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23 ore fa, forest ha scritto:

Comunque non c'è limite al ridicolo: ieri l'altro Gravina chiarisce che indipendentemente da ripresa o meno bloccare le retrocessioni è impossibile, perché significherebbe bloccare automaticamente le promozioni o come alternativa intasare di squadre i campionati.

Ed ecco che improvvisamente il più grande detrattore della ripresa, quello che "piuttosto che giocare le perdo tutte a tavolino, il Brescia non giochera' mai" improvvisamente cambia idea 

😀

https://www.calciomercato.com/news/brescia-cellino-ho-cambiato-idea-riprendiamo-o-qui-falliscono-tu-52951

E non falliranno solo un po' di società...

https://www.atleticalive.it/crollo-dei-quotidiani-sportivi-i-dati-di-marzo-minacciano-la-sopravvivenza/

Peraltro non mi metterò a piangere...

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interessante la Redazione de Tuttosport che vol più gente per "mantenere alta la qualità del prodotto offerto in edicola"...

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22 minuti fa, morodesede ha scritto:

interessante la Redazione de Tuttosport che vol più gente per "mantenere alta la qualità del prodotto offerto in edicola"...

Tipico caso di umorismo involontario😀

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11 ore fa, mario-manzanese ha scritto:

Riassumendo: per adesso.ci si allena e basta, fra una settimana si decide ma di fatto al primo positivo tutti in quarantena 15gg, e se accade in una partita questo vale anche per gli avversari.

Che vorrebbe.dire riprendere a giocare un mese dopo.

Se le condizioni sono queste, per tutti e non solo come accaduto in Germania per un intervento delle autorita' sanitarie locali, a me pare che si perda tempo.

Anche perché in Germania partono sabato, e hanno tempo fino a inizio agosto per finire un torneo che senza intoppi si chiude a fine giugno, quindi hanno un mese di margine.

Da noi si partirebbe a metà giugno, che significa giocare tre volte a settimana senza possibili interruzioni.

Per me, o adeguano il protocollo in base alla.logica secondo cui se il positivo contagia qualcuno i tamponi ogni tre gg consentono di saperlo subito, oppure mi pare un modo per riprendere e dopo una settimana dire "Visto che non si poteva?".

Perché che su 2000 tamponi ripetuti di continuo non si trovi mai un positivo mi pare statisticamente quasi impossibile.

E al primo, di fatto, si chiude baracca e burattini.

 

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10 minuti fa, ndocojo ha scritto:

Ci saranno molti stiramenti curabili in circa 14 giorni in questo periodo. 

Non lo so.

Il protocollo prevede responsabilità penali per il medico sociale, non a caso...

Certo, se il.protocollo rimane questo è chiaro che si può sintetizzare come fa mirabilmente il CdS di oggi: "È come quando d'estate, da bambini, chiedevamo alla mamma se potevamo andare a giocare in cortile, e lei ci rispondeva: "Sì, ma non sudare"

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fossi medico sociale di una squadra di serie A con questo protocollo non dormirei sonni tranquilli...

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2 ore fa, forest ha scritto:

Riassumendo: per adesso.ci si allena e basta, fra una settimana si decide ma di fatto al primo positivo tutti in quarantena 15gg, e se accade in una partita questo vale anche per gli avversari.

Che vorrebbe.dire riprendere a giocare un mese dopo.

Se le condizioni sono queste, per tutti e non solo come accaduto in Germania per un intervento delle autorita' sanitarie locali, a me pare che si perda tempo.

Anche perché in Germania partono sabato, e hanno tempo fino a inizio agosto per finire un torneo che senza intoppi si chiude a fine giugno, quindi hanno un mese di margine.

Da noi si partirebbe a metà giugno, che significa giocare tre volte a settimana senza possibili interruzioni.

Per me, o adeguano il protocollo in base alla.logica secondo cui se il positivo contagia qualcuno i tamponi ogni tre gg consentono di saperlo subito, oppure mi pare un modo per riprendere e dopo una settimana dire "Visto che non si poteva?".

Perché che su 2000 tamponi ripetuti di continuo non si trovi mai un positivo mi pare statisticamente quasi impossibile.

E al primo, di fatto, si chiude baracca e burattini.

 

La realtà di questo virus è che devi attendere e monitorare 2 settimane da un contatto con un positivo per capire se ti sei o no contagiato, logiche diverse significano accettare di far giocare dei possibili positivi....e regole o non regole...se il venerdì trovano un positivo nella tua squadra i tuoi avversari di domenica non accettano di giocare con te.
Per me si ritorna alla questione di base: il Sistema Calcio riesce ad isolarsi ed a tenere il virus fuori dal loro contesto o no?

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1 ora fa, forest ha scritto:

Non lo so.

Il protocollo prevede responsabilità penali per il medico sociale, non a caso...

Certo, se il.protocollo rimane questo è chiaro che si può sintetizzare come fa mirabilmente il CdS di oggi: "È come quando d'estate, da bambini, chiedevamo alla mamma se potevamo andare a giocare in cortile, e lei ci rispondeva: "Sì, ma non sudare"

Lo so forest, ma visto che i controlli saranno fatti in cliniche private più di qualcuno farà il furbo. 

E mal che vadi si scarica tutto sulla responsabilità del medico sociale che in cambio di soldi e di un processo pilotato si assumerà ogni responsabilità.

 

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13 minuti fa, ndocojo ha scritto:

Lo so forest, ma visto che i controlli saranno fatti in cliniche private più di qualcuno farà il furbo. 

E mal che vadi si scarica tutto sulla responsabilità del medico sociale che in cambio di soldi e di un processo pilotato si assumerà ogni responsabilità.

 

È possibile

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6 minuti fa, forest ha scritto:

È possibile

E anzi, azzardo, qualcuno giocherà anche da contagiato. 

Te lo vedi un Cellino rinunciare ad un Tonali in una partita fondamentale per la salvezza? 

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1 ora fa, mario-manzanese ha scritto:

La realtà di questo virus è che devi attendere e monitorare 2 settimane da un contatto con un positivo per capire se ti sei o no contagiato, logiche diverse significano accettare di far giocare dei possibili positivi....e regole o non regole...se il venerdì trovano un positivo nella tua squadra i tuoi avversari di domenica non accettano di giocare con te.
Per me si ritorna alla questione di base: il Sistema Calcio riesce ad isolarsi ed a tenere il virus fuori dal loro contesto o no?

Ovvio che non ci riesce, il rischio zero non esiste nel calcio e in nessun altro posto.

Il giocatore del Dresda positivo al sesto tampone, dopo cinque negativi, se non fosse stato  un calciatore non ne avrebbe fatto manco uno, o al limite il primo che una volta negativo gli avrebbe permesso  di fare il cassiere al supermercato o semplicemente tornare a casa a contagiare i famigliari.

Pensi seriamente che in una fabbrica dove sudano tutti si corrano zero rischi grazie alle mascherine?

E comunque, la mascherina 24h non ce l'ha nessuno.

Si tratta di ridurre i rischi al minimo, questo è ovvio, ma pretendere di azzerarli e fermare tutto al primo caso è fantascienza.

Perché su 2000 tamponi due volte a settimana zero casi potrebbero significare solo che il virus non esiste piû.

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Tanto a novembre ci sarà il virus nuovo ... 😉 

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1 ora fa, forest ha scritto:

Ovvio che non ci riesce, il rischio zero non esiste nel calcio e in nessun altro posto.

Il giocatore del Dresda positivo al sesto tampone, dopo cinque negativi, se non fosse stato  un calciatore non ne avrebbe fatto manco uno, o al limite il primo che una volta negativo gli avrebbe permesso  di fare il cassiere al supermercato o semplicemente tornare a casa a contagiare i famigliari.

Pensi seriamente che in una fabbrica dove sudano tutti si corrano zero rischi grazie alle mascherine?

E comunque, la mascherina 24h non ce l'ha nessuno.

Si tratta di ridurre i rischi al minimo, questo è ovvio, ma pretendere di azzerarli e fermare tutto al primo caso è fantascienza.

Perché su 2000 tamponi due volte a settimana zero casi potrebbero significare solo che il virus non esiste piû.

Concordo in generale con quanto scrivi.

Occhio però che il virus sembra non si trasmetta attraverso il sudore, almeno questo dicono le ricerche scientifiche fino ad ora.

Sul giocatore del Dresda vien da porsi una domanda: e se il tampone positivo (l'unico su 6) fosse in realtà un falso positivo? Mi pare questo sia possibile, se non sbaglio.

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2 ore fa, Calcio74 ha scritto:

Concordo in generale con quanto scrivi.

Occhio però che il virus sembra non si trasmetta attraverso il sudore, almeno questo dicono le ricerche scientifiche fino ad ora.

Sul giocatore del Dresda vien da porsi una domanda: e se il tampone positivo (l'unico su 6) fosse in realtà un falso positivo? Mi pare questo sia possibile, se non sbaglio.

Non ne ho idea, sinceramente, come non ho idea se il sudore trasmetta il virus, ne ho sentite di ogni sul virus e spesso completamente differenti fra loro, il mio era solo un esempio ovviamente.

Ciò di cui sono certo è che mille tamponi (50 x 20 squadre) ogni tre gg per due mesi e mezzo significano, a occhio, 25000 tamponi.

L'ipotesi che su venticinquemila tamponi non si trovi neanche un contagiato non è ovviamente minimamente realistica, per cui pensare di riprendere in questo.modo è un semplice non volersi assumere la responsabilità di fermare tutto, con la certezza che tanto si fermera' da solo.

Un po' comodo, mi pare 

 

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 Un nuovo positivo all'interno di un club? Si ferma tutto, senza dubbio! Scatta automatica la quarantena e si ferma anche il campionato. 

https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/2020/05/12-69697630/zampa_coronavirus_ottimista_per_la_ripresa_della_a_per_la_b_decide_spadafora_/

penso sia la pietra tombale, non ci sono le condizioni

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la sola possibilità è che lo staff (tecnico e non) al completo resti in quarantena obbligatoria fino al termine del campionato. E questo varrebbe anche per arbitri, raccattapalle, autisti dei pullman, ecc. E poi, proprio per evitare problemi dall'uso di mezzi di trasporto promiscui, le trasferte andrebbero fatte solo in corriera, costringendo così a concentrare tutte le squadre in un'area geografica limitata. Che poi è quello che cercavano di fare in Inghilterra.

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1 ora fa, Geppo ha scritto:

la sola possibilità è che lo staff (tecnico e non) al completo resti in quarantena obbligatoria fino al termine del campionato. E questo varrebbe anche per arbitri, raccattapalle, autisti dei pullman, ecc. E poi, proprio per evitare problemi dall'uso di mezzi di trasporto promiscui, le trasferte andrebbero fatte solo in corriera, costringendo così a concentrare tutte le squadre in un'area geografica limitata. Che poi è quello che cercavano di fare in Inghilterra.

Più o meno è quel che succedera', immagino, ma zero contagi sono utopia.

È come dire che riapriamo i bar ma al primo contagio li chiudiamo di nuovo, ha senso?

Il discorso, come sempre in questo paese, è che se fermi tutto diventi il responsabile di 800 milioni di danni, se non lo fermi sei un irresponsabile.

Allora prendi continuamente tempo e intanto fai in modo che si fermi da solo...

Tutti i paesi dove il calcio è un'industria paragonabile alla nostra hanno avuto il virus mediamente tre settimane prima di noi, eppure i francesi hanno deciso lo stop quasi un mese fa, i tedeschi riprendono a giocare (giocare, non allenarsi) fra tre giorni, gli inglesi danno il via libera al calcio dal primo giugno, e noi siamo ancora ai forse, vediamo, prudenza, è presto... 

L'importante è non decidere, così nessuno è responsabile di nulla.

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la realtà è che il governo vorrebbe chiudere tutto, ma non ha il fegato per farlo

e allora la buttano in caciara, attraverso protocolli praticamente impossibili da rispettare per così nascondersi dietro il "noi volevamo andare avanti ma..."

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1 ora fa, forest ha scritto:

Più o meno è quel che succedera', immagino, ma zero contagi sono utopia.

È come dire che riapriamo i bar ma al primo contagio li chiudiamo di nuovo, ha senso?

Il discorso, come sempre in questo paese, è che se fermi tutto diventi il responsabile di 800 milioni di danni, se non lo fermi sei un irresponsabile.

Allora prendi continuamente tempo e intanto fai in modo che si fermi da solo...

Tutti i paesi dove il calcio è un'industria paragonabile alla nostra hanno avuto il virus mediamente tre settimane prima di noi, eppure i francesi hanno deciso lo stop quasi un mese fa, i tedeschi riprendono a giocare (giocare, non allenarsi) fra tre giorni, gli inglesi danno il via libera al calcio dal primo giugno, e noi siamo ancora ai forse, vediamo, prudenza, è presto... 

L'importante è non decidere, così nessuno è responsabile di nulla.

Discorso che fila il tuo, però c'è anche da dire che proprio a giorni dovremmo vedere sui numeri gli effetti dell'apertura del 4 maggio....per cui il senso di aspettare in un certo senso c'è.

Poi chiaro sarà quasi impossibile avere zero contagi durante la ripresa.....a meno che non si faccia i furbi come prospettava @ndocojo.....

Però a questo punto vien da porsi la domanda di cosa succederebbe in caso di falso positivo.....

Senza considerare la seguente ipotesi: mettiamo il caso dopo 3 o 4 giornate la Lazio supera la Juventus in classifica....se a quel punto casualmente esce un positivo nella Lazio e si ferma tutto...che si fa, si dà lo scudetto alla Lazio? Ci sono troppi soldi ed interessi in gioco....

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15 ore fa, Euskal Herria ha scritto:

la realtà è che il governo vorrebbe chiudere tutto, ma non ha il fegato per farlo

e allora la buttano in caciara, attraverso protocolli praticamente impossibili da rispettare per così nascondersi dietro il "noi volevamo andare avanti ma..."

È talmente vero che:

1. Gravina ha chiesto un incontro urgente direttamente con Conte, senza passare per il ministro demente, proprio perché ripartire con la certezza di fermarsi non avrebbe alcun senso 

2. Il responsabile della Premier League, non più tardi di ieri sera, ha detto che "faremo di tutto per ripartire entro la metà di giugno, ovviamente seguendo il protocollo tedesco"

3. Da Nyon l'UEFA guarda preoccupata agli sviluppi delle vicende italiane, visto che non sfugge a nessuno che chiudere il campionato in questo modo è impossibile ma ci sono ancora Juve, Napoli, Inter e Roma impegnate nelle coppe europee, e non solo sarebbe complicato parteciparvi dopo oltre quattro mesi di stop ma basterebbe un solo contagiato asintomatico a mettere di fatto fuori gioco qualsiasi nostro club.

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dal nuovo decreto crescita dovrebbe spuntare anche una norma che taglia i ricorsi, rimettendoli alla sola Corte di giustizia del CONI, le cui decisioni sarebbero impugnabili davanti a TAR e Consiglio di Stato, ma con tempistiche brevi.

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