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I suntini sandrini di lunedì 27 maggio 2019


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LUNEDI' 27 MAGGIO 2019

- Uscire a testa alta dopo quattro sfide giocate senza risparmiarsi. L’Alma che sabato scorso ha detto addio ai play-off scudetto ha strappato applausi e sorrisi, pur con la consapevolezza che ora la vera partita da giocare è quella lontano dal parquet. E se del domani non v’è certezza, per Gianluca Mauro il capitolo che si chiude è di quelli da ricordare a lungo. Questa l'intervista tratta da City Sport

Presidente, la squadra ha raggiunto un risultato straordinario solo se si pensa a tutto ciò che è accaduto negli ultimi mesi. Quanto orgoglio scorre nelle vostre vene?

«Al di là dell’amarezza, perché sul parquet poteva finire anche in maniera diversa, da parte nostra c’è la consapevolezza di aver fatto un buon campionato: come neopromossa partivamo per salvarci, siamo arrivati invece ai quarti di finale scudetto. In questo c’è tanto orgoglio, uscito in particolare nella parte finale di stagione, al tempo stesso forse ci siamo accorti troppo tardi della nostra forza. Abbiamo fatto fatica all’inizio e spesso siamo stati altalenanti, la verità è comunque essere arrivati a giocarcela alla pari con la seconda in classifica».

Cosa le resterà personalmente di questo campionato?

«Più che parlare solo di questa stagione, al sottoscritto rimangono tre anni in cui abbiamo costruito qualcosa di importante, cambiando tanto in corso d’opera, mettendo in moto un settore giovanile importante e creando anche tanti posti di lavoro in società. In questo triennio ciò che mi ha maggiormente impressionato è il nostro pubblico: lo dico da friulano, finché queste cose le vedi da fuori non le capisci, quando invece ti integri noti quanto ti sei fatto voler bene dalla gente. Quando sono arrivato a Trieste, vedevo tremila persone che facevano fatica a battere le mani tutte assieme, adesso c’è un palazzo dello sport che tifa all’unisono. È una cosa di cui possiamo vantarci in tutta Italia».

Con i riflettori che si spengono sul campo, è ora inevitabile proiettarsi verso il futuro. Cosa attende la Pallacanestro Trieste nell’immediato?

«Abbiamo un’assemblea dei soci programmata per martedì, con l’aumento del capitale sociale come ordine del giorno che è un qualcosa che tutti i soci di minoranza avranno la possibilità di fare. La società è sana e può avere un futuro, da presidente come atto dovuto procederò con tutte le preiscrizioni alla futura stagione, coppa europea compresa. Poi ovviamente sarà la nuova proprietà a decidere il da farsi».

Per continuare l’avventura nella massima serie, si vocifera già di una fisiologica riduzione del budget. Quanto di tutto questo è vero?

«Un’eventuale riduzione del budget non significa necessariamente ridurre gli obiettivi. Quest’anno abbiamo puntato in gran parte su giocatori navigati e non su scommesse, una scelta che magari cambierà nella prossima stagione, tuttavia parlare ora di cifre è fuori luogo. Posso dire che le trattative per rilevare la società ci sono, ad ora non c’è nulla di definito ma può capitare che fra qualche giorno possa squillare il telefono e sbloccarsi qualcosa. Siamo al lavoro già da tempo, ma di certezze attualmente non ce ne sono».

Ha affermato che chi subentrerà al timone di comando, dovrà amare la città come l’ha amata lei. Tutto questo assomiglia a un addio…

«Posso dire questo: in passato, quando la proprietà mi ha garantito un certo tipo di budget, ho rivendicato il diritto e il dovere di lavorare con chi volevo io. Con la realtà attuale mutata rispetto a qualche mese fa, è normale che potrà arrivare il momento che mi faccia da parte. Se la futura proprietà mi vorrà ancora, resterò naturalmente a disposizione per valutare se proseguire la mia avventura qui, altrimenti farò un bell’inchino a Trieste per tutto ciò che mi ha saputo regalare. E lo ripeto: abbiamo fatto tre anni buoni, da un secondo posto nelle finali play-off di A2 sino alla Supercoppa vinta, alla promozione nella massima serie e alla post-season di quest’anno. Se chi subentrerà mi riterrà utile, per la Pallacanestro Trieste io continuerò a esserci».

- Come sottolinea Antonello Rodio quest'oggi, Alessandro Lambrughi nella partita di andata a Salò contro la Feralpi non ci sarà, dovendo scontare la seconda giornata di squalifica dopo l'espulsione per reazione contro il Teramo. Ma il capitano alabardato è il leader ideale per capire come sta la Triestina alla vigilia dei play-off e prevedere come saranno le sfide con i gardesani. Lambrughi, come avete preso il sorteggio con la Feralpi? «Sapevamo che a questo punto sono rimaste squadre tutte forti. Certamente sarà una Feralpi diversa dal campionato, e saranno partite totalmente differenti rispetto a quelle due. I play-off fanno davvero storia a sé, sono partite da dentro o fuori ad alta tensione e dobbiamo prepararci bene. Insomma, dimentichiamoci le partite precedenti con loro perché non centrano nulla». La Feralpi in questi play-off, in effetti, è apparsa in progresso. «Loro hanno già passato due turni meritatamente, prima con il Ravenna e poi nella doppia sfida col Catanzaro, nella quale si sono dimostrati superiori. Hanno giocatori forti, di altra categoria, certo hanno avuto alti e bassi durante il campionato, ma la loro forza non è in discussione. Saranno due partite difficili, dovremo essere sempre lucidi e attenti». Nel miglioramento degli avversari può aver influito anche il cambio di allenatore?«A quanto pare è servito, visto che hanno giocato tre partite e passato due turni. Non so che problemi c'erano prima, ma un cambio in panchina di solito dà una scossa in positivo o in negativo, per loro è stata positiva e ha portato entusiasmo».Se passerete il turno, vi giocherete tutto in 12 giorni dopo 25 giorni di stop: che impatto sarà? «A dire la verità questa è una vera incognita. Sappiamo che ci siamo preparati bene, soprattutto mentalmente, e siamo pronti, è stato un mese di allenamenti intensi vista l'importanza dell'evento, ma sicuramente questa resta un'incognita. Credo che l'impatto iniziale e il primo tempo di Salò saranno fondamentali».Come ha visto la squadra in questo periodo? «Molto concentrata, con una grande dedizione al lavoro. Sappiamo che ci giochiamo tanto, l'impronta e il pensiero sono tutti verso un unico obiettivo, per questo abbiamo lavorato bene e non vogliamo avere rimorsi». Lei però a Salò non ci sarà... «Ed è un grande rammarico non essere in campo a lottare con gli altri ragazzi, ma bisogna accettarlo. Ma chi giocherà darà il suo contributo e farà bene, come è sempre successo anche in campionato». Su quell'episodio dell'espulsione con il Teramo, cosa c'è ancora da dire? «Forse l'arbitro si è un po' fatto prendere dalla fretta. Come si vede dal video non ho fatto gesti irruenti, ho solo tirato via il giocatore dal caos che si stava creando, del resto difficile reagire in altro modo, un po' tutti sono scattati vista la gravità del fallo e la paura per Pablo».Intanto i tifosi alabardati stanno rispondendo alla grande: quanto ci contate?«Saranno due partite con una cornice bellissima, già fuori casa avremo con noi un grande seguito, poi al Rocco domenica sarà veramente uno spettacolo. Ed è giusto così, perché in queste partite, per fare grandi imprese, c'è davvero bisogno di tutti. E soprattutto nei momenti di difficoltà i tifosi dovranno essere una spinta per i ragazzi. Perché può anche sembrare di no, ma vi assicuro che dal campo anche il tifo è una componente molto importante».

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