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Ecco, detto che questa volta ci sono tutte le motivazioni per vederla così, spero che tu porti bene!
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MARTEDÌ 27 GENNAIO 2026 - Dalle mura amiche del PalaRubini alle luci della Santiago Martin Arena: come scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo", la Pallacanestro Trieste si prepara a tornare sul palcoscenico europeo. Domani sera alle ore 21, la formazione di Israel Gonzalez incrocerà le armi con il Tenerife per la seconda giornata del gruppo L della Round of 16 di Champions League, in quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto per il primato. Entrambe le formazioni arrivano all'appuntamento forti del successo all'esordio, Tenerife contro Nymburk e Trieste a Las Palmas contro Gran Canaria, e la posta in palio è già altissima. Gli spagnoli si presentano alla sfida con il vento in poppa dopo aver firmato l'impresa della settimana: un roboante 89-82 inflitto al Barcellona a domicilio. Questo successo in Liga ACB ha spazzato via i dubbi nati dal recente trittico di sconfitte contro Badalona, Lleida e Bilbao, confermando che la squadra di coach Vidorreta resta un cliente difficilissimo quando la palla scotta. Come da copione, a trascinare Tenerife in Catalogna sono stati i soliti noti, Shermadini e Marcelinho Huertas, anime veterane di un roster che fa dell'esperienza il proprio marchio di fabbrica. Proprio questa maturità è il punto focale dell'analisi di Andrea Pecile, assistant coach in Acb a Granada, che guarda alla sfida con rispetto ma senza timore. «Affrontare un avversaria reduce da una grande vittoria può essere un vantaggio tattico: perchè a livello motivazionale la pancia piena prevale sulla fame di riscatto che anima chi viene da una sconfitta - sottolinea l'ex playmaker della Pallacanestro Trieste -. Tuttavia, Tenerife non va sottovalutata: parliamo di un club abituato ai palcoscenici internazionali, con un roster esperto e navigato. Per scardinare la loro fisicità, Trieste dovrà mettere in campo un basket sfrontato e quel morbin tipico della nostra terra, trasformando l'entusiasmo in energia agonistica». E' partito, intanto, il toto formazione sulla squadra che coach Israel Gonzalez avrà a disposizione nella seconda consecutiva trasferta spagnola. Detto del recupero di Colbey Ross, in campo già sabato scorso contro Sassari, le incognite sono legate ai nomi di Mady Sissoko, Davide Moretti e Jeff Brooks. Sissoko potrebbe rientrare, essendo scaduto il mese e mezzo di stop indicato dallo staff medico dopo l'infortunio dello scorso 13 dicembre. Su Moretti, che non ha giocato contro Gran Canaria e non è stato neppure schierato a referto contro la Dinamo Sassari, non ci sono indicazioni così come per Jeff Brooks, uscito malconcio dal match di sabato scorso. In fondo, c'è un certo fascino in questa riservatezza d'altri tempi. È quel tocco di mistero che rende il match contro Tenerife ancora più piccante. Certo, una parola chiara ogni tanto non guasterebbe, ma resta intatto il brivido di scoprire il roster ufficiale solo quando l'arbitro alzerà la palla a due. Oggi, intanto, si apre la seconda giornata del girone L con la sfida in programma a Praga tra Nymburk e Gran Canaria. - Geppino Marino ha ripreso il suo cammino sulla panchina della Triestina riproponendo proprio uno dei suoi leitmotiv delle prime giornate di campionato, ovvero le rimonte. Che poi sono solo un aspetto di un altro fatto ancora più determinante, quello dello svoltare a proprio favore i risultati nei secondi tempi. Come scrive Antonello Rodio, quello che la squadra ha messo a segno con il Lumezzane, è addirittura il terzo ribaltone totale nelle undici partite che fin qui hanno visto in panchina il tecnico campano. La prima rimonta era avvenuta esattamente un girone fa, proprio con il Lumezzane che sul proprio campo era andato in vantaggio nel primo tempo, prima che le reti di Moretti e Vertainen nella ripresa ribaltassero la situazione. Appena una settimana dopo, ma stavolta al Rocco, l'Unione si rese protagonista di un'altra rimonta avvenuta tutta nella ripresa, dopo che nel primo tempo l'Arzignano era passato in vantaggio. Nei secondi 45 minuti fu una doppietta di Vertainen a ribaltare la situazione. Ma non finisce qui: il 3-0 contro il Renate con cui la Triestina liquidò la squadra di Foschi, maturò tutta nel secondo tempo dopo che il primo si era concluso senza reti. E qui i punti ottenuti nella ripresa diventano 8. A bilanciare un po' la situazione, bisogna mettere in conto il pari subìto all'andata dall'Ospitaletto nel secondo tempo, e la sconfitta a Cittadella avvenuta nei minuti finali. Tre punti svaniti nelle seconde parti di gara che portano a 5 l'attivo. Ma adesso Marino appena tornato in panchina ha dato subito un'altra sterzata contro il Lumezzane: a parte la rimonta, rispetto a come si era chiusa la prima frazione l'Unione nella ripresa ha guadagnato altri due punti. Pertanto lo score complessivo del tecnico campano è di 7 punti guadagnati nella ripresa sul totale di 16 da lui guadagnati. Ma come si spiegano questa brillantezza fisica e questi finali in crescendo della squadra alabardata? A inizio stagione si era tirato in ballo il fatto che la Triestina non aveva fatto né il ritiro né la preparazione estiva, pertanto la squadra avrebbe avuto le gambe leggere rispetto alle avversarie. Ma si avvertiva che probabilmente si sarebbe pagato dazio più avanti nella stagione. In realtà, la squadra ha mantenuto un'ottima condizione fisica in tutti questi mesi, anche con Tesser gli alabardati hanno corso fino ai finali di gara, nonostante le poche alternative. Certo, proprio per questo motivo qualche calo c'è stato, soprattutto quando le avversarie potevano innestare forze fresche, ma questo non è mai parso il problema principale dell'Unione, né con Marino né con Tesser. Tanto che adesso, al ritorno del tecnico campano, la squadra si è permessa il lusso di vincere in pieno recupero pur non potendo fare cambi. Sicuramente un altro dato sorprendente che va a favore di questo gruppo a cui va il merito di non aver mai mollato.
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Quando sembrava quasi tutto deciso, ecco il terremoto che rimescola le carte. L'Arsenal perde in casa dal Manchester United, candidata ormai serissima a un posto Champions. Il 3-2 finale premia generosamente gli ospiti (tre gol dei quali il primo regalato ma gli altri due bellissimi, frutto letteralmente di tre tiri totali) ma riporta a quattro punti Man City e Aston Villa, vincitori rispettivamente su Wolverhampton e Newcastle. Vince il Chelsea a casa del Palace, perde il Liverpool a Bournemouth. Adesso, per le prime posizioni, la classifica dice: Arsenal 50 Man City, Aston Villa 46 Man Utd 38 Chelsea 37 Liverpool 36 A oggi, i Reds sarebbero fuori dalla Champions. In coda il rinato West Ham vince la seconda gara di fila battendo 3-1 il Sunderland, ma gli serve a poco perché il Forest va ad espugnare Brentford (2-0) e i punti da recuperare per gli Hammers restano cinque. Occhio però che il Leeds (1-1 ieri sera a casa dell'Everton) è adesso pienamente coinvolto nella lotta per evitare il terz'ultimo posto, alla luce di West Ham e Forest che si sono messe a marciare (due vittorie di fila i primi, sette punti nelle ultime tre i secondi) rendendo non del tutto sicura neanche la posizione di Tottenham e Crystal Palace Tottenham e Crystal Palace 28 Leeds 26 Forest 25 West Ham 20 Burnley 15 Wolverhampton 8
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Il Milan non ha due o tre alternativa valide in panchina, ma sei o sette. Una in difesa, tre a centrocampo, due in attacco che diventerranno tre col recupero di Gimenez. Come detto, non considero Athekame e Estupinian alternative valide, ma "solo" De Winter (finalmente a livelli decenti dopo mesi da incubo), tre fra Fofana, Loftus-Cheek, Ricci e Jashari (dando per inamovibili Modric e Rabiot) e infine due fra Leao, Pulisic, Fullkrug e Nkunku, anche senza contare Gimenez. Mancano sicuramente ancora un difensore affidabile e un esterno migliore di Athekame e Estupinian, ma almeno a sei cambi decenti si arriva tranquillamente. Dovendo fare solo sedici partite da qua a fine stagione possono bastare, anche se un centrale lo prenderei e secondo me a fine mercato lo prenderanno.
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Premssa: mi scuso perche' non avevo letto la discussione gia' avviata tra te e Forest. Comunque: Per me e' un Handicap assoluto con le 5 sostituzioni che portano i potenziali titolari impiegabili ogni partita a 16. Quindi al Milan restano 2-3 opzioni alternative. Alle altre ne restano minimo da 6 a 8. e non credo che 4-6 giocatori in piu' siano distrutti da una partita al martedi-mercoledi. Il Milan le coppe non le fa questo anno "per demeriti propri" e quindi non si e' potuto permettere giocatori a 60 milioni o ingaggi da 8-10 milioni altrimenti Vlahovic lo avrebbero gia' preso come sai bene anche tu cosi' come Chaloba quando voleva andarsene perche' l'allenatore lo faceva giocare poco ma costava una cifra e aveva un ingaggio "alla Akanjii" anzi qualche cosa di piu'. Per politica al Milan serviva almeno un terzo bilancio attivo e magari lo hai capito dopo le recenti notizie sul passaggio delle quote in corso da Elliott a Red Bird tramite Comwest con l'acquisizione totale da parte di Cardinale. E' un Bene? chi lo sa? Anche l'Inter ha avuto un passaggio simile da Oaktree a B.A.M. e pare che sia confermato il pensionamento di Marotta a datare 2027 come detto dallo stesso ex AD ora Presidente. Chiaramente da voi arrivera' qualche manager esperto di calcio visto che Bam e' solo un fondo di in investimento generale come era a suo tempo Elliott. Oggi nessuno puo' dire se, in mancanza di risultati, le varie squadre, anche importantissime possono continuare una politica di bilanci negativi. Ma vale per tutti ovviamente e non solo in Italia. Ma e' un discorso vecchio: Real e Barça fanno quello che vogliono in Spagna, Psg ha l'emiro del Quatar che si permette quello che gli pare, Bayern e' la squadra del Land piu' ricco di Germania e bene o male da noi la Juve e' pur sempre Exor piu' o meno camuffato. Gli altri si devono arrangiare facendo le cose con bravura e fantasia e se hanno manager ammanicati col potere fanno prima e meglio, fin che dura. Se a Cardinale presenti bilanci in attivo di 100 milioni senza problemi te ne lascia 80 per campagna acquisti....e allora arrivano anche giocatori piu bravi come ovvio. Se poi hai manager che sanno investire in tempi rapidi nelle infrastutture e magari riescono a nominare dirigenti di Lega un po' piu' esperti ed onesti, meglio per tutto il movimento. Certo se per fare uno stadio serio ci vogliono 10 anni di discussioni con i politici.....o se per le Tv non ci sono quelli che a suo tempo ne capivano (diciamo Galliani tanto per dirne uno) peggio per tutto il movimento.
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