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SandroWeb

I suntini sandrini di lunedi 10 agosto 2020

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LUNEDÌ 10 AGOSTO 2020

- Parte sotto i peggiori auspici la stagione della Pallamano Trieste. Come scrive Lorenzo Gatto oggi su "Il Piccolo", nella prima amichevole contro Isola, a due settimane dall'inizio della preparazione, Jan Radojkovic si è rotto il tendine d'achille e ieri è stato operato dal dottor Golob e il suo staff che hanno positivamente portato a termine l'intervento. Tempi di recupero stimati attorno ai sei mesi, se tutto andrà bene il centrale biancorosso tornerà in campo a febbraio del prossimo anno.Nonostante l'infortunio, Radojkovic non perde il buonumore. «Un grande inizio, davvero - sottolinea scherzando Jan - Anche quest'anno non andrò a Sassari, evidentemente è destino che non vada in Sardegna. A parte le battute, sono cose che capitano. Lavorerò per tornare in campo quanto prima». Senza Radojkovic e con l'arrivo del terzino Arsenic ancora in attesa, Trieste contro Isola ha giocato una buona partita. Tre tempi da 20 minuti che si sono conclusi con la formazione padrona di casa in vantaggio 31-25. Nei venti minuti finali spazio ai tanti giovani della panchina biancorossa e parziale di 17-6 che ha chiuso la sfida sul 48-31. «Direi che come prima uscita possiamo essere soddisfatti- sottolinea il ds biancorosso Giorgio Oveglia- Senza Jan e in attesa di Arsenic la squadra ha lavorato bene pur facendo fatica sui terzini. Abbiamo avuto un ottimo apporto dalle ali (Dapiran e Bratkovic dieci reti in due) e dai pivot (Pernic e Di Nardo otto reti)

- Primi giorni con tutti promossi in casa Pallacanestro Trieste: lo scrive Roberto Degrassi. La speranza di avere a disposizione già oggi Upson e in settimana Henry. La scelta consapevole di affrontare la Supercoppa con l'impegno che richiede ma senza forzature. «L'obiettivo è arrivare melle condizioni migliore il 27 settembre, quando inizierà il campionato».Non può che essere un bilancio parziale quello dei primi tre giorni di allenamento. Eugenio Dalmasson ci prova. «Abbiamo svolto sei allenamenti in tre giorni, tra parte atletica al Grezar e lavoro all'Allianz Dome. La squadra sta reagendo bene e adesso il lavoro diventerà più sostanzioso anche se senza contatto nel rispetto dei protocolli. Fondamentali, 3 contro zero», spiega il coach. Finora si sono visti all'opera Fernandez, Laquintana, Alviti, Grazulis, Da Ros, Coronica e i giovani Arnaldo, Longo e Pieri. Cavaliero ai box dopo aver effettuato un "tagliando", Udanoh in attesa dell'erede ma esperienza ed etica del lavoro sono garanzie e aggregarsi con qualche giorno di ritardo non è un problema.Curiosità ed impazienza semmai riguardano i nuovi stranieri senza precedenti nel nostro campionato. «Upson ha concluso il periodo di quarantena e domani (stamani, ndr) effettuerà le visite mediche e ottenuto l'ok potrà unirsi ai compagni. Intanto sabato ha conosciuto la sua nuova squadra e ha seguito i due allenamenti, abituandosi al clima biancorosso. Non forzeremo i tempi, però, è fermo da tempo a causa del lockdown e le due settimane di quarantena appena trascorse sono state pesanti dal punto di vista psicologico. Immaginate il disagio di un giocatore che sbarca dall'aereo dagli States, arriva in una città e in un Paese completamente nuovi e deve subito venir recluso in una stanza di albergo per 15 giorni», spiega il coach. A metà settimana si concluderà la quarantena per Myke Henry. «Ma prima di quel giorno dovrebbe esserci il via libera per accelerare le verifiche per i giocatori provenienti dagli Usa, con due tamponi in 72 ore. Sarebbe un'ottima notizia per Milton Doyle visto che, in attesa che il consolato di Chicago completi le pratiche per il viaggio in Italia, si andrà oltre Ferragosto», aggiunge Dalmasson.Udanoh, rimasto in Italia, ha già svolto le visite mediche ed è pronto per unirsi al gruppo quando avrà stretto per la prima volta tra le braccia la sua primogenita. Al momento l'unico straniero al lavoro è l'unico europeo, Andrejs Grazulis. «Si sta confermando un grande lavoratore, un vero professionista, molto attento». Nei prossimi giorni si aggiungerà ai biancorossi Matteo Schina, legato all'Allianz da un quinquennale, e tornato da Caserta dopo che non è stata accolta la richiesta di iscrizione del club campano in A2. L'intenzione della PallTrieste resta quella di fargli maturare un'esperienza nella seconda lega ma in attesa di sistemazione lavorerà con la squadra.Il 30 agosto in casa contro Trento il primo atto della Supercoppa. Complessivamente sei partite in 16 giorni, un vero e proprio tour de force. Come lo affronterà l'Allianz? «Dovremo tenere conto che di fatto per due settimane non ci alleneremo più. Le partite rappresenteranno anche la preparazione verso il via al campionato. Noi come le altre squadre dovremo essere bravi a dosare le forze, non si può rischiare di compromettere l'inizio della stagione. Vedercela contro Venezia, la favorita, Treviso e Trento sarà un eccellente test tecnico anche se, qualora non dovesse passare la possibilità di evitare la quarantena con i tamponi in 72 ore, diverse squadre saranno incomplete»

- Due settimane di vacanza nella sua casa a Sorrento non servono tanto a staccare la spina quanto a ritemprare la mente. Più che ferie un periodo di riflessione per Carmine Gautieri. Perché il pensiero lo porta sempre a Trieste dove ha lasciato un conto in sospeso. Due mesi di ambientamento, due mesi di costruzione e proprio quando Gautieri vedeva i frutti del suo lavoro (e di quello a gennaio di Milanese) il lockdown. Insomma un percorso interrotto nemmeno a metà e con un playoff buono concluso con l'amaro in bocca. «Non sono a Trieste ma penso alla Triestina e mi sento quasi ogni giorno con Mauro - esordisce Gautieri -. Prima di ferragosto torno perché c'è tanto da lavorare per preparare la ripresa».La società sta lavorando sodo per creare le migliori condizioni. La Legapro invece cambia le regole in corsa. La rosa ridotta a 22 giocatori creerà qualche difficoltà?«Andavano fatte delle riforme ma quella della riduzione delle liste non era a mio avviso una priorità. Non è scontato che dia una mano sul piano economico alle squadre meno ambiziose e crea difficoltà a chi ha tanti giocatori sotto contratto. Mi pare che la sciagura del Covid non ci abbia fatto fare dei significativi passi in avanti».E sul piano tecnico?«Per quanto mi riguarda sono tranquillo. Una rosa di 22 ben assortita, come vogliamo fare, mi dà ampie garanzie. Certo con infortuni e squalifiche ci sarà da ragionare ma in fondo quando giocavo io si ruotavano 14-15 giocatori anche in serie A».D'accordo ma la Triestina è già adesso in overbooking con i rientri dei prestiti. Siete pronti a scremare?«Io punto su 22 elementi e il discorso è già stato messo in chiaro con la società e con quelli che non faranno parte del progetto. Anzi voglio partire sin da Ravascletto con gli uomini sui quali puntiamo. Non voglio che ci sia qualcuno che può disturbare il lavoro».Ma il mercato è in piena evoluzione ed è improbabile che Milanese riesca nel frattempo a indirizzare altrove chi ha un contratto.«Sappiamo che possiamo contare su un gruppo numeroso e che ha fatto bene. Ai tre quattro-innesti devono corrispondere altrettante uscite».A proposito di arrivi Rizzo è un rinforzo importante?«Conosco le qualità e le caratteristiche del giocatore e sarà preziosissimo per il nostro centrocampo. E poi conosce bene sia Lodi che Sarno e so che si sono parlati».Comincerete ad allenarvi anche prima della partenza per la montagna?«Sì ho intenzione di cominciare a lavorare sul campo appena finiti, i tamponi, i test medici e quelli atletici».E poi?«Sono convinto che stare due settimane assieme e al fresco sia un momento fondamentale della stagione. Ci si può allenare con le partite distanti, si può rafforzare il gruppo, si alimenta la cultura del lavoro e cominceremo a provare diversi moduli di gioco partendo dal 4-3-3».Eppure la stagione che arriva ha tante incognite e non si sa ancora quali saranno le avversarie.«Per ora pensiamo a noi. Voglio una Triestina che sappia giocare a calcio, divertirsi ma anche saper affrontare alcuni match con quella cattiveria necessaria su alcuni campi. Un conto è giocare a Padova, altro a Fano o a Fermo. Insomma dovremo essere capaci di saper cambiare pelle».Oltre al Padova e al Modena anche la Samb si sta rafforzando. E poi potrebbe arrivare la Ternana. «Sì ma magari anche Perugia o Pescara. Ogni anno ci sono 4/5 squadre al top. Guardiamo al nostro obiettivo che è vincere perché se lo merita la società, la piazza e i tifosi. La pressione non è un problema ma uno stimolo».Tifosi che tuttavia devono ancora restare fuori dai giochi. Non le sembra un paradosso?«Peggio non c'è rispetto per loro. I cinema e le discoteche sono aperte, nelle manifestazioni sportive minori c'è il pubblico contingentato. Perché per il calcio si usa un altro metro? La pressione delle istituzioni sportive finalmente sta salendo. Penso e spero che almeno in parte a settembre gli stadi saranno riaperti. Sempre tutelando la salute di tutti che resta la priorità».

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