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I suntini sandrini di martedì 19 febbraio 2019


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MARTEDI' 19 FEBBRAIO 2019

- La Trieste cestistica ha tifato e festeggiato per lui: Michele Ruzzier con la sua Cremona ha vinto domenica la Coppa Italia, un risultato insperato: «Una vittoria imprevista e perciò ancora più bella - racconta nell'intervista di Lorenzo Gatto - Inseriti nella parte del tabellone che comprendeva Milano sapevamo che ci aspettavano sfide proibitive. L'impresa della Virtus e l'eliminazione dell'Armani ci ha aperto una strada che siamo stati bravi a percorrere. Abbiamo approfittato di quel pizzico di buona sorte che in queste occasioni è fondamentale e siamo arrivati fino in fondo».Buona sorte sì ma anche tanto talento e classe in tre partite che hanno messo in mostra un sistema di gioco, quello orchestrato magistralmente da coach Sacchetti, che ha funzionato a meraviglia. «Sono state partite giocate bene e gestite con autorità - continua Michele - nelle quali abbiamo sempre meritato di vincere. Sono contento per la società, la squadra e naturalmente anche per me stesso. Credo che questa sia la mia stagione migliore per statistiche e continuità di rendimento. La vittoria della Coppa Italia rappresenta la ciliegina sulla torta di un percorso che a Cremona mi ha visto crescere e maturare anno dopo anno».Un successo che arriva da lontano, grazie anche a quel pizzico di buona sorte di cui parlava Ruzzier e manifestatosi quando, dopo la firma con la Vanoli appena retrocessa, la formazione di Sacchetti è stata ripescata grazie al fallimento di Caserta. «Devo ringraziare società e coach che, sin dal primo giorno, hanno creduto in me. Venivo da stagioni difficili, non era scontato mi dessero fiducia anche una volta ripescati in serie A. A Cremona ho trovato l'ambiente ideale per esprimermi al meglio, spero di restare e continuare a crescere». 

- Non sarà una semplice passarella, domenica per l'Old Star Game, secondo Alberto Tonut intervistato durante la puntata di "Aperitivo sotto canestro": «Anche io la penso così, la forma mentis dei due coach fa sì che si faccia sul serio, compatibilmente con la tenuta fisica degli ex giocatori». A Gorizia stanno alzando l'asticella dell'attenzione in proiezione del derby; allenamenti in palestra sotto le direttive ferree di coach Tonino Zorzi. Nell'isontino si lavora per nobilitare ancor più l'evento ma anche per rinverdire una sana rivalità fra tifoserie. Già allestiti due pullman dei vecchi tifosi della curva del PalaBigot. «Mi auguro che questo sia un buon motivo per riassaporare quel gusto di sedersi su una tribuna, con i colori della propria squadra per tifare grandi campioni del passato. Non solo, auspico che la serata di domenica sia un moto emozionale in grado di smuovere le coscienze di chi, a Gorizia, ha silenziato una grande tradizione cittadina, rinascendo esattamente come ha fatto faticosamente Trieste con l'Alma. Da questo punto di vista ho respirato buone sensazioni incontrando il sindaco Ziberna e la giunta isontina».Al di là dei nomi eclatanti, c'è qualcuno che merita menzione particolare? «Farei un torto a tanti, penso però che Gino Meneghel incarni la ruvida abnegazione di chi da triestino è riuscito ad essere decisivo con la gloriosa canotta della prima squadra cittadina; con lui tutti quelli della prima guardia, da "mio fratello" Toscia Ritossa a Ceccotti, finendo al grande Franco Pozzecco, prima giocatore e poi assistente di Dado Lombardi». Alberto Tonut vuole anche citare alcune figure silenziose che, anche se assenti, saranno vicine all'evento: «Diversi personaggi fondamentali del basket triestino e goriziano purtroppo non potranno essere presenti ma ci tengono a supportare moralmente i colleghi; parlo di Dado Lombardi, cui mando un forte abbraccio di affetto e riconoscenza, di Gianni Bertolotti, mio mentore a Trieste e Antonello Riva, fenomeno del nostro basket e mio compagno di squadra a Gorizia».A livello di numeri, ieri mattina risultavano staccati 2800 biglietti, in corsa per battere il recorddelle 5mila presenze stabilito a Bologna due anni fa. Ma alla fine Tonut sarà in campo o no? «Ho fatto recentemente una risonanza e il mio tendine d'Achille non lascia troppo spazio a velleità agonistiche. Conto nel caso di parità di subentrare per decidere il derby dalla linea del tiro libero...»

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