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    • Fallimento pilotato......... il giudice dichiara il fallimento e mette all'asta il titolo sportivo, ovvero serie D, con il compratore che si accollerebbe solo il debito sportivo......... se gli americani sono scaltri fanno questa cosa acquisendo la Triestina "fallita" tramite un terzo non collegabile a loro.......... 
    • MARTEDÌ 20 GENNAIO 2026 - Non è solo una partita, è l'ingresso ufficiale nel salotto buono del basket continentale. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", stasera alle 21, diretta su Dazn, la Pallacanestro Trieste riaccende i motori della Basketball Champions League per il debutto nella Round of 16. Un traguardo che profuma di storia, strappato con le unghie in una fase a gironi decisa solo all'ultimo respiro e ora pronto a trasformarsi in una sfida di altissimo profilo contro i colossi spagnoli del Gran Canaria. I biancorossi arrivano all'appuntamento rigenerati dal riposo forzato in campionato e ancora elettrizzati dal canestro di Brooks a Miskolc che ha sigillato la qualificazione a tre decimi dalla sirena. Israel González non nasconde l'emozione e l'importanza del momento. «In questa prima parte di stagione, pur con alti e bassi, abbiamo centrato obiettivi come la vittoria del derby, la qualificazione alla Coppa Italia e l'ingresso tra le sedici migliori squadre della Bcl - spiega il tecnico - tracciando un bilancio che va oltre il semplice risultato sportivo. E' molto importante per il club e per la città, ma ora dobbiamo essere ambiziosi e trovare il modo di competere e, perché no, provare ad arrivare a giocarci i playoff». Avversaria che incute timore reverenziale, Gran Canaria, nonostante un momento opaco in ACB, in Europa viaggia a punteggio pieno. González conosce bene la realtà spagnola e mette in guardia i suoi: "Sappiamo che ci aspetta un gruppo molto difficile, con due squadre spagnole come Gran Canaria e Tenerife e poi Nymburk, tutte con esperienza europea. Gran Canaria è una squadra molto compatta, che gioca insieme e vede alla guida lo stesso allenatore da diversi anni: Lakovic sta facendo un ottimo lavoro. Non arrivano da un momento particolarmente buono in campionato, ma in Europa non hanno ancora perso: sono esperti, hanno vinto l'EuroCup due anni fa e sarà una partita complicata». Secondo il coach triestino, la chiave del match starà nella capacità di scardinare un sistema difensivo quasi perfetto. «Gran Canaria è una squadra molto esperta, difende davvero bene ed è ben allenata - sottolinea - credo che la loro miglior caratteristica sia proprio il lavoro difensivo. Sono anche molto disciplinati, non perdono molti palloni. Noi dovremo fare una partita completa, in attacco e in difesa, per provare a vincere in casa loro". Nonostante le rotazioni ancora ridotte e qualche acciacco che continua a tormentare il roster, l'atmosfera nello spogliatoio è di massima coesione. «Abbiamo qualche problema di rotazioni e assenze, ma chi c'è sta facendo un grande lavoro - conclude Gonzalez - . Mi piacerebbe vedere una squadra capace di giocare 40 minuti con la stessa intensità. Sappiamo che è importante vincere, ma conta anche la differenza canestri: se vinciamo dobbiamo provare a ottenere il miglior margine possibile, se non ci riusciamo dobbiamo restare il più vicini possibile. È un girone corto e alla fine i punti di differenza possono decidere chi va avanti». - Le sorprese, anche le più inaspettate e fastidiose, albergano da molti mesi nelle stanze dei bottoni della Triestina. Dopo il record dei punti di penalizzazione, il precampionato alla vigilia di ferragosto, il primo test stagionale direttamente in Coppa Italia, l'inconsapevolezza del mercato bloccato, il ritardo nella fideiussione integrativa, i deferimenti a catena, ora tocca all'esonero-fantasma del tecnico. L'interruzione del rapporto con Attilio Tesser ieri è rimasta in stand-by a distanza di 24 ore dalla comunicazione da parte del club all'interessato. Lo scrive Ciro Esposito: come nulla fosse successo nella concitata giornata del post sconfitta di Ospitaletto ieri pomeriggio Attilio Tesser, con il suo staff, ha guidato l'allenamento della squadra. Se la Triestina non fosse una vicenda seria che, oltre all'attività sportiva dà lavoro a decine di persone, verrebbe da ridere. Ma di divertente non c'è proprio nulla in quest'ultima vicenda grottesca. Situazione in stand-by A vedere Attilio con i ragazzi al Grezar tutti potrebbero pensare a un ripensamento della società su una decisione presa a caldo e comunque chiaramente con un senso logico imperscrutabile agli umani. E invece non c'è stato, a detta del diesse Michele Franco, alcun dietro-front sulla decisione presa. Dalla proprietà, ed è molto inusuale, non è giunta alcuna comunicazione. Se poi si profilasse un corto circuito tra il responsabile del settore tecnico e la proprietà, il fatto sarebbe ancora più grave. Perché Tesser, dopo una convocazione in sede, poi si è rimesso gli scarpini e la tuta per affrontare il gelido pomeriggio del Grezar? Le motivazioni Ci sarebbero stati degli intoppi burocratici che hanno impedito di formalizzare la decisione dell'interruzione del rapporto con il tecnico di Montebelluna e innamorato di Trieste e dell'Unione. Alla comunicazione verbale, data a Tesser ma non al suo staff che evidentemente viene confermato, doveva seguire ieri un documento sottoscritto dal club. Diciamo così una lettera di licenziamento (anche se il contratto scade a giugno) che ieri non è stata recapitata all'allenatore. Succede così in ogni vicenda lavorativa, è successo così decine di volte in casa Unione on passato e migliaia di volte nelle società sportive che divorziano dalla guida tecnica. In assenza del documento correttamente Tesser ha deciso di non sottrarsi alla sua attività lavorativa evitando di incorrere in un'inadempienza contrattuale. E nessuno ha avuto niente da ridire sul comportamento dell'allenatore. Gli altri soggetti coinvolti Il club, dopo la comunicazione verbale dell'esonero, si era rivolta a Giuseppe Marino per affidargli la guida tecnica della squadra. E infatti il giovane tecnico napoletano ieri si è presentato a Trieste con il suo vice Ciofani (e lo staff) come deve fare correttamente chi è ancora contrattualizzato. Insomma un viaggio affrontato in fretta e furia per poi non mettere piede in campo a dirigere la seduta degli alabardati. Magari la società spiegherà nelle prossime ore con dovizia di particolari o con un comunicato tutto l'accaduto. Ma questo è successo ieri ed è evidente come la situazione tragicomica non sia passata inosservata anche nel resto d'Italia. La squadra Chissà cosa avranno pensato i giocatori nel vedere nello spogliatoio il tecnico e lo staff con il quale finora hanno dimostrato di avere un ottimo rapporto? Mancano pochi giorni alla partita di venerdì con il Lumezzane e di solito la mente è già proiettata alle vicende agonistiche. Così è sempre stato nonostante la classifica devastata dalle penalizzazioni. Questione di professionalità Già perché Tesser e tutti (o quasi) i giocatori hanno dato dimostrazione di grande professionalità in un ambiente non proprio idilliaco. Anzi per chi segue le vicende della Triestina proprio il gruppo squadra (anche quando era alla guida di Marino) ha rappresentato il vero punto fermo che non ha mai sbandato. Il carattere, le prestazioni, la voglia di allenarsi ci sono sempre stati al di là dei risultati. Risultati deficitari non in assoluto (questa squadra costruita in modo occasionale sarebbe in corsa per la salvezza) ma in relazione all'handicap monstre da recuperare e inflitto a tavolino. Proprio questo valore, di questi tempi, è stato messo in discussione dalle scelte conservative della proprietà americana. Ed era invece l'unico valore da preservare anche nell'ottica di uno sviluppo futuro pur partendo dal basso. A questo punto non resta che aspettare. Tutto è possibile: si potrebbe andare avanti magari ancora con Tesser o con Marino. In questo corto circuito imbarazzante e dannoso il pallino è più che mai in mano ai padroni d'oltreoceano.
    • https://www.pianetabasket.com/varie/valerio-antonini-conto-di-ripartire-in-una-nuova-citta-ora-devo-salvare-i-titoli-352357   ciolemolo!!! almeno per qualche mese gavessimo HL assicuradi...miga come con Matiasic e Arcieri..
    • Io dubito fortemente invece, non per questioni di fiducia verso la società ma per dati oggettivi: - partite infrasettimanali - abbonamento che “richiede” si debba poter sapere da adesso di esser liberi in tutte e tre le giornate - costo complessivo non trascurabile in valore assoluto, anche se evidentemente più conveniente dei singoli biglietti  - costo che si aggiunge ad un abbonamento iniziale già sostenuto  - per chi studia anche il calendario, ultima partita in casa che potrebbe essere ininfluente per il risultato se quelle prima non portassero buoni risultati  Io credo che molti valuteranno di partita in partita, a costo di spendere qualcosa in più 
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