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Siamo sempre là, ovvio che con un Delli Carri mi sentirei molto più tranquillo, ma al momento non c'è...
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Beh, i risultati pratici arriveranno se metteranno qualcuno pratico in grado di ottenerli
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VENERDÌ 2 GENAIO 2026 - Dimenticate il basket giocato, o almeno mettetelo in pausa. La volata verso la Inalpi Arena per le Final Eight 2026 è deragliata in un thriller burocratico che sta riscrivendo la Serie A a colpi di carta bollata. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", mentre le "big five" (Bologna, Brescia, Milano, Venezia e Tortona) hanno già prenotato l'hotel a Torino, il resto della griglia è un caos totale innescato dal paradosso Trapani Shark. Una corazzata che sul campo avrebbe già staccato il pass, ma che si ritrova oggi con sempre meno giocatori (anche Ford è in procinto di andare al Galatasaray), 8 punti di penalizzazione e lo spettro del 7 gennaio sul collo. Dovesse arrivare una ulteriore stangata, i siciliani finirebbero fuori dai giochi e i loro risultati verrebbero cancellati, obbligando la Lega a una riscrittura integrale della classifica. In questo scenario, la Pallacanestro Trieste galleggia nel limbo dei 12 punti, ma non è sola. La bagarre per gli ultimi tre posti disponibili è una vera tonnara: insieme ai giuliani, a quota 12, ci sono proprio Trapani e una Napoli in cerca di certezze. Ma il fiato sul collo si fa sentire: a soli due punti di distanza preme un plotone agguerrito composto da Sassari, Varese, Udine, Cremona e Trento. Otto squadre per tre posti, con la situazione Trapani pronta a scombinare classifica e cammino delle squadre. Alla Pallacanestro Trieste serve almeno una vittoria per provare a blindare la Coppa Italia e smettere di guardarsi le spalle, evitando di farsi risucchiare dalle sabbie mobili di chi insegue. Il destino dei biancorossi passa per due tappe cruciali: il blitz a Trento di questo fine settimana o il "dentro o fuori" nell'ultimo turno contro Cantù. Per la Pallacanestro Trieste, partecipare alle Final Eight non sarebbe solo un vezzo di prestigio, ma l'occasione per capire se questa squadra ha un'anima o solo dei lampi di classe isolati, come quelli visti a Istanbul o contro l'Armani Milano. Sulla carta, Trieste a Torino sarebbe la mina vagante perfetta. Il classico gruppo che, in partite secche, ha il talento per far saltare il banco contro chiunque. È una squadra nata per contesti dove il guizzo di un singolo può valere un risultato di prestigio. Eppure, il rischio che questo enorme potenziale venga gettato alle ortiche è concreto. Il talento non si amministra da solo e, nelle condizioni attuali, Trieste sembra un'auto di lusso che corre con il freno a mano tirato da incertezze strutturali. Se si vuole davvero trasformare il caos del campionato in un'opportunità, non basta sperare nel miracolo occasionale o nei demeriti altrui. È il momento di prendere in mano la situazione e dare a questo gruppo una scossa immediata. Sia a livello motivazionale che tramite un potenziamento del roster che, in attesa di notizie dall'infermeria, appare oggi improcrastinabile. Rimanere immobili ora, con il traguardo di Torino a portata di mano, significherebbe rassegnarsi a un'incompiuta. Questa squadra ha le armi per essere la sorpresa delle Final Eight, ma senza un intervento deciso ai vertici che dia solidità e direzione al progetto, il sogno della Inalpi Arena rischia di diventare solamente un amarissimo rimpianto. - A coronamento di un 2025 da incubo sul fronte societario (mentre sul campo la Triestina ha prima ottenuto una miracolosa salvezza e ora sta facendo un campionato più che dignitoso), le ultime ore dell'anno passato hanno portato all'Unione un'altra rogna. Lo scrive oggi Antonello Rodio: ai deferimenti in casa alabardata ormai purtroppo ci si è fatto il callo, i 23 punti di penalizzazione (più i 5 dello scorso campionato) sono lì a testimoniarlo. I due deferimenti al Tribunale Federale Nazionale arrivati il 30 dicembre dal procuratore federale nei confronti della Triestina (a titolo di responsabilità diretta) e dei suoi legali rappresentanti Marco Margiotta e Oliver Marc Centner (a titolo di responsabilità propria) per una serie di violazioni di natura amministrativa, a seguito di segnalazioni della Commissione indipendente per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario delle società sportive, hanno però un aspetto diverso da quelli passati. URGE FIGURA ESPERTA Il primo deferimento, paradossalmente quello per cui la società ha maggiori colpe, dovrebbe portare in realtà solo a un'ammenda: in sostanza la Triestina non ha provveduto, entro il termine del 30 novembre 2025, al deposito della relazione contenente il giudizio della società di revisione sulla situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2025. Certo, la situazione in casa alabardata ha viaggiato a lungo sul filo del rasoio, per cui è comprensibile, ma non giustificabile, che nel passaggio di mano e di cariche qualcosa possa essere sfuggito. Però i nuovi avevano comunque tempo sufficiente per rimediare, pertanto questa lacuna dimostra una certa incompetenza e fa riemergere la necessità di una figura professionale esperta dei meccanismi di un'azienda calcistica che possa seguire quotidianamente sul campo (non quello da gioco) le varie situazioni spinose. Appena a metà dicembre Rothstein e la nuova proprietà hanno presentato il nuovo ad Piero Zangarini, che ha promesso di essere presente due settimane al mese a Trieste. Ma alla luce di tutto questo, pare necessaria una figura più specifica. LA QUESTIONE DEI CONTI Il secondo deferimento è quello per il quale la Triestina potrebbe invece rischiare uno o due punti di penalizzazione, anche se il caso è talmente singolare che le opinioni in merito sono divergenti. Qui viene contestato alla società il fatto che i pagamenti degli emolumenti dovuti ai tesserati, relativi alle mensilità di settembre e ottobre 2025, sono stati effettuati attraverso bonifici bancari addebitati su conti correnti diversi dal conto corrente intestato alla società Us Triestina Calcio 1918 srl e dedicato al pagamento di emolumenti. Il problema è che a causa dei notevoli debiti pregressi e ascrivibili alla vecchia gestione, si sono verificati dei pignoramenti che in pratica hanno portato al blocco del conto della Triestina, dal quale pertanto era materialmente impossibile effettuare i pagamenti. UN NODO DA RISOLVERE È pertanto perfino apprezzabile la volontà della nuova gestione di effettuare comunque i pagamenti, anche se giocoforza ha dovuto ricorrere a bonifici da un conto non riconducibile alla Triestina. Oggettivamente è un fatto che il club potrà far valere in sede di giudizio, per cui sul piano sportivo (per quello che potrà valere vista la già imponente penalizzazione) l'Unione dovrebbe rischiare davvero poco, mentre su altri piani è difficile ancora capire quali possano essere le conseguenze. Di certo è una situazione che così non può andare avanti, perché rende impossibile l'operatività della società, e pertanto va risolta il prima possibile. E qui si torna al discorso della necessità di una figura professionale esperta. Anche in vista di un'eventuale ripartenza dalla serie D che, almeno quella, dovrà essere il più serena possibile.
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Io per ora penso: questi disfa tutto e poi non sa come ricostruire, che li fa più onesti di quelli di prima ma non necessariamente meglio al risultato pratico.
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Maresca si è dimesso........ cosa molto diversa....... onore a lui.
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