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DOMENICA 25 GENNAIO 2026 - Il segnale è arrivato prima della palla a due: migliaia di torce accese, una costellazione di smartphone che ha trasformato le tribune del PalaRubini in un tappeto di stelle. Uno spettacolo che sembrava il preludio a una serata perfetta. Lo scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo": alla fine la vittoria su Sassari è arrivata, 76-70 il finale, centrando così il poker dopo i successi con Cantù, Szolnoki e Gran Canaria, ma il percorso è stato più tortuoso del previsto. Buono l'approccio nel primo quarto, dove i biancorossi hanno giocato con piglio e fluidità. Poi, però, la luce si è improvvisamente spenta. Per i due quarti centrali, Trieste è apparsa arruffona e priva di ritmo, subendo l'iniziativa di una Sassari coriacea e faticando a trovare la via del canestro. Nell'ultimo quarto la formazione di Gonzalez ha alzato i giri del motore approfittando del calo fisico degli ospiti. Le triple di Uthoff e un sontuoso Ramsey hanno scavato il solco definitivo. L’avvio è il solito copione da brividi per i padroni di casa. La Dinamo Sassari parte con il piede schiacciato sull’acceleratore: Buie e Ceron sono chirurgici e con un perfetto tre su tre dall’arco scavano subito un solco profondo (1-9). Trieste barcolla, ma non cade. A suonare la carica ci pensa Ramsey: l’americano si accende all’improvviso e, con due “bombe” consecutive, ricuce lo strappo. La rimonta triestina si completa nel giro di pochi minuti. Al 4' Brooks firma il 9-11, poi ci pensa Uthoff a sorpassare approfittando del calo di precisione della Dinamo. L’inerzia è tutta per i biancorossi: Ruzzier e Brown spingono Trieste fino al +5, 16-11, obbligando coach Mrsic a rifugiarsi in un time-out per fermare l'emorragia. Al rientro in campo Sassari appare ancora frastornata, ma le rotazioni cambiano il volto del match. Mentre Trieste inserisce forze fresche con Ross, Deangeli e Candussi, la Dinamo trova linfa vitale in Vincini. Il lungo ha un ottimo impatto permettendo ai sardi di limitare i danni e chiudere il primo quarto sotto di sole quattro lunghezze (20-16). Cambio di marcia deciso per Trieste: Ramsey e Brown firmano il sorpasso biancorosso. In meno di tre minuti, i padroni di casa mettono a referto gli stessi punti segnati nell'intero secondo quarto, portandosi avanti sul 32-29. Sassari, però, non si scompone. Il Banco di Sardegna resta sul pezzo e ribalta nuovamente l'inerzia con tre zampate di Thomas. Le giocate di Vincini, Buie e Ceron consolidano il vantaggio sardo, portando il punteggio sul 38-43 a meno di quattro minuti dalla sirena del periodo. Trieste fatica terribilmente a trovare la via del canestro, penalizzata da un freddo 4/26 dalla lunga distanza. Dall'altra parte, Sassari amministra senza strafare, limitandosi a gestire il ritmo. Il terzo parziale si chiude così con gli ospiti avanti sul 44-49. La tripla di Brown, i liberi di Ross e il canestro di Deangeli confezionano il 53-51. Sassari sembra aver finito le energie, Uthoff e Ramsey, da tre punti, regalano prezioso ossigeno firmando il 64-57 con poco più di 5' da giocare, ancora Ramsey protagonista con la tripla e i liberi del 72-63 a 3'39" dalla fine. Trieste non alza più il piede dal pedale, continua a spingere e gestisce il suo vantaggio chiudendo sul 76-70. - I pochi, pochissimi tifosi che ormai frequentano il Rocco hanno applaudito, abbracciato la squadra, si sono emozionati. A seguire la Triestina live è rimasto lo zoccolo duro, anzi quello durissimo ed è stato ripagato dalla squadra nella prima uscita del ritorno di Marino sulla panchina. Come scrive Ciro Esposito, sono gli effetti taumaturgici e benefici della vittoria. Quelli della prestazione generosa, volitiva anche tecnicamente buona per la terza serie, ci sono sempre stati. Perché la Triestina è tornata alla vittoria dopo quattro ko, ha finalmente cancellato il segno meno in classifica ma ha giocato una gara non tanto diversa rispetto a quella con l'Alcione, il Lecco o l'Ospitaletto. Si poteva avere qualche timore sula tenuta morale dopo una settimana complicata con l'esonero di Tesser, i timori sono stati scongiurati. I ragazzi ci hanno creduto anche venerdì sera fino alla fine, hanno surclassato un Lumezzane inferiore almeno ieri a dispetto della sua metà classifica, sono stati bravi e fortunati a trovare e segnare il penalty decisivo in pieno recupero. Ma la squadra è stata ancora più meritevole perché ha saputo risalire dopo la rete presa. Era successo anche nel Bresciano all'andata, stesso risultato, stesso allenatore. I tre punti cancellano la stilettata al cuore nel vedere la classifica con il segno meno davanti, eredità di una gestione societaria fallimentare e disgustosa. La sostanza cambia poco, c'è una montagna da scalare e solo la squadra crede di avere ancora una chance minima che avrebbe potuto essere leggermente più consistente con scelte diverse. E cioè avendo a disposizione, e questo sin da settembre, cinque uomini pronti per i cambi e magari una prima punta capace di dare una mano a concretizzare le occasioni che i compagni, sia con Marino che con Tesser, hanno sempre saputo costruire. Ormai c'è da affrontare ciascuna partita come un'occasione, isolata da tutto il resto, nella quale tenere alta la bandiera e regalare qualche emozione ai reduci che seguono l'Unione. "Ho sempre detto ai ragazzi che il nostro obiettivo è salvarci sul campo a prescindere dalla penalizzazione monstre". E per fare questo Giuseppe Marino ha nello spogliatoio la classifica che parla di 24 punti conquistati (8 con la gestione Tesser). Uno stimolo che ha sempre funzionato quando il tecnico napoletano c'era e quando è stato accantonato con i risultati sempre, viste lo condizioni date, dalla sua parte. Servono ovviamente altri test ma contro il Lumezzane si è vista una Triestina compatta, manovriera, cortissima di panchina come lo è stata negli ultimi due mesi e mezzo. Marino forse trasmette meno ansia da prestazione, utilizza un difensore in più rispetto ad Attilio, ha battezzato un match in pressing ma non asfissiante con una prima frazione superiore all'avversario ma non dominante e una seconda parte certamente più arrembante. Atteggiamento già visto nelle prime dieci gare di questo campionato. Un singolo episodio vive di episodi e contro il Lumezzane l'Unione ha colto le occasioni oltre a trovare un gol da cineteca con Jonsson, a ritrovare i drib bling di un tempo di D'Urso, a rivedere un Voca che si è ricordato di avere un passato da leader in serie B. Davanti c'è l'ultima settimana di mercato: dopo tre partenze pesanti (e se ne aggiungerà qualche altra) arriverà qualche pedina? La società sta riducendo i costi nella logica di ripartire dalla D, si auspica pianificando un rientro del debito, pagando le spese correnti e non incorrendo in altre penalità. Il gruppo sta dimostrando di esserci comunque. Passo dopo passo (anche falso) ma sempre a testa alta.
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Me sa che Sassari ga cavalcà la nostra serata storta, sfidandone a tirar da tre e intasando l'area. Iera tutti tiri ben costruidi e da cior, ma no entrava un... Probabilmente i gavessi cambià difesa, se gavessimo inizià a segnarli prima, ma finche continuavimo a tirar e sbaiar... Alla fine semo venudi fora nel quarto quarto, parziale da 32 punti, taia gambe. Giusto cusì...
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Da LungomareNatisone · Inviato
Sulla Lazio non so nemmeno cosa dire visto la catastrofe che sta portando avanti L*t*to, quindi la butto sull'ironia ripubblicando un tweet visto stamattina: "Trump, lassa perde la Groenlandia e comprate a Lazio". Intanto un buon punto per tenere a debita distanza il Lecce, che di sti tempi non si sa mai con mezza squadra in vendita.. -
Da LungomareNatisone · Inviato
Credo Forest si riferisse al solo lato calcistico e nello specifico al Chievo di Delneri che al primo anno di Serie A a natale era primo in classifica con Corini e altri 22 sconosciuti -
Da MangiafuocoMcrae · Inviato
Alle olimpiadi tutti giocano ogni 2 giorni perciò è abbastanza parificato lo sforzo,anche se a sentire Soragna ed altri,il più grande rammarico che hanno per la finale olimpica con l'Argentina è aver avuto 20 ore di riposo in meno,che alla 4/5 partita in 10!giorni fa la differenza. Qua la differenza si sente tra chi gioca solo la domenica e chi fa le coppe e magari viaggia in posti scomodi. Ma oggi secondo me non si può parlare di stanchezza,anzi tra le due stava peggio Sassari
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