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Esperienze in bici


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(3) Bike-tour "Scienza e Natura"

Il Carso, l'Area di Ricerca, il Sincrotrone.

Su questo percorso si possono ammirare alcuni particolari ambienti naturali della provincia: la landa carsica, le aree di rimboschimento forestale, i fenomeni erosivi carsici e soprattutto la spettacolare Val Rosandra (foto 1). Si attraversano inoltre gli importanti siti scientifici dell'Area di Ricerca di Padriciano e del Sincrotrone di Basovizza(foto 2), che hanno ben valso a Trieste l'appellativo di "città della scienza".

Descrizione del tour: Partenza da P.zza Oberdan con tram per Opicina, fermata a Campo Romano per iniziare il giro in bici. Si prosegue lungo la ex-SS. n. 202 in direzione Trebiciano, poi un comodo sterrato porta fino all'Area di Ricerca di Padriciano e successivamente al Parco Globojner. Sempre per sterrati si arriva al Sincrotrone; da qui un breve tratto di strada ciclabile porta a Basovizza. Si pedala quindi in direzione della Foiba di Basovizza, monumento nazionale, e lì vicino troviamo l'area forestale sperimentale del Bosco Bazzoni con le sue essenze arboree pregiate. Si scende a Draga S. Elia e, lungo la pista ciclabile (ex ferrovia), in leggera discesa si percorre la splendida Val Rosandra. L'ultima parte dell'itinerario, molto panoramica, scorre sempre in discesa sulla ciclopista asfaltata ed attraversa la periferia agricola ed urbana della città.

Caratteristiche del percorso:

durata 3 ore - km. 28- leggeri saliscendi - più di metà del percorso è su sterrato - percorribile con Mountain-Bike o City-Bike

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(4) Bike tour "Arte e Natura"

Tra Italia e Slovenia: da Opicina a San Daniele del Carso (Štanjel)

S. Daniele del Carso ha una storia antica ed un'urbanistica particolare: villaggio preistorico, abbarbicato su un piccolo colle, è posto in posizione

strategica nel bel mezzo del Carso. Per difendersi dalle invasioni turche le case ed i palazzi sono stati eretti a semicerchio, tra il castello e le torri della porta cittadina. Degni di visita sono appunto i resti delle torri e del castello, la chiesa di S. Daniele del XV secolo, le vie strette e lastricate di pietra, la casa carsica o "romanica", il giardino di Villa Ferrari, creato dall’architetto proto-razionalista Max Fabiani che fu sindaco del paese.

Nel castello, si può visitare una mostra permanente delle opere di Lojze Spacal (tel. 00 386 5769 01 97), pittore triestino di origine slovena, che per eseguire le sue opere si è spesso ispirato ai temi ed alla natura del Carso (in foto 2 ne ammiriamo un tipico esempio).

In bicicletta, partendo da Opicina, si raggiunge dopo pochi km. il valico confinario di Fernetti-Ferneti?i. In territorio sloveno, appena superato l’abitato di Sesana (Sežana), si svolta a sinistra in direzione di Šmarje e di Križ. Da qui in poi il Carso ci appare nella sua peculiarità ambientale: prati e lande, rilievi e doline, boscaglie e coltivazioni, villaggi e casolari si alternano armoniosamente come in un quadro naif! Proseguendo si incontrano gli abitati di ?epulje, Dobravlje, Ponikve fino a San Daniele del Carso. Si entra nel paese attraverso l’antica porta ed esso appare subito nella sua arcaica bellezza.

Al termine della piacevole visita a Štanjel, si ritorna verso l'italia prendendo la strada per Dutovlje. Da qui si punta verso il valico di Monrupino-Repentabor, ma prima di arrivarci, in località Dol pri Vogliah, si svolta a destra in direzione di Sežana, per superare il confine nuovamente a Fernetti-Ferneti?i.

Caratteristiche del percorso :

durata 5-6 ore - km 55 - salite e saliscendi non impegnativi su strada asfaltata – percorribile con Mountain-Bike e City- bike

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(5) Bike tour "Il Terrano"

Il Vino del Carso

Il Terrano è il tipico vino carsico. Di colore rosso scuro, corposo, leggermente aspro, questo vino è il principe delle "osmizze", ovvero delle cantine e delle corti dei vignaioli aperte al pubblico in determinati periodi dell'anno (nella foto vediamo il caratteristico frasco, posizionato agli incroci stradali, segnala la presenza di un'osmizza).

È possibile inoltre degustare il Terrano anche nelle trattorie del luogo, magari accompagnato da un piatto di gnocchi con selvaggina.

Assieme al vino questo itinerario offre particolari scorci naturalistici come l'Orto Botanico "Carsiana" (tel. 040 22 95 73 - www.carsiana.it), lo stagno di Colludrozza e il bosco di Monte S. Primo.

Descrizione del tour: Partenza da Piazza Oberdan con tram per Opicina, fermata a Campo Romano. Stesso percorso del bike tour “Dal Carso al Mare” fino a Prosecco. Si prosegue in direzione di Gabrovizza e poi di Sgonico. Prima di arrivare al paese si incontra l'Orto botanico "Carsiana", ricco di specie vegetali tipiche del Carso. Si prosegue quindi per Sales e per lo Stagno di Colludrozza. Arrivati a S. Croce si prende uno sterrato in direzione di Prosecco, attraversando la pineta di Bosco S. Primo. Da Prosecco strada inversa dell'andata per ritornare a Opicina.

Caratteristiche del percorso:

durata 3 ore - km. 27 - qualche saliscendi, circa 5 km di sterrato a volte ciottoloso - percorribile con Mountain-Bike o City-bike

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(6) Bike- tour: Il fiume che scompare

Tra Italia e Slovenia: da Basovizza a San Canziano (Škocjan)

Alle spalle di Trieste, l’altopiano carsico offre una miriade di itinerari adatti all’uso della bici. Alcune località meritano però una visita dedicata, sia per la bellezza naturalistica che per l’importanza storica e culturale che vantano. Tra queste vi sono l’Equile di Lipizza ( tel. 00386 5 739 15 80) e le Grotte di San Canziano (Škocjanske Jame, tel. 00386 5 70 82 100).

Partendo da Basovizza (raggiungibile con l’auto o con il tram per Opicina ed una breve pedalata lungo la Strada provinciale), si arriva al valico italo-sloveno di Lipizza. Da qui uno sterrato porta direttamente agli ampi pascoli dell’equile lipizzano, famoso nel mondo per l’allevamento e l’addestramento dell’omonima razza di cavalli, preferiti dagli Imperatori d’Austria per bellezza ed intelligenza. Sono visitabili le scuderie ed il complesso equestre (foto 2).

Si prosegue verso Corgnale (Lokev) e da qui un altro sterrato ci porta a San Canziano. Qui il fiume Reka si inabissa e riemerge (dopo 35 km di corso sotterraneo) vicino al mare presso S. Giovanni di Duino, con il nome di Timavo. La visita, a pagamento, dura circa un’ora e mezza e si sviluppa attraverso ampie sale ricche di stalattiti, stalagmiti, colonne, veli ed altre formazioni calcaree.

Il rientro in bici attraverso stradine secondarie, in parte sterrate, fino all’abitato di Cosina (Kozina). La strada principale porta al confine di Pesek-Kozina e dopo pochi km si giunge a Basovizza.

Volendo continuare a pedalare, lontano dal traffico e in ambienti di particolare valore naturalistico, si può proseguire verso la pista ciclo-pedonale della Val Rosandra. Superato il valico di Pesek-Kozina, una strada porta all’abitato di Draga S. Elia, da dove comincia un ampio percorso, sistemato ed attrezzato sul sedime ferroviario della linea che congiungeva la stazione di Trieste-Campo Marzio con Cosina. La ciclopista è in leggera discesa, lungo tutto il Parco Regionale della Val Rosandra. Il suo aspetto di valle alpina, a pochi km dal mare, e le sue pareti scoscese hanno da sempre suscitato l’interesse di botanici ed alpinisti: percorsi ben attrezzati per l’arrampicata sono predisposti nelle zone più interessanti. La ciclopista prosegue toccando le località di S. Antonio in Bosco e prossimamente arriverà fino al quartiere triestino di S. Giacomo.

Caratteristiche del percorso:

durata 4 ore (+ 1 ora e 30 min.) - km 33 (+ 15 km) – vari saliscendi non impegnativi; tratti su sterrato per complessivamente 7 km – percorribile con Mountain-Bike e City-bike

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(7) Bike- tour: da Muggia a Capodistria e ritorno

Tra Italia e Slovenia: Muggia, Capodistria (Koper) e dintorni

Muggia e i suoi dintorni, unici lembi d’Istria in territorio italiano, fanno da cornice a questo itinerario cicloturistico che si snoda, lungo il mare e sulle colline retrostanti la cittadina, fino alla città di Capodistria in Slovenia (stratema.sigis.net/www/istria/b-vcappi.htm).

Si può raggiungere Muggia (www.triestetourism.it) anche con un’imbarcazione che trasporta persone e biciclette partendo direttamente dalle Rive di Trieste.

Giro in bici nel centro di Muggia: la piazza principale, con il Duomo ed il loggiato del Municipio, i resti del castello e delle mura, l’antico mandracchio (foto 2), la casa in stile veneziano. Si prosegue lungo il mare, in direzione di S. Rocco, ove è sorto un moderno centro nautico, ben inserito nel contesto architettonico e naturalistico circostante (www.portosanrocco.it). Pedalando lungo la costa muggesana si giunge al confine italo-sloveno di S. Bartolomeo. Superato il confine si raggiunge Ancarano (Ankaran), località balneare famosa soprattutto come centro di cura; si prosegue svoltando a destra e si attraversa una pianura bonificata delle ex saline. Raggiunto il paese di Bertocchi (Bertoki), ci si dirige verso Capodistria, lungo la vecchia strada che la congiungeva a Trieste.

Capodistria (foto 1)è un antico centro, ora capoluogo della provincia litoranea slovena. Ha un impianto urbanistico tipicamente veneziano, simile a quello di altre cittadine della costa istriana e dalmata, che un tempo erano dominio della Serenissima.

Si ritorna verso Rabuiese (Skofije), abitato ubicato vicino al confine italo-sloveno di Rabuiese, lungo una salita non molto impegnativa. Rientro a Muggia lungo una stradina secondaria.

Variante più breve, ma ciclisticamente un po’ più impegnativa, attraverso i colli che dominano Muggia: superato il valico confinario di S. Bartolomeo, dopo poche centinaia di metri si incontra una stradina che porta sulle colline di Crevatini (Hrvatini). Dalla strada si godono ampi panorami sul Golfo di Capodistria e sul litorale sloveno, fino a Pirano (Piran). L’ambiente agreste, coltivato anche a vigneto, uliveto e frutteto, rende piacevole la traversata in quota, da Kolomban a Jelarji. Lungo la strada si possono gustare il Malvasia, tipico vino della zona e altre specialità istriane e slovene. Una veloce discesa porta da Jelarji al valico di Rabuiese, per rientrare a Muggia.

Caratteristiche del percorso

durata 4 ore/3 ore - 38 km/ 21 km - una salita prima di Skofije, 2 km.- variante breve: una salita tra S. Bartolomeo e Hrvatini-Krevatini, 3 km. - tour su strada asfaltata - percorribili con Mountain-Bike o City-Bike.'

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(8) Bike tour "Grotte e villaggi"

La Natura Abitata

Questa zona del Carso ha mantenuto più di altre il suo antico patrimonio urbanistico ed etnologico. Possiamo attraversare ed ammirare i caratteristici paesi carsici con le vie strette e tortuose, su cui si affacciano case di pietra dalle piccole finestre e cortili ancora animati. Lungo questo breve itinerario ci si deve soffermare a visitare la Grotta Gigante, la più ampia caverna sotterranea al mondo aperta al pubblico.

Descrizione del tour: Partenza da Piazza Oberdan con tram per Opicina, fermata al capolinea per iniziare il giro in bici. Ci si dirige verso Borgo Grotta Gigante per entrare nell'omonima grotta, aperta tutto l'anno (visita a pagamento, tel. 040 327.312).

Si riparte in direzione di Rupingrande e qui si può visitare la "casa carsica", interessante museo etnografico sugli usi e tradizioni delle popolazioni locali (prenotare la visita, tel. 040 32 72 40). Da Rupingrande si va a Zolla, dove una breve salita ci porta alla Rocca di Monrupino (foto), antica ed importante chiesa fortificata di epoca medievale. Ora la strada continua in discesa per ritornare a Opicina. Una sosta ancora al laghetto di Percedol, oasi naturalistica creata a salvaguardia del particolare ambiente carsico delle "doline" e della fauna del piccolo specchio d'acqua.

Caratteristiche del percorso: durata 1 ora e 30 min. - km. 15 - qualche tratto di salita tra Rupingrande e Zolla – percorribile con Mountain-Bike o City-bike

FINE

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  • 5 years later...

A queste foto ghe tegno tanto. Iera la prima volta delle Dolomiti nel (oramai) lontan 1989.Semo andadi fin Arabba in corriera e dopo tutto in bici. El model de bici disi tutto.

http://img23.imageshack.us/img23/7751/63g.png

Arrivo su Pordoi ( distrutto) per el giro .

http://imageshack.us/a/img11/5899/3yr.png

Ultima per adesso. Ritorno in bici da Arabba fin a Belluno per ciapar la corriera per Trieste. Doveva esser tutta discesa. Mai sbaglio fu più grande.Vento msempre contro e caldo micidiale. Alla fine un grande divertimento.

http://img841.imageshack.us/img841/8010/a6b.png :s'ciopado: :s'ciopado:

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Per onestà intelletuale ve posto la foto dell'arrivo a Belluno dopo una lunga e travagliada pedalada. Mostro 15 anni de più de quei che go. Ma xe finido tutto ben perchè tutto el resto xe "noia".

http://img842.imageshack.us/img842/7442/0nfc.png

PS. Volevo farme "figo" col Photoshop. Ma no me gaveria credudo nissun :merodolodalrider: :s'ciopado: :s'ciopado:

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Bon dai deso che lo go resuscità sto post devo contribuir!

oggi pedalatina in salita un Tajano da casa fasendo tutta la ciclabile, salindo da Klanec, sotto el viadotto dell'autostrada, per quella che ciamemo la salita ignorante perchè non la mola un attimo ga delle rampe sconnesse al 20% e perchè te son sempre esposto a sud e co xe sol (come oggi) te mori.

Ritorno per la classica fin Hrpelje, ciclabile, cattinara e casa. In totale quasi un cinquanti de km (praticamente tutto in fuori strada) con 1100 de dislivel el tutto in 2h 35' .

Che bona la lasko al rifugio, chissà perchè le birete in zima alle salite le ga sempre un gusto magnifico!

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1100 de dislivel??? Ma no podè postar qualche giretto per esseri umani?? Per esempio: si posteggia da me a Padriciano, poi Trebiciano, per sentiero fino al vecchio confine di Gropada, giù fino alla strfa bianca per Sesana, poi Orlek, di nuovo Trebiciano e confine Gropada, giù a destra per Basovizza e ritorno a Padriciano. Per il posteggio due birre all'ora. 26 km, un ora e mezza, 200 dislivello e la birra xe bona lo stesso e sopratutto se sopravvivi..

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Per mi miscredenti o dubbiosi ve fazo veder la mia ultima "creatura" Telaio Dedacciai con forcella e carro posteriore in carbonio.. Moltiplica o corona in carbonio. Corona 34x52 . Ruota libera 12,13,15,17,19,21,23,25 e per i momenti de sconforto el 28.

http://img521.imageshack.us/img521/51/3uag.jpg

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Guest nikibeach

Vabbé dai posto anche io qualche impresa fatta in montagna quando ero giovane, bello e sportivo...

Premetto che per circa un anno andavo solo in bici, l'allenamento era ogni giorno partenza da via San Francesco bassa per andare su fino a Opicina e ritorno (il record personale mi sembra fosse sui 15 minuti). Sabato riposo e domenica pedalata fino a Grado passando però da Basovizza e partendo sempre da via San Francesco.

A luglio siamo andati in Val Badia sette giorni con base operativa all'armentarola (sopra San Cassiano) e la mi sono divertito come un pazzo. Si partiva comunque sempre da casa (partivamo in tre, io mio padre e un mio amico, poi io ero l'unico che tornava anche a casa in bici). Nell'ordine ho fatto:

1° giorno: passo Armentarola e Passo Giau con al ritorno inveitabilmente il Falzarego.

2° giorno: passo armentarola, mega discesa fino ad Arabba e poi Pordoi, Sella, Gardena, Campologno e ritorno sempre per il Falzarego.

3° giorno: inevitabilmente Armentarola, discesona fino alla Maramolada, Sella, Gardena e ritorno all'Armentarola.

4° giorno: Armentarola, Santa Croce, Tre cime di Lavaredo e ritorno con il Santa Croce e Falzarego e per la prima volta in vita mia ho avuto una crisi in discesa dall'armentarola, sono arrivato a casa che tremavo come una foglia!

Poi vabbé lo Stelvio, Vrsic e altre salitelle come il passo delle Erbe più vabbé quei passi citati fatti altre volte ma non come quella settimana intensa e bellissima che penso mi porterò dietro tutta la vita!

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Risposta sbagliata ehehehe.. :s'ciopado: :s'ciopado: Forse ti sei confuso scrivendo Passo Armentarola? Forse volevi scrivere P.sso Valparola? Comunque ti meriti un bravo e dei complimenti per i bellissimi e impegnativi giri.. Spera di non avere mai una crisi di fame. Allucinante. Ti senti uno straccio privo di qualsiasi forza :piacere: . :vabenon:

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Guest nikibeach

Risposta sbagliata ehehehe.. :s'ciopado: :s'ciopado: Forse ti sei confuso scrivendo Passo Armentarola? Forse volevi scrivere P.sso Valparola? Comunque ti meriti un bravo e dei complimenti per i bellissimi e impegnativi giri.. Spera di non avere mai una crisi di fame. Allucinante. Ti senti uno straccio privo di qualsiasi forza :piacere: . :vabenon:

Eheheh grazie ma ero giovane e aitante, si comunque passo Valparola hai ragione e pensa che ho la casa proprio la sotto! La crisi di fame è stata devastante ma per fortuna, per assurdo era in discesa e quindi tutto sommato contenibile nonostante il freddo terribile....

Mi ricordo che andavo avanti a barrette Enervit, Enervitene ma soprattutto uva passa e banane, altro che doping! La bici resta comunque qualcosa di meraviglioso che ti fa staccare dal mondo e ti porta in una realtà parallela e mi manca un casino....

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La bici resta comunque qualcosa di meraviglioso che ti fa staccare dal mondo e ti porta in una realtà parallela...

Sta frase xe el sunto del mio bike pensiero

Nikibeach complimenti per quei giri mi me li sogno me piasesi farme prima o poi una roba del gener ma so za de no rivar nonostante la mole de allenamento che go nelle gambe. Xe prima de tutto una question mentale e la testa o te la ga o no te la ga. Mi no la go.

Al massimo me son fatto un 2 anni fa al seguito del giro d'italia un Grappa e el giorno dopo un Zoncolan + sella Valcalda.

So sempre andà in mtb ma go comincià a corer da poco più de 5 anni dopo che me iero rovinà i genoci zogando a balon.Pian pianin go cominciòà a far garette qua in zona. Me son tanto innamorà della mtb che fin l'anno scorso organizzavo la gara a prosecco (in 4 anni ierimo rivadi ad organnizzar un triveneto che per importanza xe secondo quasi solo agli assoluti italiani....) sto anno ne ga toca rinunciar per motivi de copertura finanziaria visto che Comun e Provincia, come per gli altri sport, non ga ancora deciso se dava o no contributi....

El ciclismo xe uno sport de sacrifici dove no se pol inventar niente se no te son in forma xe poco de far (trucchi e trucchetti sporchi a parte che secondo mi iuta ma miracoli no fa...) Ogni sacrificio indifferente dal risultato (quando xe l'agonismo ma pol esser benissimo fine a se stesso per realizzazion personale) ga el suo perchè e te riempi de soddisfazion.

El più delle volte comunque el solo finir un giro appaga de tutti gli sforzi fati. E una bona magnada in compagnia con qualche bireta fa el suo e reintegra tutti gli sforzi fatti!

Comunque a 36 anni no go ancora avu coraggio de montar sora una bdc (solo per far un giretto per veder de gaver regola ben un cambio in un parcheggio...) ... me cago doso quelle gommette da meno de un centimetro gonfiade a 12 atmosfere non me da sicurezza.....

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Guest nikibeach

Rio, devi provare... Ormai lo stile di pedalata tra le due "classi" è molto simile ma con la bici da corsa vedi una differenza abissale di quanta "pressione" ha la pedalata perché non hai dispersione come con la Mtb. Le ruote tengono non temere, ovvio se c'è brecciolino si vola ma questo anche con lo scooter!!

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Riodario per uno che disi de amar la bici (almeno cusì go capido) la frase "per mi xe un sogno" no ga modo de esister. La bici xe sacrificio? Se te parti con questo principio te pol provar andar per tutto. Se al limite no te ghe la fa te pol sempre restar orgoglioso de aver provado. Osservazion da uno che in bdc va da sempre; quelle due rode de 20mm gonfiade a 9 atmosfere xe super sicure. Lasa a casa la question mentale e el sentido dir. Provar per creder. Se mai te pol occorer una man per "sbloccarte" posso darte una man. Le gambe me servi a mi. :merodolodalrider: :s'ciopado: :s'ciopado:

fp17. sbagliado anche ti. se andadi troppo lontan!!! Aiutin, comincia con Val.......

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Guest nikibeach

È difficile entrare nella testa delle persone e capire perché uno pedala e in cosa trova la forza per farlo, io personalmente ho affrontato ogni salita con la certezza che sarei arrivato in cima, magari mettendoci un giorno interno ma usando il mio passo e magari sognando nel mentre e alla fine ci sono sempre riuscito. Partire con l'idea non ci riuscirò mai secondo me è un limite che non ci si dovrebbe mai porre.

Edited by nikibeach
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Guest nikibeach

Diego mi arrendo perché se sono zone "locali" purtroppo la mia esperienza è zero. Uno dei rimpianti che ho è di non aver mai fatto il Marajur o lo Zoncolan, resta però in obiettivo futuro perché non bisogna mai rinunciare!

Diego mi arrendo perché se sono zone "locali" purtroppo la mia esperienza è zero. Uno dei rimpianti che ho è di non aver mai fatto il Marajur o lo Zoncolan, resta però in obiettivo futuro perché non bisogna mai rinunciare!

Edited by nikibeach
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OK. La foto xe stada scattada a Valbruna. Dopo una meravigliosa, comica e fadigosa gita in bici/piedi.Ve posterò le foto per farve capir quanto incoscenti e foraq coi Kopi ierimo :s'ciopado: :s'ciopado:

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