Vai al contenuto
  • Chi sta navigando

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

  • Statistiche Utenti

    • Utenti in totale
      3.102
    • Record utenti online
      1.667

    Nuovo iscritto
    Victor Coski
    Iscritto
  • Statistiche forum

    • Discussioni Totali
      18,7k
    • Risposte Totali
      805,3k
  • Le ultime risposte pubblicate

    • Non c'è nessun sembra. I magazzinieri non vengono pagati, perché i soldi sono bloccati. La ragione prinicipale per cui l'AD rientra a fine mese è esattamente sbloccare in qualche modo i pagamenti. Guido sa esattamente a cosa mi riferisco, ma qua non posso scriverlo. Io ribadisco che questo facile tirar me**a senza sapere nulla di come stanno davvero le cose è pura retorica, come se davvero una società che ha appena assolto obblighi fiscali per qualche milione non volesse intenzionalmente tirar fuori poche decine di migliaia di euro. Ovviamente, sia chiaro, questi hanno le loro colpe, e ne hanno in abbondanza. Prima fra tutte una gestione pressapochista e inesperta, devono dimostrare tutto e non è affatto detto che riescano a farlo. Magari sono imbroglioni, maneggioni e truffatori. Ma tutto questo con gli stipendi non pagati non c'entra proprio nulla,. perché non è solo questione di volontà. Poi capisco che a scriverlo si viene presi per il c**o, ed è molto più facile il tiro a segno, dunque torno a fare silenzio e vi lascio alle vostre convinzioni. Pronto, se a fine mese non saranno stati saldati, a venire sulle vostre. Ma non oggi, o almeno non su questo argomento.  
    • Onestamente…qualsiasi cosa che non sia una vittoria convincente sarebbe per me deludente. Sorry ma il tempo è finito infortuni o meno
    • VENERDÌ 23 GENNAIO 2026 - Presente per spiegare l'esonero di Attilio Tesser e il ritorno di Giuseppe Marino in panchina, il diesse della Triestina, Michele Franco, ieri si è trovato a dover rispondere alle legittime domande di chi vuole capirne di più su cosa succede nella società alabardata. Questioni a cui in realtà dovrebbero rispondere Adam Rothstein e l'ad Piero Zangarini: su questo Franco almeno ha assicurato che il contatto con la proprietà è quotidiano e che i membri della nuova gestione torneranno a Trieste molto presto. L'ESONERO DI TESSER Come scrive oggi Antonello Rodio su "Il Piccolo", Franco ha innanzitutto spiegato il cambio di panchina e il caos che ne è seguito: «Non c'è stata confusione o incertezza. La decisione dell'esonero di Tesser è stata chiara e condivisa da me e il club ed è una scelta prettamente tecnica, dettata dai risultati insoddisfacenti di questo periodo. I giorni di stallo? Una tempistica dovuta solo al tempo necessario per trovare un accordo per la risoluzione contrattuale con il mister e il suo staff, che nel frattempo ha allenato il gruppo come da contratto. Chiamando Tesser speravamo di migliorare la media di Marino e arrivare al mercato di gennaio per provare a salvarsi, ma il miglioramento non c'è stato. Ora abbiamo cambiato perché non far nulla e lasciare in balìa gli eventi sarebbe stato un segnale che si è mollato. Invece vogliamo una reazione, sappiamo che la salvezza sarebbe una cosa incredibile, ma pensiamo che Marino possa dare quello di cui la squadra ha bisogno». LA QUESTIONE PAGAMENTI Il fuoco di fila di domande, oltre alla bollente questione degli arretrati col Comune per lo stadio, ha riguardato la situazione di alcuni dipendenti non pagati che minacciano di fermarsi e bloccare l'attività: «Io mi occupo della parte sportiva e queste sono cose societarie. Ma posso dire che questo non succederà – assicura Franco – Questa proprietà ha preso in carico una situazione drammatica salvando il club da un fallimento certo. È stato già versato tanto denaro e si sta lavorando per risolvere tutte le problematiche economiche. Ma ci sono tempistiche necessarie, i problemi non si risolvono in poco tempo. Ne vengono fuori sempre di nuove, ma la parte sportiva a oggi è stata puntualmente pagata e oltre a quella, tutti i pagamenti che devono essere fatti saranno rispettati». IL MERCATO DI GENNAIO Come già scontato, è partito Gunduz, che si è accasato alla Juventus Next Gen. Il ds assicura che ci saranno anche arrivi: «C'era il rischio di perderli a zero, per cui le uscite di Ionita, Crnigoj e Gunduz sono sensate ed è giusto che il club abbia monetizzato. Altri sono richiesti, ma nulla ancora di concreto. In entrata però ci sono operazioni che spero di chiudere a breve, è ancora in piedi l'opzione Knezovic ma aspettiamo l'ok del Sassuolo. Vista la situazione ci sono difficoltà nel convincere i giocatori e le società, ma contiamo di portare gente motivata che aiuti la squadra e onori la maglia». Il ds ribadisce che la società punta a ricostruire il settore giovanile: «La priorità è strutturare non solo la Primavera ma l'intero settore giovanile, però quando si parte da una base estremamente bassa il percorso di crescita richiede del tempo. Per me che un po' di ragazzi frequentino la prima squadra è un fatto positivo». SOLO UN'AMMENDA Intanto nessun punto di penalizzazione per l'ultimo deferimento della Triestina, quello per il mancato deposito della relazione sulla situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2025 e per aver pagato gli stipendi dei tesserati di settembre e ottobre (circa 686.876 euro) attraverso bonifici addebitati sul conto corrente intestato al socio LBK Triestina Holdings LLC, diverso dal conto intestato alla società Us Triestina Calcio 1918 srl e dedicato al pagamento degli emolumenti. La Triestina e i suoi rappresentanti Marco Margiotta e Oliver Centner hanno infatti patteggiato un'ammenda (15.400 euro per ciascuno dei due componenti del cda e 7.670 alla società)  - Protagonista dell'epoca d'oro targata Stefanel sotto la guida di Boscia Tanjevic e, successivamente, figura di riferimento negli anni della ripartenza societaria, Mauro Sartori torna in quella Trieste che lo ha "plasmato come uomo e come professionista". In questa intervista esclusiva di Lorenzo Gatto, il general manager di una Dinamo stretta tra il doppio impegno europeo e un'infermeria affollata, traccia la rotta per affrontare una Trieste imprevedibile, capace di grandi imprese ma ancora in cerca di continuità. Dalle radici profonde sul parquet giuliano agli obiettivi concreti per il futuro della Sardegna sportiva, ecco il pensiero del gm alla vigilia del match in programma domani. Sartori, per lei Trieste non è una trasferta qualunque, avendo vissuto la città sia da giocatore nell'epoca d'oro della Stefanel che da dirigente in anni di ripartenza. Cosa si è portato via da quell'esperienza per la sua carriera da gm prima a Venezia e oggi a Sassari? «È evidente che questa non potrà mai essere una trasferta come le altre. Dal 1987 al 1992 ho vissuto cinque anni di crescita totale: una vera full immersion con il grande Boscia Tanjevic, che mi ha plasmato profondamente sia nella carriera che nella vita. Per quanto riguarda la mia parentesi dirigenziale, la considero una meteora; al mio arrivo i giochi erano già fatti e occupavo una posizione più di rappresentanza che operativa. Tuttavia, è stata una scuola fondamentale: mi ha permesso di iniziare a tessere quella rete di contatti che ho poi ampliato nel tempo. In sintesi: un'esperienza preziosa come dirigente, ma il mio cuore resta legato a ciò che ho vissuto da giocatore». Dopo la scossa iniziale del cambio in panchina e le vittorie a Treviso e contro Brescia ai supplementari, la Dinamo ha subito una frenata con quattro stop consecutivi tra campionato e coppa. Dal suo punto di vista, quanto pesa la stanchezza mentale del doppio impegno europeo in questo momento e come si lavora nello spogliatoio per invertire l'inerzia? «In questo momento la stanchezza mentale si fa sentire, ma nel nostro caso pesa molto anche quella fisica. Abbiamo le rotazioni accorciate a causa degli infortuni di Marshall, che rientrerà solo a marzo, e di Beliauskaus, alle prese con una piccola lesione. Anche gli americani sono un po' acciaccati, e l'impegno costante tra coppa e campionato si fa sentire. In situazioni simili, come dirigenza dobbiamo essere bravi a infondere serenità: bisogna saper essere duri sulle cose importanti, ma dare leggerezza al gruppo per il resto, evitando di appesantire ulteriormente un clima già complicato dalle sconfitte». Sassari rientra dalla trasferta di Fiba Europe Cup contro il Petkim con pochi giorni per recuperare. Domani alle 20 troverete un PalaRubini che, come sempre, sarà un fattore determinante. Che tipo di approccio fisico e mentale servirà per essere competitivi? «Le sconfitte recenti pesano, inutile negarlo. La coppa può darti carica o toglierti energia, e in questo momento dobbiamo essere bravi a non smarrirci. La ricetta è semplice: pallacanestro solida, gioco di squadra e concretezza, senza cercare complicazioni inutili quando siamo in affanno. I ragazzi hanno lo spirito competitivo giusto per uscire da questa situazione». Trieste, con il successo a Las Palmas, sta dimostrando di essere in ripresa. Qual è l'aspetto della squadra di coach Gonzalez che la preoccupa di più in vista di sabato e, se c'è, quale duello individuale pensa possa decidere la partita? «Mi preoccupa tutto di questa sfida, perché Trieste ha dimostrato di avere un roster che è una vera mina vagante: quando giocano a pieno regime, possono competere con le prime quattro della classe, ma quando si slegano rischiano di perdere contro chiunque. Dovremo capire quale versione di Trieste ci troveremo di fronte. Per come siamo messi noi oggi, ci aspettano duelli difficili su ogni fronte; sarà una battaglia a 360 gradi». Siamo nel pieno della stagione e la classifica è cortissima. Al di là del risultato del campo, cosa vuole vedere sabato sera dalla sua squadra per poter dire siamo tornati sulla strada giusta in vista della volata finale per il campionato? «Quello che chiedo è la continuità: quaranta minuti di gioco solido, senza permettere agli avversari di scappare via per nostre distrazioni. Dobbiamo seguire il piano partita e alzare l'asticella in difesa. La concentrazione è l'unica medicina che può farci superare le assenze: se restiamo uniti e focalizzati, i problemi fisici passano in secondo piano». Sassari e Trieste sono due realtà che vivono di pallacanestro in modo viscerale, pur con storie diverse. Sabato si affrontano due club che hanno strutture solide alle spalle: dal suo osservatorio privilegiato, quanto è difficile oggi per una "società di territorio" competere con le corazzate dell'Eurolega e quale deve essere l'obiettivo reale della Dinamo da qui a fine stagione per soddisfare una piazza esigente come quella sarda? «Sassari è indubbiamente una società di territorio che rappresenta un'intera regione. Assieme alla Fondazione Mont'e Prama, ogni nostra trasferta europea diventa un'occasione di scambio culturale per promuovere le bellezze della Sardegna. Guardando al campo, dobbiamo essere realisti: con la serie di infortuni che ci ha colpito, il traguardo prioritario è raggiungere il prima possibile una salvezza solida e concreta. Una volta messi in sicurezza, cercheremo di puntare ai play-off. Era già difficile prima, ora con queste assenze serve ancora più concretezza».
    • Silenzi imbarazzanti, risposte inesatte e la parte comica sul settore giovanile quando dice che è normale far salire qualche giocatore della Primavera "lo fanno tutte le squadre". Piccolo particolare le altre squadre poi fanno salire i giocatori della under 17 in Primavera. Ma noi non l'abbiamo. Poi qualche, invece ieri è stata convocata mezza squadra Primavera. Fumo negli occhi.  Peccato che nessuno gli ha chiesto degli infortuni. Gente sparita da mesi, sarà perché non pagano i medici? 
    • Anch'io. Libero da impegni lavorativi. Quindi cinque sicuri...😉
  • Collaboratori Popolari

  • Miglior Contributori

    1. Guiz
      Guiz
      48983
    2. forest
      forest
      34977
    3. SandroWeb
      SandroWeb
      34841
    4. ndocojo
      ndocojo
      20643
    5. pinot
      pinot
      20338
  • Dillo a un amico

    Ti piace Il Forum di Elsitodesandro? Dillo a un amico!
×
×
  • Crea Nuovo...
×
Il Forum di Elsitodesandro
Indice
Attività
Accedi

Accedi



Cerca
Altro
×