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    • GIOVEDÌ 22 GENNAIO 2026 - La telenovela dell'esonero di Tesser si è conclusa e ieri pomeriggio al Grezar ad allenare la Triestina c'era Giuseppe Marino, che da lunedì era in città ad attendere il suo turno: come scrive Antonello Rodio, una nuova staffetta fra i due, dopo che lo scorso 24 ottobre era stato l'allenatore campano a ricevere il benservito dalla società per far posto al tecnico di Montebelluna. Dopo tre giorni di stallo, quindi, è stato trovato l'accordo fra Tesser e il club alabardato per la risoluzione consensuale del contratto del mister e del suo staff. Come si ricorderà, domenica sera all'allenatore era stato comunicato verbalmente l'esonero dal direttore sportivo Michele Franco, ma a questo atto non era seguita nessuna comunicazione ufficiale. E in mancanza delle formalità di rito, in una situazione grottesca Tesser per due giorni ha continuato giustamente ad allenare la squadra, anche per non andare incontro a inadempienze. Dopo due giorni di trattative, ieri i legali delle parti hanno trovato finalmente la quadra: probabile che al centro della contesa economica ci sia stata anche la questione del trattamento riservato allo staff, che anch'esso ha posto fine al rapporto con la Triestina. Fatto sta che con la risoluzione del contratto l'operazione della società alabardata, poco sensata sul piano sportivo nonostante i risultati non fossero certo dalla parte del tecnico di Montebelluna, trova almeno un suo senso economico, visto che tutte le operazioni di questo gennaio da parte della nuova gestione sono dettate dalla stretta necessità di ridurre i costi. È l'ennesimo capitolo turbolento del rapporto fra Tesser e la proprietà americana nelle sue varie forme: il tecnico era stato esonerato nel febbraio 2024 quando era terzo in classifica, poi richiamato a novembre 2024 per una salvezza miracolosa, ma in estate si era deciso di non proseguire il rapporto. Lo scorso ottobre l'allora presidente Zelenovic aveva puntato di nuovo su di lui, poi ora il nuovo esonero. Dopo il comunicato con i ringraziamenti di rito a Tesser e al suo staff, a stretto giro di posta la Triestina ha ufficializzato il ritorno sulla panchina alabardata di Marino, che oggi verrà anche presentato in una conferenza stampa. Il tecnico campano classe 1983 torna sulla panchina dell'Unione dopo averla guidata per quattro gare nella passata stagione e per undici, tra campionato e Coppa Italia, nella prima parte di quella attuale. Insieme a lui tornano il vice Matteo Ciofani, il preparatore atletico Fabio Fiore ed il preparatore dei portieri Daniele Spizzo. È un ritorno che per certi versi, al di là di quelle che saranno le decisioni tattiche, porta a situazioni un po' surreali: ad esempio Marino a inizio campionato aveva messo fuori rosa Voca e Attys, ma adesso con i numeri striminziti della rosa dopo le partenze di Ionita e Crnigoj (e i tanti infortunati) i due sono fondamentali per mettere su una squadra che possa avere almeno un paio di cambi in panchina. Toccherà a Marino quindi cercare adesso di tenere accesa la spina della squadra, che finora è sempre stata sul pezzo e si è comportata dig nitosamente su ogni campo, raccogliendo purtroppo molto meno di quanto avrebbe meritato. - C'è voluto il palcoscenico internazionale delle Canarie per vedere una Pallacanestro Trieste finalmente in grado di sfruttare buona parte del proprio potenziale. Quella squadra che per mesi è rimasta sospesa in un limbo indecifrabile, lasciando tifosi e addetti ai lavori con un interrogativo: come può un gruppo così profondo faticare tanto a esprimere una pallacanestro se non brillante, almeno vincente? Lo scrive Lorenzo Gatto: le ombre di un dicembre terribile, segnato dalle sconfitte con Sassari, Varese e Wurzburg, sembravano aver minato le certezze di un ambiente che solo pochi giorni orsono aveva tremato anche contro il fanalino di coda Cantù. IL FATTORE GRAN CANARIA Vincere in Spagna non è mai banale, ma farlo con tale autorità significa mandare un messaggio chiaro. Agli altri, certo, ma prima di tutto a se stessi. Nell'analizzare l'impresa, tuttavia, non si può ignorare il contesto: Trieste è stata cinica nel colpire una Gran Canaria in crisi profonda. Il momento delicato degli spagnoli è stato fotografato dalla prova opaca di un Brussino irriconoscibile; un'apatia collettiva che neppure l'esordio di Robertson è riuscito a scuotere. Trieste ha avuto il grande merito di non farsi sfuggire l'occasione, dimostrando che il talento può sopperire anche alla mancanza di tempo per il lavoro quotidiano in palestra. LA SVOLTA PSICOLOGICA Con un calendario così fitto, non c'è stato modo di rivoluzionare l'identità tattica nel corso degli allenamenti. Eppure, qualcosa è scattato: la consapevolezza dell'urgenza e la capacità dei singoli di alzare l'asticella hanno trasformato una squadra contratta in un collettivo capace di imporre il proprio ritmo lontano dalle mura amiche. Ora, però, arriva la sfida più stimolante: gestire l'abbondanza. I rientri di due pedine molto importanti come Ross e Sissoko aggiungono centimetri e leadership, ma rimescoleranno equilibri che stavano iniziando a consolidarsi. Sarà compito dello staff tecnico far sì che questo "lusso" non diventi un paradosso tattico. GLI ESAMI NON FINISCONO MAI La notte di Gran Canaria non deve restare un exploit isolato. Il percorso di crescita non ammette soste e il calendario sempre più incalzante in questa fase della stagione mette subito la squadra guidata da Gonzalez di fronte a nuovi banchi di prova: la sfida di sabato con Sassari sarà il primo test per confermare i progressi, prima di tuffarsi nuovamente nel clima europeo contro Tenerife e affrontare l'intensità del derby con Treviso. Tappe cruciali dove Trieste dovrà dimostrare di aver davvero cambiato marcia, perché nel basket di alto livello ogni partita è un nuovo esame di maturità. ABBONAMENTI PER LA ROUND OF 16 Pallacanestro Trieste ha lanciato la campagna di mini-abbonamenti per le tre sfide casalinghe di Bcl. Il sipario si è alzato lunedì 19 gennaio con la Fase 1, interamente dedicata alla prelazione per gli abbonati "Full". In questa prima tranche, che durerà fino alle 13 del 29 gennaio, chi possiede già la tessera stagionale potrà confermare il proprio posto o decidere eventualmente di cambiarlo. Dal pomeriggio del 29 gennaio l'apertura della Fase 2, ovvero la vendita libera aperta a tutti i tifosi. Anche in questo caso gli abbonati "Full" potranno usufruire della tariffa agevolata, pur senza avere più la garanzia del posto occupato in campionato.
    • Ciao Guido. Giorni fa scrivevi che - nonostante il punteggio - la partita con l' Albinoleffe non era piaciuta causa gioco poco "spagnolo". Ma in società vi è una qualche "eminenza grigia" che giudica e va a riferire al Rothstein cosa è buono e cosa no, tale da poter influenzare il licenziamento di qualcuno? Certamente bruciare un Tesser è nelle loro prerogative... Però si rendono conto di chi hanno bruciato? O hanno la supponenza di sapere che un "spagnolo" possa comunque fare meglio, ancorché a livello internazionale, il calcio iberico sta un gradino più in alto di quello nostrano....? Poi ( anche se impossibile, ma con questi non si può mai dire....) vorrei anche "vedere" come il "nuovo" avrebbe lavorato nelle stesse condizioni di Tesser....
    • In pratica ci serve un giocatore le cui caratteristiche non piacciono ad Arcieri. 😁
    • Allora... go raccolto alcuni dati statistici dell'Alba Berlino degli anni della gestione Gonzalez e i go fatti analizzar incrociandoli con i nostri. Questo allo scopo de individuar el profilo de un eventuale tipologia de giogador che in quella squadra rifletteva el giogo de Gonzalez e che manca a Trieste. Cioè in pratica el profilo de chi stemo cercando. El risultato me par molto interessante.   Suggerimenti per il mercato: Analisi Comparativa con Berlino e la Ricerca del Ruolo Mancante   1. L'Archetipo Berlinese (2021-2024): La Genesi del Sistema "Hub & Spoke" L'analisi dei dati dell'ALBA Berlino nel triennio 2021-2024 sotto la guida di Israel González rivela una filosofia tecnica estremamente coerente, derivata dalla scuola di Aíto García Reneses, ma evolutasi in risposta al mutamento del roster. L'essenza del gioco dell’Alba di González si fonda su una filosofia offensiva "Hub & Spoke" a gestione democratica, in cui il sistema prevale sul talento individuale attraverso una creazione di gioco decentralizzata e fluida. Questa architettura tecnica si distingue per: un Usage Rate distribuito ed egualitario, dove raramente un singolo giocatore supera il 27% di utilizzo, privilegiando un approccio read-and-react collettivo rispetto a set offensivi rigidi o isolamenti; La centralità del 'Point-Forward' come regista occulto, con lunghi che operano dal post alto registrando Assist Ratio d'élite. Luke Sikma ha incarnato l'archetipo perfetto di questo ruolo: vero architetto della manovra, ha fatto registrare un AST Ratio del 34.0% (2022-23), dato statistico eccezionale per un lungo e superiore persino a quello di molti playmaker puri. Sul piano pratico, questo si traduce in un rigoroso "Moreyball Europeo": una selezione di tiro scientifica che elimina il mid-range, statisticamente meno efficiente, per puntare tutto su due estremi: Rim Pressure: Schiacciate e appoggi al ferro ad altissima percentuale (per i centri verticali). Triple Frontali: Tiri da tre punti Above-the-break, svuotando l'area per favorire i tagli dei compagni. In sintesi: spaziature perfette, palla che non si ferma mai e lunghi che pensano come playmaker. 2. Trieste: Un sistema "Guard-Centric" (Anomalia rispetto all'Alba) Stabilito il 'Gold Standard' del sistema berlinese, al fine di un'analisi comparativa per l'individuazione del pezzo mancante, passiamo ora all'analisi delle metriche attuali della Pallacanestro Trieste. L'analisi dei dati della Pallacanestro Trieste 2025-26 sotto la gestione di Israel González rivela che l'impronta tattica del coach è già ben visibile, ma l'esecuzione dello stile "à la Alba Berlino" è attualmente limitata da una lacuna strutturale nel roster. Mentre all'Alba Berlino il gioco era decentralizzato, a Trieste il potere creativo è concentrato nelle mani di pochi: L'egemonia di Ramsey e Ross: Jeff Ramsey (USG% 26.6%) e Colbey Ross (USG% 26.7%) assorbono oltre il 53% dei possessi quando sono in campo. All'Alba, raramente due giocatori superavano contemporaneamente il 25%. Mancanza di "Hub" nei Lunghi: Qui risiede la differenza principale. I lunghi di Trieste sono finalizzatori o tiratori, non creatori: Sissoko (C): AST% 2.2% (Puro finisher). Candussi (C): AST% 2.0% (Tiratore/Post-up). Uthoff (PF/C): AST% 5.5% (Stretch-big). Il Confronto con l'Alba: Per dare una misura del gap, Luke Sikma viaggiava su un Assist Ratio del 34%, e Johannes Thiemann superava l'11%. I lunghi di Trieste, collettivamente, non arrivano alla metà della produzione creativa dei lunghi di Berlino. 3. Shot Profile: Obiettivo Raggiunto Dal punto di vista della selezione dei tiri, González è stato chirurgico nel trasformare l'identità di Trieste, allineandola agli standard europei: Moreyball Estremo: Quasi tutto il roster ha una MID FREQ (frequenza di tiro dalla media distanza) bassissima. Giocatori chiave come Ramsey (3.7%), Brown (3.7%) e Ruzzier (3.2%) hanno quasi eliminato dal proprio gioco le conclusioni a bassa efficienza. Sfruttamento del perimetro: Markel Brown e Moretti sono utilizzati esattamente come gli specialisti di Berlino (Mattisseck o Matt Thomas): alta frequenza di tiri L3 (Above the break) e dagli angoli per garantire la massima spaziatura del campo. Efficienza al ferro: Il sistema di blocchi e spaziature funziona: Sissoko e Ramsey registrano un PPS (Punti Per Tiro) al ferro eccellente (>1.50), segno che quando attaccano il canestro lo fanno con altissime probabilità di successo. 4. Il Ruolo Mancante: Il "Point-Forward" (L'Architetto del Sistema) La discrepanza maggiore per un coach che vuole giocare il sistema Alba è la Triangolazione AST% vs USG% (Assist vs Utilizzo) dei lunghi. All'Alba, il sistema si basava sul "Short Roll": quando il playmaker subiva il raddoppio difensivo, scaricava la palla al lungo posizionato al limite dell'area. Quest'ultimo agiva da regista aggiunto, smistando per i tiratori o servendo assist al ferro. A Trieste, la situazione è opposta. Se Ross o Jahmi'us Ramsey vengono raddoppiati, la palla finisce a lunghi che hanno un AST RATIO bassissimo (Candussi 2.5%, Sissoko 3.6%). Questo collo di bottiglia tattico porta a due conseguenze dirette: Stagnazione offensiva: Il pallone si ferma. Non è un caso che il TM NET RTG (il differenziale punti su 100 possessi) di Ramsey sia negativo (-7.8) nonostante la sua ottima efficienza realizzativa individuale, il dato infatti riflette soprattutto i limiti del contesto offensivo in cui è inserito: senza movimento, spaziature e sbocchi collettivi, il suo impatto di squadra ne risente drasticamente. Sovraccarico decisionale: Le guardie sono costrette a forzare oltre il limite, causando un aumento delle palle perse vive (LTOV%), ovvero quegli errori che permettono agli avversari di correre immediatamente in contropiede. 5. Suggerimento per il Mercato: L'Archetipo da ricercare Per consentire a González di implementare il vero gioco "à la Alba", Trieste deve cercare sul mercato il seguente profilo: RUOLO: PF/C - 4/5 "TECHNICAL HUB" (Il perno tattico) Caratteristiche Tecniche Identitarie: Passaggio d'élite (AST% > 15-20% per il ruolo): on serve solo un lungo che passa la palla, ma uno che sappia leggere il gioco dal post alto e, soprattutto, gestire il short roll dopo un pick & roll (la ricezione dinamica dopo un blocco). IQ Cestistico e "Screen Assist": Deve essere un bloccante eccellente che capisce quando "rollare" "rollare" verso il ferro e quando aprirsi ("pop") per creare linee di passaggio. Versatilità Difensiva: Deve compensare la stazza di Sissoko con la capacità di cambiare sui piccoli, replicando il lavoro sporco che facevano giocatori come Olinde o Sikma a Berlino. Serve un lungo che, ricevendo lo scarico dai Playmaker (Ruzzier, Ross o anche JTA), non abbia come unica risorsa il tirare (come Sissoko), ma possa ridistribuire il pallone, riattivando il flusso "à la Alba". Perché serve a Trieste? Libererebbe Colbey Ross: Toglie al playmaker l'obbligo di creare ogni singolo vantaggio dal palleggio, permettendogli di giocare anche "off-the-ball" (senza palla), situazione in cui è letale (37.5% da 3 punti). Attiverebbe i tiratori: Giocatori come Brown, Moretti e Uthoff beneficerebbero enormemente dei passaggi "dentro-fuori" che oggi mancano quasi totalmente. Stabilizzerebbe l'attacco: Migliorerebbe il Net Rating della squadra stabilizzando l'attacco nei momenti in cui le guardie sono sotto pressione. In sintesi: A Trieste manca un lungo passatore. Senza questo archetipo, il sistema di González rimarrà un attacco "standard" basato sul pick & roll delle guardie, anziché evolversi nella macchina da "basket totale" vista a Berlino. 6. Analisi delle Risorse Interne: Perché il Roster Attuale non Basta Prima di confermare la necessità di un intervento sul mercato, è doveroso analizzare perché i due profili di spicco nel reparto ali non riescano a colmare questa lacuna strutturale. Il Caso Jeff Brooks: Il "Grande Stabilizzatore", ma Non un Regista Jeff Brooks rappresenta un paradosso statistico fondamentale: vanta il miglior Net Rating della squadra (+32.4), Un dato quasi anomalo ("glitch") che indica un dominio assoluto quando è sul parquet. Tuttavia, un'analisi profonda rivela che Brooks non agisce come "motore" (regista alla Sikma), ma come "Lubrificante Tattico". Connettore vs Creatore: Con un USG% minimo (13.2%) e un AST% dell'8.0%, Brooks non genera vantaggi dal palleggio. Il suo AST Ratio (17.8%) ci dice che è un giocatore molto intelligente che non sbaglia le scelte e non perde palloni, ma si limita a trasmettere il vantaggio creato da altri, senza generarlo dal nulla. Impatto Reale: Il suo dominio (+32.4) deriva dalla "pulizia" del gioco (difesa, rimbalzi, spaziature), non dalla creazione. È il complemento perfetto per qualsiasi squadra, ma manca del volume di gioco e, in questa fase, della pericolosità perimetrale (14.3% da 3 nel periodo analizzato) necessaria per attirare i raddoppi e innescare il sistema "Hub & Spoke". Il Caso JTA: L'Archetipo Incompleto Juan Toscano-Anderson (JTA) è, sulla carta, il "Point-Forward" designato, ma i dati mostrano un'interpretazione del ruolo incompleta rispetto agli standard di Berlino. L'Effetto Colla: I numeri confermano che JTA è l'unico vero "Hub" della squadra. Il suo TM NET RTG (+7.6) è il dato di impatto più alto tra i titolari, e un AST% del 17.9% (con un Assist Ratio del 23.1%) è cifra da playmaker aggiunto. Senza di lui, il sistema collassa e i Net Rating delle guardie (Ramsey e Ross) scivolano in negativo. Il Gap di Efficienza (Gravity): Qui sorge il problema. A differenza dei lunghi dell'Alba (Sikma/Thiemann > 51% eFG%), JTA soffre in efficienza (45.2% eFG%; 51.0% TS%). Tirando col 30.9% da tre, la difesa avversaria può permettersi di "battezzarlo", intasando le linee di passaggio che lui cerca di usare. Gestione del Possesso: Un DTOV% (Palle perse morte) del 12.4% è un numero troppo alto. JTA agisce da facilitatore perimetrale o dal post alto (non avendo la stazza massiccia dei lunghi di Berlino per il post basso profondo), ma senza un partner interno con cui dialogare, il suo playmaking diventa prevedibile e soggetto all'errore. La diagnosi è definitiva: Trieste dispone di un eccellente finalizzatore/connettore (Brooks) e di un facilitatore perimetrale (JTA), ma manca totalmente il "capomastro interno". Senza un Centro capace di trattare il pallone, il sistema di González rimarrà un ibrido "Guard-Centric" inefficiente, lontano dalla fluidità ammirata a Berlino.   7. Conclusione Juan Toscano-Anderson è l'architetto che disegna il gioco, Brooks è il garante della stabilità difensiva, ma manca il perno centrale che leghi i reparti. L'acquisto di un lungo dall'alto IQ cestistico e con mani educate non è un lusso, è la condizione necessaria per trasformare Trieste da una buona squadra a una macchina tattica coerente.
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