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Coppa Italia: Sanremese-Triestina 0-1


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Dal Piccolo:

Sanremese0

Triestina1

MARCATORI: 2.o ts 7’ Eliakwu

SANREMESE: Richetto, Avellino, Felicello, Cassaro, Montemuro, Piovanelli, Stanzione (st 24’ Aretuso), Doardo, Campi, Gianascoli, Mosciaro. All. Rodolfi

TRIESTINA: Rossi, Pivotto, Landaida (st 18’ Kalambay), Mignani, Groppi, Marchini, Allegretti, Briano, Testini (st 7’ Ruopolo), Graffiedi, Eliakwu. All. Agostinelli

ARBITRO: Banti di Livorno

NOTE: Espulsi Briano e Montemuro. Ammoniti Felicello, Briano, Montemuro, Testini,Allegretti, Doardo, Piovanelli, Eliakwu, Marchini.

COPPA ITALIA La Triestina soffre per tutti i 90 minuti regolamentari poi fa valere la maggior caratura tecnica e la resistenza alla fatica

Nei supplementari Eliakwu affonda la Sanremese

Gioco aspro con molti ammoniti (Briano espulso) segno di un grande equilibrio tra le squadre in campo

lLa Juventus ha battuto in trasferta a Bari il Martina per 0-3 nel primo turno eliminatorio di Coppa Italia.

SAN REMO Dopo 112 minuti di battaglia, la Triestina ha conquistato il passaggio al secondo turno della Coppa Italia grazie a un guizzo di Eliakwu, abile a infilare una Sanremese mai doma ma ridotta in nove uomini dai crampi di Mosciaro. E’ stata una partita giocata senza fioretto da entrambe le parti, con un inizio scoppiettante per gli alabardati, ma alla lunga la freschezza dei giovani sanremesi ha messo alla frusta gli uomini di Agostinelli.

Dopo sette minuti, il portiere ligure Brichetto ha già dovuto stendersi a terra tre volte: la prima per bloccare un pallone schizzato da una mischia, la seconda per anticipare Eliakwu lanciato al vertice dell’area, la terza per controllare una punizione mancina e rasoterra di Testini che termina a lato. Al 14’, è ancora Eliakwu a mettere i brividi ai 1200 del Comunale: va all’uno contro uno con Brichetto che, con l’aiuto della pressione da tergo di Feliciello, obbliga il nigeriano a un tocco goffo.

La Sanremese rimane guardinga nella propria metà campo, abbozza qualche trama ma non riesce ad inanellare più di tre passaggi consecutivi. La prima conclusione biancoazzurra giunge al 23’, dopo un doppio uno-due in velocità fra Montemurro e Giannascoli e fra Giannascoli e Mosciaro. L’ultimo passaggio è deviato da Mignani dritto nelle braccia di Rossi. Al 28’ sempre padroni di casa pericolosi: sulla destra fugge in contropiede Stanzione, che scarica per l’accorrente Avellino, il quale crossa in mezzo. Pivotto e Marchini, al limite dell’area, si scontrano, danno il via libera a Mosciaro che si invola verso Rossi, ma il suo diagonale mancino rasoterra da posizione defilata fa la barba al palo.

A questo punto, Allegretti e compagni capiscono che non si tratta di una allegra passeggiata in Riviera, e provano a cambiare registro. Graffiedi le prova tutte: prima al 30’ effettua una girata aerea di sinistro ma la palla termina a lato abbondantemente, poi al 39’ si coordina al limite, e dopo un palleggio scarica un tiro soft che si spegne sopra la traversa.

Chi si aspetta nella ripresa una Triestina più tonica e convincente, rimane deluso. I primi dieci minuti sono un capolavoro sanremese, fatto di fraseggi precisi, anticipi puntuali e possesso palla impeccabile. Solo al 56’, il neo-entrato Ruopolo prova a trasformare in oro un traversone dalla sinistra di Graffiedi, ma la conclusione di destro va alta. Tre minuti dopo, Pivotto mette al centro da sinistra ma ancora Ruopolo, stavolta di testa, non inquadra la porta. Al 64’ la Triestina cerca ancora di capitalizzare una temporanea superiorità di corsa sugli esterni: Graffiedi ritenta il cross, il centrale ligure Avellino anticipa con scoordinazione Eliakwu e manda di testa sul palo.

Gaffe per gaffe, quattro minuti dopo risponde Rossi, che incespica su un retropassaggio, regala palla a Mosciaro che lanciato a rete viene trattenuto: il mediocre arbitro livornese Banti lascia proseguire.

I tecnici a bordo campo tentano di riordinare le idee ma le gambe dei giocatori non rispondono. Quando tutti sembrano aspettare i rigori, al 112’ Eliakwu trova il varco centrale in una difesa destabilizzata dall’uscita per crampi di Mosciaro.

Gerson Maceri

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COPPA ITALIA Il tecnico della Triestina analizza a mente fredda la prima uscita stagionale e si prepara a mischiare le carte in vista del secondo turno al Rocco con il Siena

Agostinelli: «Ho visto sul campo l’umiltà che volevo»

«La voglia di vincere non è mancata. Mercoledì cambierò formazione: sono certo che sarà altrettanto compatta»

TRIESTE Andrea Agostinelli l’attendeva come fosse la finale di Champions League. Per lui Sanremese–Triestina non era solo la prima partita ufficiale della sua nuova creatura ma, soprattutto, un banco di prova per capire se il lavoro svolto sinora potrà portare a breve termine buoni frutti. E se vi fosse realmente bisogno di uno o più Mister X da inserire in un gruppo che nelle sue idee andava già bene così. Ebbene, se l’1-0 strappato a Sanremo nel supplementare potrebbe sembrare ai più striminzito, per l’allenatore alabardato si è trattato invece di un test quasi totalmente riuscito. Le due categorie di differenza non si sono intraviste? Situazione normalissima nel periodo estivo. La squadra non è sembrata poi brillantissima? Tutto previsto dalla preparazione sinora raggiunta. Ci sarà un Mister X? Sarà solo la partita di mercoledì a deciderlo.

Agostinelli, cosa le è piaciuto di più di Sanremese–Triestina?

«La mentalità e l’applicazione di quello che avevo chiesto ai ragazzi. E se vedo una squadra gioire dopo i supplementari contro la Sanremese vuole dire che l’umiltà esiste. L’ho già detto e lo ripeto: la mia Triestina deve avere nell’umiltà la sua dote principale. Sinora l’ho vista e ne sono felice».

Forse, invece, non l’ha soddisfatta la brillantezza del gruppo? La Triestina «champagne» non ha ancora fatto esplodere tutte le sue bollicine?

«La brillantezza manca semplicemente perché abbiamo impostato la preparazione in questo modo. Non si tratta quindi di un difetto ma di una situazione voluta. Però c’è da dire che al 120’ correvano ancora tutti: in questo periodo, se manca la brillantezza c’è invece la resistenza, che è venuta fuori alla grande nei supplementari. Se prima la Sanremese ci aveva messo in difficoltà sulla velocità, alla fine la differenza l’ha fatta la tenuta. E la voglia di vincere. Queste due componenti nella Triestina ci sono già tutte».

E le altre componenti che contraddistinguono una squadra di grido cominciano ad intravvedersi?

«Direi di sì. Ci sono stati comunque dei miglioramenti anche a Sanremo. Sul piano dell’organizzazione di gioco ho visto una crescita rispetto alle altre partite. Ma è stata la voglia di vincere l’aspetto principale. Non era assolutamente scontato il risultato di questa partita, basta vedere le altre e ci accorgiamo che Lecce, Catania e Treviso sono fuori, la Reggina ha sofferto come noi nei supplementari perchè le squadre di serie C hanno visto questi incontri come la partita della vita. Avere superato il turno è una cosa importante: sarà bello avere una partita di cartello contro il Siena davanti al nostro pubblico. Eppoi vincere è sempre bello».

Ed è stata una bella vittoria quella di Sanremo?

«Certamente quando si vince si può dire sempre di sì, semplicemente perchè hai vinto. Invece dico che abbiamo fatto tre o quattro cose veramente belle ma vorrei vederle almeno quadruplicate nelle prossime partite. Allora avremmo più possibilità di vincere e le vittorie saranno ancora più belle».

Ci saranno novità nella prossima partita di Coppa Italia?

«Assolutamente sì. Mercoledì sicuramente non giocherà la stessa squadra vista a Sanremo. E sono certo che sarà una formazione altrettanto compatta. Quando dico che nella Triestina ci sono 22 titolari forse esagero un pochino ma sono certo che la totalità di questo gruppo può dire la sua. Quindi può essere decisivo vedere all’opera tutti per poi decidere come presentarsi in campionato. È ovvio che è quello il nostro obiettivo».

Ieri la squadra ha sostenuto un allenamento pomeridiano a San Martino Buon Albergo in provincia di Verona. Intenso per i panchinari, defaticante per i titolari di San Remo. Questo pomeriggio nuova seduta per tutta la truppa, probabilmente sul campo di Staranzano.

Alessandro Ravalico

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