-
Chi è Online 11 Utenti, 0 Anonimo, 77 Ospiti (Visualizza tutti)
-
Chi sta navigando
Nessun utente registrato visualizza questa pagina.
-
Statistiche Utenti
-
Statistiche forum
-
Discussioni Totali18,8k
-
Risposte Totali806,2k
-
-
Le ultime risposte pubblicate
-
MERCOLEDÌ 28 GENNAIO 2026 - Seconda trasferta di Basketball Champions League per la Pallacanestro Trieste che questa sera alle 21, contro Tenerife, scende sul parquet della Santiago Martin Arena per il primato solitario del girone. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", dopo il colpo esterno contro Gran Canaria, la formazione di Israel Gonzalez cerca un'impresa che le regalerebbe di diritto il ruolo di favorita numero uno per il passaggio del turno. Avversaria dal grande spessore europeo e partita durissima, l'analisi del tecnico triestino parte proprio dal pedigree degli spagnoli. «Tenerife è una squadra di enorme esperienza, un gruppo che gioca insieme da tanti anni e che è guidato da un allenatore che rappresenta un vero punto di riferimento dal punto di vista tattico - ha spiegato Israel Gonzalez in fase di presentazione -. Sicuramente vorranno controllare il ritmo e giocare una partita lenta, perché hanno una grande intelligenza cestistica e sanno leggere ogni situazione». Entrando nei dettagli tecnici, Gonzalez sottolinea la pericolosità degli esterni avversari, capaci di innescare i lunghi con precisione chirurgica. Il cuore del gioco di Tenerife vive infatti sull'asse play-pivot: «Il loro attacco nasce molto dal pick and roll: giocatori come Marcelinho Huertas, Bruno Fitipaldo e Jaime Fernández sono eccellenti in queste situazioni, soprattutto in combinazione con lunghi come Giorgi Shermadini e Fran Guerra». Ma limitarsi a chiudere l'area non basterà, perché la squadra delle Canarie è costruita per punire ogni raddoppio. «Hanno tanti tiratori affidabili sul perimetro, e questo rende complicato trovare l'aiuto giusto, perché la minaccia da tre punti è costante e diffusa». Per uscire indenne da un campo così difficile, Trieste dovrà alzare l'asticella della propria tenuta difensiva e, soprattutto, vincere la battaglia sotto i tabelloni. «Dovremo lavorare per non concedere canestri facili, soprattutto in transizione e nelle situazioni di uno contro uno - ha sottolineato il coach -. Sarà fondamentale essere solidi a rimbalzo, un aspetto che per noi rappresenta una vera sfida in questo momento, ma anche un'opportunità di crescita. Servirà lavorare insieme, aiutarsi, e continuare a migliorare in quei piccoli dettagli che fanno la differenza a questo livello». Il piano partita di coach Gonzalez dovrà però fare i conti con un quadro clinico in chiaro scuro che accompagna la squadra all'appuntamento di questa sera. La notizia più rassicurante riguarda Jeff Brooks: nonostante il colpo subito sabato scorso nella sfida casalinga contro Sassari, il veterano sarà regolarmente a disposizione. Resta invece un punto interrogativo la situazione di Mady Sissoko. Il centro maliano, fermo dallo scorso 13 dicembre, ha tecnicamente concluso il periodo di stop di 30-45 giorni previsto dalla diagnosi iniziale. Sebbene i tempi clinici suggeriscano la possibilità di un rientro, l'effettivo impiego sul parquet rimane incerto: lo staff prenderà una decisione definitiva solo a ridosso della palla a due. Chi invece non ci sarà, essendo rimasto a Trieste, è Davide Moretti, che continua a fare i conti con il problema al piede che ha già condizionato pesantemente la sua preparazione estiva. - Sistemare la questione debiti, risanare il rapporto fra dirigenza e città, acquisire credibilità, affidarsi a gente competente, ascoltare il territorio e iniziare fra qualche mese a preparare la prossima stagione in serie D. È questa la road map suggerita alla proprietà della Triestina per dare una svolta e costruire il futuro, da parte di una vera e propria bandiera alabardata come Maurizio Costantini (intervistato da Antonello Rodio), profondo conoscitore dell'ambiente dell'Unione e del calcio cittadino. Costantini, come giudica la situazione della Triestina? «Complicato dirlo, un autore che riesce a creare una trama così è bravo, deve avere un bel po' di fantasia. Diciamo che è una situazione paradossale tra allenatori che vanno e vengono, promesse varie e giocatori che partono: tutte cose da cui a livello mediatico non ne siamo usciti bene come Triestina, in giro non si è lasciata una bella immagine». Quali dovrebbero essere i passi da parte della società per tornare a intravedere un po' di sereno? «C'è innanzitutto il problema dei tanti debiti pregressi, per cui penso che come prima cosa dovrebbero mettere al più presto una pietra tombale sulla gestione di questi anni e sistemare tutto. Poi si può iniziare pensare al dopo, ma c'è un altro aspetto fondamentale da sistemare». Quale? «Va risanato il rapporto tra questa dirigenza e la città, che in questo momento è pari a zero. C'è un'empatia da ricreare totalmente con l'ambiente. E poi gradatamente acquisire credibilità, perché questi al momento possono dire cose anche giuste, ma non hanno credibilità». Sarebbe anche già il caso di iniziare a preparare la serie D? «Ora la proprietà deve dedicarsi ad azzerare completamente le situazioni pregresse, poi al massimo fra un paio di mesi deve però pensare seriamente al percorso da fare l'anno prossimo. Dalle idee che si hanno, a partire dall'allenatore, bisogna creare delle basi su cui operare, anche con qualcuno dei ragazzi che volessero rimanere, perché questo gruppo ha dimostrato qualità morali di non poco conto». Bisognerebbe già agire anche sulla squadra che si ha in mente per la prossima stagione? «Certo, iniziare anche a contattare giocatori per vedere se saranno disponibili a venire. Ma devi ricrearti una verginità sotto l'aspetto dell'immagine, perché chiedere giocatori in giro in questo momento non è così semplice. E poi programmare una stagione dove si possa dedicarsi solo all'aspetto sportivo e non a situazioni gestionali». Quali sono le difficoltà di una serie D? «Bisogna cercare di strutturarsi per bene con scelte mirate per la categoria inferiore. Categoria nella quale, sia chiaro, non è affatto facile vincere. Ci sono realtà che ci provano da anni, non è scontato farcela perché ne vince solo una. Poi c'è la questione dei fuori quota che è condizionante, devi andare a cercarli per averne di buon livello e al momento non ne vedo in questa realtà». Per fare questo, quanto sarebbe importante affidarsi a persone che hanno competenza del calcio italiano e della categoria? «Non credo che questi abbiano conoscenza della categoria, chi ha operato finora non ha dato una sensazione di essere ben dentro a determinate cose e il mondo della serie D è particolare, ha le sue dinamiche. Servirebbe dunque affidarsi a qualcuno che conosca bene queste dinamiche, e non è nemmeno l'unica caratteristica necessaria». Cosa serve ancora? «Questa figura all'interno del gruppo tecnico, dovrebbe essere anche empatica con la città. Qualcuno insomma di cui i tifosi si fidino e abbiano fiducia. Bisogna dare l'idea della ricostruzione, che al momento invece appare complicata». Qual è la sua speranza? «Mi auguro vivamente che abbiano il coraggio di fare scelte radicali e di appoggiarsi a gente competente. E che ascoltino il territorio, è l'unico modo per provare a svoltare».
-
Da MangiafuocoMcrae · Inviato
Per me una "non scelta", vuole i soldi? E te credo,e anche giustamente, e glieli do. Mirotic non è stato voluto da Messina ma dalla proprietà,da qua forse l'inizio di qualche scazzo con Melli costretto a fare il 5 con continuità (cosa che fa al fener ma con altri obbiettivi e altri risultati) un po' contro voglia. Messina dalle dichiarazioni dei 2 mi sembra chiaro che non abbia fatto granché per appianare questi "contrasti tecnici" sbagliando alla grandissima. -
Da MangiafuocoMcrae · Inviato
Nymburg è un altra squadra con grande tradizione di coppe europee,mi sa che negli ultimi 10 anni le ha sempre fatte,qualche Eurocup e moltissima BCL, non ai livelli delle spagnole,ma sono comunque abituati farla. Non sarà facile nemmeno con loro -
Uno che la colpisca di testa sarebbe stato utile
-
-
Collaboratori Popolari
-
Miglior Contributori
-
Dillo a un amico