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I suntini sandrini di domenica 1° ottobre 2023


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DOMENICA 1° OTTOBRE 2023

- L'applauso del tifo biancorosso per la presentazione ufficiale, l'arrivederci a mercoledì sera quando anche per la Pallacanestro Trieste comincerà il campionato di serie A2. Come scrive Roberto Degrassi oggi su "Il Piccolo", lungo pomeriggio ieri al PalaTrieste con la kermesse che ha visto la presentazione di tutte le formazioni dal minibasket fino alla prima squadra, oltre alla vernice di Futurosa che parteciperà alla A2 femminile. E dopo la presentazione dei padroni di casa, è seguita l'asta delle magliette a sostegno dell'associazione onlus #IoTifoSveva.

Spazio a tutte le formazioni, quindi, ma inevitabilmente riflettori puntati sulla squadra che dovrà cercare di ridare a Trieste la massima serie. Nell'occasione, in rappresentanza della proprietà, sugli spalti c'era anche Fitzann Reid, l'avvocato statunitense presidente di Cotogna Sports Group Italia.

Decibel a mille, ingresso dei giocatori uno alla volta accompagnati da una scheda tecnica sintetizzata in brevi ritratti-slogan (che responsabilità per Luca Campogrande, "il più bel tiro in sospensione d'Italia"...). Prima della passerella della squadra, la presentazione del gm Michael Arcieri e di un emozionato coach Jamion Christian. Dopo il contatto con l'atmosfera dei derby, adesso un contatto ancora più diretto con la tifoseria. «So cosa significa il basket per questa città, daremo il massimo», dice il tecnico.

Le parole di Arcieri sono state precedute dal coro della Curva Nord che ha proposto il bandierone con la maglia biancorossa numero sei. Sesto uomo. Quello che come il gm è «indispensabile per arrivare fino a lì dove vogliamo arrivare».

Alla fine della presentazione, la prima squadra ha ricevuto l'abbraccio collettivo da parte di tutte le formazioni giovanili della Pallacanestro Trieste. Foto di gruppo e stavolta a prendersi il primo piano sono stati i più piccoli del minibasket.

Dopo la passerella dei team biancorossi, la seconda parte della manifestazione con l'asta delle magliette a favore di #IoTifoSveva. Il programma avrebbe previsto un'asta sul parquet, con le magliette già disposte in mezzo al campo. Ma dopo due ore abbondanti, troppo forte la tentazione dei chioschi all'esterno per un break tra i due momenti della serata. E allora? La scaletta si è adeguata alle esigenze della folla. La seconda parte della serata si è spostata quindi all'esterno dove c'era in quel momento più affollamento. Via all'asta, quindi. Un appuntamento che si rinnova il 30 settembre non casualmente. Quattro anni fa Sveva ci aveva lasciati, la sua battaglia contro il destino aveva commosso gli sportivi e l'associazione istituita da Marta e Paolo, i genitori della piccola, in questi anni sta portando avanti una missione: cercare di regalare un sorriso ai bambini nel reparto oncologico del Burlo Garofolo e alle loro famiglie. Tante le iniziative promosse ma l'asta rimane il momento più significativo. Il basket era la passione di Sveva, i campioni della squadra della sua città erano i suoi supereroi.

- Ha preparato la partita con la maestria della sua esperienza, si è preso consapevolmente dei rischi, ma alla fine ha vinto su tutta la linea. Lo scrive oggi Antonello Rodio sul quotidiano locale: se Lescano e compagni sono stati gli esecutori sul campo, a studiare la strategia vincente per battere il Mantova è stato mister Tesser con un pressing alto e indiavolato con il quale ha messo in difficoltà la squadra di Possanzini: «Ricordate i primi 20 minuti con il Trento? - spiega Tesser – Avevamo fatto questa pressione e il concetto era lo stesso, lì avevamo rubato palla ma avevamo sprecato. Con un Mantova che palleggia molto, che aveva avuto finora il 70-75% di possesso palla a ogni partita, era un rischio giocare così. Ma siamo stati bravi a rischiare qualcosa portando la pressione molto alta, perché tutti i gol sono nati da lì, da situazioni dove si è rubata la palla. Una scelta rischiosa ma fatta bene, soprattutto fino a quando siamo riusciti a restare corti». Alla fine il tecnico non può che essere estremamente soddisfatto della sua Triestina, soprattutto perché di fronte c'era una squadra molto forte: «È stata una bella serata di calcio, la mia squadra l'ha interpretata bene e ha vinto meritatamente contro una squadra di qualità che vuole giocare. Proprio la pressione molto alta e offensiva ci ha permesso di mettere la gara su binari giusti per noi, e il Mantova non è nei piani alti per caso, ha giocatori con grandi valori tecnici e messi bene in campo». Oltre a Lescano, Tesser riconosce che un altro grande protagonista della serata è stato Finotto: «Prima ha ispirato i gol di Lescano, poi anche lui è andato a segno. Deve trovare ancora la miglior condizione, ma sappiamo che è un giocatore di valore, come del resto lo è Redan. L'importante è che chiunque venga chiamato in causa si faccia trovare pronto, la risposta più bella l'abbiamo avuto proprio con Finotto». E un altro protagonista delle ultime due partite è stato Celeghin: «Sono molto contento di lui – racconta Tesser – perché ha trovato quella condizione che all'inizio non era ottimale, infatti nella prima parte di stagione ha fatto molta fatica. Ma ora sta bene, sta dando un grande contributo e rientra nel discorso che chiunque chiamato in causa, come prima è stato per Pierobon e Germano, fa bene». E qui si torna al discorso del gruppo, aspetto fondamentale del credo di Tesser: «La forza della Triestina deve essere la risposta di tutti: non siamo undici, siamo un gruppo. Siamo una buona squadra che sta trovando una sua mentalità. C'è ancora tanto da fare e da migliorare, anche fra un mese dirò le stesse cose, perché la conoscenza fra i ragazzi è sempre maggiore. A me interessa vedere l'approccio, la mentalità, lo spirito di squadra di chi parte così come di chi subentra, perché vuol dire che tutti sono partecipi. La coesione è un aspetto importante, quando c'è questa forza dentro e fuori dal campo, è lì che si fa la differenza».

Un messaggio che anche stavolta Trieste ha raccolto con grande generosità. Offerte importanti per un'asta iniziata con i 60 euro per la casacca di Hudson e di Stumbris e proseguita poi al rialzo con quelle degli altri giocatori dell'ultima stagione, dei triestini che giocano nelle altre formazioni compreso Stefano Tonut, fino a quella di Gigi Datome

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