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    • In eurolega succede, ricordo scariolo 2/3 settimane fa, fare la stessa cosa. Ataman lo scorso anno un paio di volte. 
    • https://m.trivenetogoal.it/2026/01/06/mercato-vicenza-sul-piatto-lo-scambio-tonetto-cester-con-la-triestina-gli-aggiornamenti/250090/
    • MERCOLEDÌ 7 GENNAIO 2026 - Doveva essere la prova del nove, è diventata la partita del riscatto. In un momento in cui le certezze in campionato scricchiolano sotto il peso di risultati troppo altalenanti, la Pallacanestro Trieste ritrova se stessa nel gelo ungherese di Miskolc. Come scrive oggi Lorenzo Gatto, nella tana dello Szolnoki, i biancorossi firmano l'impresa centrando il successo nella gara-1 dei play-in di Champions League e rovesciando, grazie all'82-62 finale, il vantaggio del fattore campo nella serie. Nonostante le assenze pesanti di Ross e Sissoko e a dispetto di un momento psicologico decisamente complicato, la formazione di coach Gonzalez ha saputo reagire, compattandosi e giocando una partita di sostanza. Primo tempo non indimenticabile, ripresa solida nella quale ha saputo costruire il vantaggio gestito poi con autorità sino alla sirena finale. Avanti 1-0 in questi play-in, domani sera alle 20 sul parquet del PalaRubini, la formazione di Gonzalez può chiudere la serie e centrare l'accesso tra le magnifiche sedici di questa edizione della Bcl. LA PARTITA Quintetto confermato rispetto al match di Trento con Ruzzier, Brown e Ramsey affiancati da Uthoff e Brooks. Buon avvio di Trieste che con i canestri di Uthoff e la tripla di Ramsey vira alla boa di metà primo quarto avanti 9-10. Consuete rotazioni per coach Gonzalez che prima da spazio a Toscano-Anderson e Candussi per Brown e Brooks poi inserisce Moretti e Deangeli per Ruzzier e Uthoff. Ospiti avanti con le iniziative di Candussi fino al 14-16, l'ottimo finale di Darthard riporta in vantaggio i padroni di casa che chiudono i primi dieci minuti avanti 22-17. Massimo vantaggio Szolnoki con il 26-19 firmato Vrabac, Trieste risponde con le triple di Toscano-Anderson e a metà del secondo quarto resta aggrappata al match sul 30-27. Time-out Vedran, Barnes e Somogyi cercano l'allungo ma i biancorossi si aggrappano alla solidità di Brown rispondendo colpo su colpo e segnando con Deangeli, proprio sulla sirena di fine primo tempo, il canestro del 37-38 che manda i biancorossi negli spogliatoi in vantaggio. L'ALLUNGO DECISIVO La mano di Somogyi nell'avvio di ripresa, Trieste risponde con la tripla di Ramsey (43-43 al 3') e con quelle di Brown che con 3' da giocare nel terzo quarto riporta gli ospiti avanti sul 48-51. Rotazioni e cambi di quintetti per entrambe le squadre, la formazione di Gonzalez trova il massimo vantaggio con il parziale di 7-0 firmato dalla bomba e i successivi liberi di Candussi e dal canestro di Toscano-Anderson. Il terzo quarto si chiude con Trieste brava a non alzare il piede dall'acceleratore, i canestri di Ramsey e Moretti mandano i biancorossi all'ultimo mini intervallo sul 50-63. Ultimo guizzo ungherese in apertura con la tripla di Barnes e i liberi di Vrabac. Sul 55-63 la formazione di Gonzalez dimostra di aver fatto tesoro della lezione di Trento e con le triple di Moretti e Ramsey e il canestro di Uthoff chiude il match sul 55-71. Ancora Moretti colpisce da tre, i liberi di Toscano-Anderson regalano ai biancorossi il nuovo massimo vantaggio sul 57-77 e con meno di 4' rimasti sul cronometro Trieste può finalmente guardare lo striscione del traguardo e alzare i piedi dai pedali. Finisce 62-82, finisce con la festa dei giocatori per un successo che in prospettiva può pesare davvero molto. - È cominciata con Fratelli d'Italia, è finita con il Po-po-poropo mutuato dalle tribune calcistiche. Come scrive Ciro Esposito sul quotidiano locale su Italia-Romania di pallamano, così la città ha risposto presente a uno sport con il quale c'è una dimestichezza tramandata da mezzo secolo di padre in figlio. E poi quando risuonano le note dell'inno di Mameli Trieste si alza in piedi. E quando Trieste vede le maglie azzurre si emoziona. È così da sempre, al Rocco, al PalaRubini, ovunque, perché più che altrove il richiamo dell'Italia ha un valore storico, quasi ancestrale. Eppure le Nazionali spesso si dimenticano di Trieste. Per questo l'arrivo della rappresentativa della pallamano non poteva trovare accoglienza più singolare. Si è scomodato anche il meteo con una bufera di neve che non si vedeva da decenni. Al resto ci hanno pensato i quasi mille appassionati accorsi a Chiarbola. Già quel palazzo icona della Trieste sportiva da metà anni '70 fino quasi alla fine del secolo scorso. Ma da sempre, nonostante i segni del tempo si mostrino impietosi, quel parquet, quelle tribune sono uno scrigno di ricordi ed emozioni nel cuore di chi lo ha frequentato. Qui la pallamano triestina ha messo in bacheca scudetti a raffica. Qui il gioiello costruito dal professor Lo Duca ha fatto la storia partendo dal padiglione della Fiera triestina per poi spostarsi in quello che al tempo era il Madison cittadino. E bene ha fatto la federazione a organizzare il match amichevole con la Romania per ricordare il Prof, che ha guidato anche la Nazionale ma che soprattutto ha dato un impulso decisivo alla diffusione di questo sport venuto dall'Est e dal Nord. A ringiovanire ieri il palazzetto di via Visinada ci hanno pensato i triestini. Tante famiglie, tanti giovanissimi e tanti testimoni oculari dell'epopea di Cividin, Principe, Genertel. Prima hanno cantato l'inno accompagnandolo con una danza di luci con gli smartphone in stile grande concerto, poi trascinando i ragazzi a ogni azione, esultando con forza e a suon di percussioni a ogni rete dei padroni di casa. Un boato ha abbracciato la prima realizzazione al 18' di Gianluca Dapiran enfant (si fa per dire) du pays ed emigrato, unico rappresentante triestino a vestire ieri quell'azzurro indossato negli anni d'oro da chi ora ha oltrepassato i sessanta. Subito dopo quel gol è partita la spettacolare coreografia con centinaia di cartoncini tinti di tricolore. Quasi un segno del destino: magliette verdi del Friuli Venezia Giulia e il bianco-rosso-verde in un mix cromatico cadenzato da uno speaker in grande spolvero scatenare anche la ola. La tribuna ha alzato il volume del tifo poi nella ripresa nel momento della rimonta rumena per poi accompagnare con forza alla vittoria gli azzurri in un finale vibrante e adrenalinico. Alla fine tutti felici per il risultato m soprattutto per aver potuto vivere live una partita di alta qualità. Nella speranza che per la prossima occasione Trieste non debba aspettare dieci anni e che presto il vecchio ma prezioso palazzetto possa vivere un'altra serata di gloria. Come un tempo e magari come quella volta anche con le curve aperte e gre mite di sportivi triestini.
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