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I suntini sandrini di martedì 5 marzo 2019


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MARTEDI' 5 MARZO 2019

- Finita un'era, ne inizia un'altra: alla Pallamano Trieste via Peter Pucelj (fatale la brutta sconfitta interna in coppa Italia, ma anche un feeling all'interno dello spogliatoio che si era decisamente deteriorato), dentro una delle attuali colonne giuliane che - almeno fino a fine stagione - siederà in panchina. Andrea Carpanese è stato ufficializzato ieri come nuovo allenatore biancorosso: «Siamo dispiaciuti di non essere riusciti a concludere il progetto che avevamo deciso di cominciare questa estate assieme a Peter - le parole del direttore sportivo Giorgio Oveglia -: Pucelj si è dimostrato prima di tutto una persona con grandi qualità e voglio ringraziarlo per il lavoro che ha svolto per noi. Gli auguro il meglio, avrà sempre la nostra stima. Serviva però una scossa - conclude Oveglia - per chiudere al meglio il ritorno, onorare al massimo il campionato e riscattare la nostra immagine».Terminato il colloquio con la società e preso atto dell'esonero, Pucelj è rimasto a Chiarbola e si è chiuso negli spogliatoi per salutare la squadra. «Sono consapevole che queste situazioni fanno parte dello sport - le parole di Pucelj-. Mi dispiace abbandonare un progetto in cui credevo ma ho voluto comunque ringraziare i ragazzi per questi sette mesi vissuti assieme perché ognuno di loro mi ha trasmesso qualcosa. Auguro a tutti il meglio».Sarà Andrea Carpanese, dunque, il tecnico individuato dalla società per terminare la stagione. Una scelta condivisa con la squadra sentendo il parere di due colonne quali Diego Modrusan e Marco Visentin. «La società mi ha chiesto un parere su Carpanese e ho risposto positivamente- le parole del capitano biancorosso-. Mi dispiace per Pucelj perché con Peter, a livello umano, avevamo instaurato un ottimo rapporto. Anche a livello tecnico le colpe non sono solamente sue, le responsabilità vanno naturalmente divise con noi giocatori. Ma serviva una scossa e purtroppo sappiamo che quando succedono queste cose a pagare sono sempre gli allenatori». Concetti ribaditi anche da Modrusan che aggiunge però una battuta sulla tempistica dell'esonero. «La scelta di Carpanese è sicuramente valida - sottolinea il portiere dell'Alabarda -. Dispiace per Pucelj, sappiamo che lo sport a volte ti mette davanti a queste situazioni difficili ma era da un po' che la squadra faceva fatica, forse sarebbe stato opportuno cambiare prima. Adesso cercheremo di trovare le energie per riprenderci dando una mano a "Carpa" da qui al termine della stagione». 

- Si discute ancora in casa Triestina sul pari di domenica scorsa contro il Giana Erminio: le assenze di Coletti e Mensah (in parte ma meno quella di Malomo anche per la bravura di Cordomaz) hanno pesato non poco sull'esito finale della sfida, e tra sei giorni si gioca al Rocco il match più atteso della stagione. Il Pordenone, ma anche le altre big, domenica hanno frenato e le distanze sono rimaste le stesse di una settimana fa. Per il pubblico e per l'entusiasmo della piazza sarebbe stato meglio arrivare all'appuntamento con un successo. Ma non sempre si può vincere e l'Unione nel girone di ritorno di partite ne ha già vinte 6 su 10. E al Rocco finora non ha quasi mai deluso.Un successo nel derby è ampiamente alla portata dei ragazzi di Pavanel nel massimo rispetto di un avversario che a oggi sta dominando il torneo. Il fatto di affrontare un match con la consapevolezza di giocarsela contro la prima della classe (e anche quella che sviluppa il gioco più efficace) è un'ottima base di partenza.Se poi dovessero arrivare i tre punti l'Unione consoliderebbe il diritto a essere la seconda forza del torneo e potrebbe insidiare nel finale la vetta che apre le porte della B senza i play-off. Ma questo è un altro discorso perché un'eventuale remuntada dipenderebbe non solo dai risultati dell'Unione ma anche da un calo al momento imprevedibile del Pordenone.Il vantaggio di Pavanel è che può preparare la partita senza fare calcoli mentre nei giocatori di Tesser il tarlo di un pari (anche se c'è la Feralpi che scalpita) potrebbe insinuarsi anche se non sembra essere nel loro dna. La Triestina da un paio di mesi vale il Pordenone anche se ha caratteristiche diverse e all'andata è riuscita a vincere al Bottecchia. La capolista è avanti con un significativo vantaggio anche perché l'Unione a dicembre (con troppe assenze) ha perso tre partite in pochi giorni. Domenica gli alabardati possono scendere in campo carichi e sereni. E l'apporto del pubblico può dare loro quella forza in più per continuare a inseguire un sogno.

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