanese colpito su punizione al 8', al 16' la partita si chiude quando il capitano neroverde si riscatta con gli interessi degli errori commessi nel primo tempo. Punizione da venticinque metri leggermente decentrata sulla sinistra con la palla che sorvola la barriera e s'infila nel sette alla destra di Solagna. Standing ovation.

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La squadra viene fondata nel 1920 con il nome di Football Club Pordenone. Fino al 1932 partecipa a campionati di livello regionale, ma nel maggio dello stesso anno ottiene la promozione in 1ª divisione. Nel 1939-1940 la squadra fa un altro salto di qualità e viene promossa in Serie C, dove vi rimane fino alla stagione 1958/59, quando arriva ultima in classifica. Fortunatamente per i neroverdi, in quell'anno non erano previste retrocessioni e quindi l'anno successivo si ripresenta a giocare in Serie C.

La retrocessione in Serie D avviene nel 1963-1964, dopo alcuni anni terminati nei bassifondi della classifica. La squadra rimane in serie D per 15 anni fino al 1978-1979 ma poi conquista la promozione nella nuova Serie C2. Nel 1989 la compagine neroverde conclude al penultimo posto il campionato ritornando nuovamente in Serie D e nei due anni successivi retrocede per altre due volte. La squadra si riaffaccia in Serie D nella stagione 1995-1996.

Dopo 6 anni passati a lottare per la promozione in serie C2, questa arriva finalmente nella stagione 2001-2002, a tredici anni di distanza dall'ultima presenza in questa categoria. Tuttavia, dopo un campionato 2002-2003 caratterizzato da una difficile salvezza, nell'estate seguente la FIGC esclude la squadra di Ettore Setten per inadempienze finanziarie, facendo ripartire il club dall'Eccellenza. Subentrato come presidente Lino Mungari, si dovette reinventare la rosa essendosi dileguati tutti tra giocatori ed allenatori. Con l'arrivo di Burlando come allenatore la squadra si riprese, anche se le difficoltà non mancarono tra infortuni e malasorte. L'ultima partita di campionato fu disputata con l'inserimento tra i titolari di alcuni piloti delle Frecce Tricolori venuti in aiuto. Destino ormai segnato: sconfitta sul campo e retrocessione. Due promozioni consecutive riportano i neroverdi in Serie D nel 2006-2007, ma l'anno successivo la squadra retrocede ritrovandosi così nuovamente in Eccellenza. Al termine della stagione 2007-2008 la società, con Mauro Lovisa nuovo presidente, riconquista la Serie D dopo alcuni anni di altalenanti con promozioni e retrocessioni. Da quel momento in poi hanno costantemente cercato la promozione in C, sfiorandola in più occasioni, soprattutto l'anno scorso.

Dopo il Marano, ecco il Pordenone al Rocco. Si può discutere finché si vuole chi è la più forte tra le due, eventualmente sarà il campo a dare il verdetto. I fatti dicono che il Pordenone ha il miglior attacco con 29 gol segnati e la migliore difesa con appena 4 subiti. E' una squadra costruita per vincere sulla base di una già valida ossatura dell'anno passato quando finirono secondi per essere poi battuti ai play off dal Real Vicenza. Il presidente Lovisa non sembra badare a spese per riportare il Pordenone in serie C, soprattutto negli ultimi 2 anni con la riforma di categoria. Società molto organizzata, con un ottimo settore giovanile, con uno scouting di alto livello, hanno nei loro ranghi perfino uno psicologo dello sport. Il DS Sergio Pinzin ha pescato bene nel mercato estivo (ed ora sembra in procinto di rinforzare ulteriormente la squadra in quello invernale) affidando la guida tecnica a Carmine Parlato, 43 anni, difensore di buon livello con 269 presenze tra i professionisti tra Serie C e Serie B, da allenatore ha già vinto la serie D col Rovigo e nell'ultimo biennio ha portato la Sacilese ai play off. La rosa è quanto di meglio ci sia in giro dalle nostre parti, il portiere Gianni Careri (1982) sta avendo una stagione strepitosa dopo essersi ben distinto nell'ultimo triennio al Montebelluna, prodotto del vivaio del Bologna, in precedenza ha calcato campi più prestigiosi difendendo la porta di Alto Adige, Castelnuovo, Spal e Melfi sempre in C2. In difesa mancherà per infortunio Nicola Scocco (1980) e la coppia centrale sarà formata dal rientrante Matteo Dionisi (1985) l'anno scorso alla Sacilese e da Daniel Niccolini (1982) anche lui ex Sacilese, entrambi con un passato al Rovigo ed in categorie superiori, coppia collaudata di centrali che Mr. Parlato si porta dietro ovunque va. Terzini dovrebbero essere Nicholas Pramparo (1994) prodotto del vivaio del Portogruaro a sinistra e Nicola Fornasier (1994) dalla Virtusvecomp Verona a destra. Entrambi sono molto solidi in tutte e due le fasi. A centrocampo il faro è il nuovo acquisto il brasiliano Marcelo Mateos (1980) un fuoricategoria con un lungo passato tra C1 e C2 distintosi soprattutto a Bassano ed Alessandria, insieme a lui dovrebbero giostrare la nostra vecchia conoscenza Daniele Mattielig (1980), il giovane Matteo Buratto (1994), altro prodotto del florido vivaio di quel che era il Sandonajesolo, e/o Matteo Nichele (1981) ex Venezia e Bassano. Davanti abbiamo l'imbarazzo della scelta con capitan Emil Zubin (1977), valanghe di gol nella sua carriera per il croato, l'enfant prodige del vivaio Enrico Bearzotti (1996) che potrebbe andare al Parma a gennaio, Paolo Zanardo (1982) estroso trequartista/seconda punta colonna del Delta Porto Tolle l'anno scorso nella loro cavalcata vincente, Lauro Florean (1981), una carriera tra C1 e C2, tra cui Carrarese, Pergocrema, Prato, Venezia ed addirittura possono tenere in panchina il pordenose doc Denis Maccan (1984) ex del Brescia in serie B. Tra chi presumibilmente potrebbe entrare a partita in corso c'è anche il classe 1995, quel Stefano Novati, triestino, che l'anno scorso con il Monfalcone ci fece impazzire con la sua velocità sugli esterni. Difficile dire con quale modulo si presenteranno al Nereo Rocco, il più gettonato finora è stato il 4-3-1-2 con Zanardo dietro alle punte, ma domenica scorsa hanno giocato con il 4-2-3-1 in precedenza col 4-4-2 ed anche con il rombo.

Per noi è una partita difficile con tanti ex, Rossitto e Turci l'anno scorso li allenavano, Sessolo ne era una bandiera, in difesa avremo delle defezioni importanti (sicuramente Pimazzoni e Ferrara squalificati) a centrocampo mancherà ancora Nakim, e ci sono da valutare parecchi infortunati come Cadorin, Pratolino, Stentardo e Sessolo, quindi credo sia essenziale che ce la giochiamo con quello che ci riesce meglio e cioè il 4-3-3, lasciare il pallino in mano a loro risulterebbe infatti in un altra sconfitta dal sapore amaro. Serve molta attenzione sulle palle inattive dove Zubin è micidiale, ma non hanno una velocità di base altissima, soprattutto a centrocampo, quindi se pressati possono sbagliare. Rossitto non sta far el mona, eh

Edited by guiz
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Mi optassi per Frangu al posto del partente Parini e, se sta ben, Sessolo... Sperando nel classico goal dell'ex

Frangu ghe pol star anche se contro el Marano me ga deluso. Sessolo, sai in dubbio e comunque vada sicuramente non al 100%, poderia zogar solo al posto de Da Ros se non volemo veder De Bona a centrocampo… e lasar fora Da Ros dopo la prestazion de domenica saria una follia… Se ghe la fa lo meteria in campo nei ultimi 20 minuti.

Edited by guiz
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Parlato torna radioso: «Il mio Pordenone è un “Frecciarossa”»

Col Belluno la migliore prova stagionale: il tecnico sorride. «Mateos? Gran rinforzo. Ora l’urgenza è un difensore»

PORDENONE. «Contro il Belluno eravamo come un Frecciarossa che non ne voleva sapere di fermarsi». Non è la prima volta che Carmine Parlato utilizza metafore “ferroviarie” per rappresentare la sue squadre. Ma stavolta lo fa davvero di gusto e a ragione: contro il Belluno si è visto il miglior Pordenone della stagione, quantomeno per intensità di gioco e mole di occasioni create.«Ero talmente furioso – commenta il tecnico neroverde – dopo aver subito quel gol, che i ragazzi devono aver percepito la mia rabbia in campo, reagendo da squadra vera».

Calendario contro. Il giorno dopo il 4-1 del Bottecchia, in casa neroverde il clima è dolce. Nonostante quel Marano che proprio non accenna a mollare la presa, superando anche l'ultimo ostacolo di un certo spessore, l'Este. Da qui al traguardo d'inverno il calendario sembra sorridere ai vicentini, che dovranno affrontare Fersina, Sanvitese, Montebelluna e Ufm, mentre il Pordenone dovrà vedersela con Triestina, Fersina, Sanvitese ed Este. «Ma siamo proprio sicuri che per loro sarà tutto così facile?»: Parlato prova ad alimentare la speranza che i trabocchetti possano nascondersi anche nelle gare apparentemente più semplici. «Penso che in questo momento giocare a Trieste o a Pergine Valsugana richieda comunque il massimo sforzo».

L’uomo in più. Quello che ha profuso la sua squadra per riprendere la marcia trionfale interrotta col Tamai e, in parte, a Castelfranco. Grazie anche a un innesto rivelatosi preziosissimo: Marcelo Mateos, uno dei migliori col Belluno.«Sapevo – fa sapere Parlato – che aveva il fisico di un granatiere e correva per dieci, ma ha stupito pure me il suo inserimento. Bravi i suoi compagni a metterlo a proprio agio e bravo lui a calarsi subito nella nuova realtà».

Prossimi colpi. Mateos non resterà l'unico volto nuovo del Pordenone in questa parentesi di mercato invernale. «L'urgenza è un difensore», riconosce a chiare lettere il tecnico neroverde. Arriverà: sempre più Luca Ruopolo (Mezzolara) che Stefano Ghidini (Seriate), su cui c'è il Marano. E qualcuno potrebbe arrivare pure in attacco. Nonostante si sia sbloccato anche Florean. Quelli che circolano sono nomi eclatanti: il “solito” Beccaro del Marano, ma pure Gherardi del Porto Tolle.

Edited by guiz
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Per bertoni, no? Non devi esser 4 i under? A dir el vero non so de che anno i xe tutti

Per Bertoni no, non xe possibile, a meno che non te levi Cipracca a centrocampo. I under saria i 2 terzini, Zetto e Bertoni. Impensabile di rimeter Franceschin in porta dopo tanto tempo in panchina.

Edited by guiz
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Io opterei per non presentarsi in campo cosi perdiamo a tavolino 3 a 0 ma non corriamo rischi di infortuni e soprattutto non vediamo di nuovo 11 alabardati sulla linea di porta

eh ma i ne da anche un punto de penalizzazion me par!.... e po' non se consumassi la seconda giornada de squalifica de Nakim...

Edited by morodesede
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Go capì, iero convinto che anche Wagner iera under. Tirar fora Del Mestre adesso xe impensabile. Quindi spazio a Bertoni. Chissà cossa se inventerà Rossitto inveze

Vederemo cossa farà Rossitto, ma sulle sue decisioni influisi moltissimo el parer de Turci, per mi non ne schiererà ne col 4-3-3 ne coi 5 in difesa, ma se inventerà un 4-4-1-1 de questo tipo:

Del Mestre

Pratolino Piscopo Vianello Potenza o Parini

Zetto Wagner Cipracca o Stentardo Frangu

Da Ros o Sessolo

Godeas

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El 4 4 1 1, secondo mi, se adatta ben ai giogadori che gavemo. Da Ros gaveria tutto el spazio che ghe servi e sulle fase semo coverti. Per mi podemo zogar ben anche cussì senza esser troppo difensivisti

Per mi no perché non gavemo gli esterni adatti, cioè nissun che possa saltare l'omo e crear la superiorità numerica, inoltre cussi fazendo facile che la nostra azione offensiva andassi a sbater contro el loro muro centrale, uno dei loro punti di forza, sono invece leggermente più vulnerabili sulle fasce e soffrono (come tutti) la velocità.

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