-
Chi è Online 17 Utenti, 0 Anonimo, 66 Ospiti (Visualizza tutti)
-
Chi sta navigando
Nessun utente registrato visualizza questa pagina.
-
Statistiche Utenti
-
Statistiche forum
-
Discussioni Totali18,7k
-
Risposte Totali803,1k
-
-
Le ultime risposte pubblicate
-
Riguardo al discorso caffè, ti dico con certezza che la famiglia in questione non è mai stata interessata al calcio. La sponsorizzazione in passato è avvenuta non certo per amore della maglia. Loro hanno altri interessi, amano eventi culturali di un certo tipo: moda, cucina, arte, ecc… In città un esempio su tutti la Barcolana.
-
SABATO 10 GENNAIO 2026 Diventa ogni giorno più complicato, quasi stancante, cercare di dare un senso logico alla stagione della Pallacanestro Trieste. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", giovedì sera contro lo Szolnoki c'era l'occasione d'oro per chiudere i conti, bissare il successo di martedì in gara-uno e vidimare il pass per la qualificazione al Round of 16 di Champions League. E invece, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata l'ennesima fumata nera. Il dato che emerge è impietoso e fotografa una mediocrità disarmante: a cinque mesi dall'inizio della preparazione e dopo tre mesi sul parquet, eccezion fatta per il trittico Udine-Treviso-Igokea e il lampo Galatasaray-Milano, questa squadra non è mai riuscita a infilare due vittorie consecutive. È un elettrocardiogramma piatto che preoccupa non solo per i risultati, ma per la totale assenza di un'anima collettiva. SEPARATI IN CASA In campo si continua a vedere pochissimo: una pochezza tecnica figlia di un assemblaggio che sembra non aver mai trovato una vera quadratura. Ma ciò che ferisce di più l'occhio del tifoso è l'impressione di un gruppo che si sopporta a fatica. Tensioni striscianti tra staff tecnico e giocatori, sguardi poco amichevoli tra i compagni: un'atmosfera pesante, priva di quel fuoco sacro necessario per superare i momenti di crisi. In tutto questo marasma, il silenzio del general manager Michael Arcieri è quasi assordante. Resta incomprensibile come una proprietà che investe tempo e risorse con una passione fuori discussione possa accettare passivamente questo stallo. Dispiace per Matiasic: il suo impegno economico e affettivo meriterebbe ben altro ritorno, ma è proprio per tutelare quell'investimento che servirebbe un sussulto, una sveglia decisa a chi dovrebbe gestire l'area sportiva. In cinque mesi, di fatto, non si è mosso un dito. Si è scelto di ignorare un rapporto tra squadra e allenatore palesemente logoro, trascinando una situazione che, invece di stabilizzarsi, è peggiorata settimana dopo settimana. L'emblema di questa gestione è il post-infortunio di Sissoko: tutti fermi, immobili a guardare mentre la squadra perdeva pezzi e certezze. L'ORA DELLA VERITA' I giri di parole e le analisi pazienti hanno ormai lasciato il posto a una stucchevole rassegnazione. Il calendario non aspetta: domani arriva la sfida delicatissima contro Cantù e martedì si vola in Ungheria per lo spareggio da dentro o fuori in BCL. Tra questi due impegni, Trieste si gioca quel briciolo di credibilità rimasta. Continuare con questo immobilismo, sperando che il problema si risolva per inerzia, non è più una strategia: è un insulto al buon senso. Quattro giorni per mettere ulteriore carne al fuoco poi, chiuso il girone d'andata del campionato e concluso il play-in di Champions League sarà il momento di tracciare un bilancio e cominciare a fare delle serie valutazioni. - È vero, la perdita di Ionita non è solo un colpo al cuore sul piano emotivo, ma anche una vera e propria mazzata tecnica. Però al momento il moldavo è l'unico partente sul mercato, a meno di sorprese dell'ultima ora gli altri sono ancora tutti in alabardato per cui quella che domani andrà a giocare a Lecco in casa della terza in classifica (allo stadio Rigamonti-Ceppi calcio d'inizio alle 17.30), sarà comunque una Triestina competitiva. Come scrive Antonello Rodio, in questa stagione Ionita era già stato assente due volte per motivi di nazionale e l'Unione aveva dimostrato di cavarsela comunque: senza il moldavo sono arrivati infatti due pareggi interni per 1-1 contro Ospitaletto e soprattutto contro il Trento, con il pareggio della squadra di Tabbiani che arrivò come una beffa solo nel recupero. CHI AL POSTO DI IONITA? Con chi rimpiazzare Ionita? Nelle due occasioni citate, a coprire il suo ruolo fu Pedicillo, che però da tempo è costretto a fare in emergenza il terzino destro. Ma con il rientro di Silvestro in mezzo alla difesa accanto a Moretti, al momento Tesser due terzini di ruolo li ha e sono Anzolin e Tonetto. E pur essendo mancini, entrambi hanno giocato spesso a destra, per cui Pedicillo potrebbe davvero essere schierato come mezzala sinistra. Se invece Tonetto non dovesse avere ancora i 90 minuti nelle gambe, ecco che con Anzolin e Pedicillo terzini, potrebbe toccare a D'Amore. L'ultima opzione è quella di Voca, che però lunedì ha giocato a destra e al posto di Crnigoj, fornendo tra l'altro l'ennesima prova deludente. In avanti, con Vertainen che al massimo potrà andare in panchina, possibile che venga riproposta la formula con D'Urso dietro a Gunduz e Kljajic. MERCATO: VIA KIYINE Venendo al mercato, ci sono anche partenze che non fanno male. Anzi, fanno tirare quasi un sospiro di sollievo, sia per il ricco ingaggio risparmiato sia per l'apporto tecnico praticamente nullo. Stiamo parlando di Sofian Kiyine, che ha rescisso il suo contratto con la Triestina e ha firmato un contratto con il Royal Stockay Saint Georges, squadra della terza serie belga. Nessun rimpianto dunque per il 28enne marocchino di cittadinanza belga, che Alex Menta aveva già cercato di portare a Trieste nel gennaio 2024, prima di riuscirvi a settembre dello scorso anno. Nel campionato passato ebbe 9 presenze, ma per soli 243 minuti in campo, prima di essere mandato in prestito al Foggia. La scorsa estate è tornato in alabardato, ma anche stavolta senza incidere: 5 presenze, 143 minuti, solo un paio di giocate di classe che comunque sono nel suo dna, ma per il resto tanta inconcludenza, a onta di un ricco stipendio, uno dei tanti che hanno contribuito al baratro economico dell'Unione. NO SCAMBIO TONETTO-CESTER È saltato invece lo scambio Tonetto-Cester con il Vicenza. Il centrocampista dei biancorossi veneti ha preferito infatti prendere la strada del Giugliano, dove approderà a titolo definitivo. Il Vicenza invece, sempre alla ricerca di un vice Costa e di un quinto di sinistra, ha dirottato le sue mire su due ex alabardati, Damiano Cancellieri che era all'Unione lo scorso anno, e Yuri Rocchetti, protagonista nel campionato 2022/23 dell'Unione.
-
Comunque a prescindere se andemo o no andemo a Torino, i punti de Trapani no li devi conteggiar in ottica classifica- final eight. Xe squadre come noi che ga affronta Trapani quando iera un squadron e altre tipo Trento domani che zoghera contro i muletti se va ben. Classifica completamente falsata e se la fip la tien bona perdi ogni briciolo de credibilità
-
Del tutto irrilevante, come vedi nell'art. 55, che puoi trovare nel messaggio a cui hai risposto. Anzi, il fatto che la la sanzione fosse valida anche se la comunicazione della rinuncia alla gara fosse avvenuta con più di 48 ore di anticipo è esattamente il motivo per cui avevo riportato l'articolo, non per niente avevo evidenziato la parte. Mi sa che ti è sfuggita. L'unica scappatoia è tirare in ballo indisponibilità dal punto di vista medico, cosa che è stata fatta, anche se è stato resa pubblico dopo, quindi non sappiamo quanto sia credibile come scusa. Quello che non ho ben chiaro è cosa succederà sabato, o una delle giornate successive, se dovessero di nuovo fare come in Bulgaria, ovvero se una partita iniziata e poi interrotta per mancanza di giocatori verrebbe considerata come rinuncia.
-
-
Collaboratori Popolari
-
Miglior Contributori
-
Dillo a un amico