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strazio mi pare la parola giusta, vedere quest’anno le partite della PT e’ per lo più uno strazio anche nel Piccolo odierno LoGa ci va giu’ pesante credo che in questo momento cio’ che infastidisce di più, o fa proprio incazzare, e’ l’immobilismo di Arcieri sia chiaro, io nutro una sincera ammirazione per lui, per la sua competenza, per la misura, mi spingerei a dire per la finezza con cui gestisce la società, virtu’ rare in un mondo di cafoni come quello sportivo, capeggiato da personaggi come Antonini ma ci sono momenti in cui bisogna agire, bisogna intervenire, evitando una stucchevole difesa del proprio operato che diventa autoreferenziale sappiamo bene che 2 anni fa ha avuto ragione lui, non ha fatto niente dopo l’infortunio di Reyes, abbiamo perso quasi sempre nelle successive partite con prove spesso indecorose, contestazione palese ma alla fine ha avuto ragione il problema è che la’ c’era un obiettivo da raggiungere nei PO a fine stagione, ora la stagione è disseminata di obiettivi alcuni di “ midterm “ cioè da raggiungere a gennaio a cui il club pare tenere molto e, a parte questo, i PO non sono affatto scontati come lo erano 2 anni fa, allora era un problema di piazzamento e addirittura arrivare quinti era meglio che quarti o secondi perché in tal modo veniva evitato il super favorito Trapani quest’anno arrivare fra i primi 8 e’ complicato senza un cambio di registro, anzi addirittura rischiamo di ritrovarci a lottare per non retrocedere, e la conquista dei PO o della salvezza passano attraverso il percorso che facciamo in regular season mesi fa credo a TdT Arcieri disse che bisognava avere pazienza, lavorare, migliorare perché una squadra trova la chimica a gennaio/febbraio bene, siamo a gennaio, forse 2 dei 3 obiettivi stagionali verranno mancati, ed è evidente che non solo una chimica non è stata trovata ma addirittura le cose sembrano peggiorate anche per colpa di infortuni a cui la società non ha ritenuto di porre rimedio Arcieri che vive la stagione h 24 con i giocatori e lo staff sa come stanno le cose e il fatto di essere connazionale gli permette di cogliere anche le sfumature nelle parole e nei comportamenti dei 7 atleti USA se continua a non fare nulla si prende un bel rischio anche personale, la sua fama di vincente infallibile costruita in questi anni in Italia ne uscirebbe pesantemente intaccata in caso di fallimento su tutta la linea mi aspetto news dopo la partita in Ungheria
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Il discorso dei brutti fascisti non c'entra niente. Anche nel "sinistrorso" (perchè poi?) basket sono intervenuti semplicemente perchè all'epoca Riccardo Illy era sindaco e lasciar fallire due realtà sportive non avrebbe sicuramente giovato al suo indice di gradimento come sindaco ed hanno salvato quella meno indebitata e meno onerosa, traghettandola ad altri soggetti appena possibile. Non vedono nello sport, almeno negli sport di squadra, un ritorno per il loro brand ma solo una voce di spesa; ed anch'io come Paolo54 non mi sento di biasimarli. La realtà secondo me è che la figura dell'imprenditore appassionato è in via d'estinzione anche in realtà cittadine infinitamente più forti dal punto di vista economico della nostra; o trovi il modo di fare business (vedi Percassi o i Pozzo), o hai altri interessi oppure prima di buttare vagonate di milioni nello sport professionistico (con tutto il sottobosco di pastette per non dir di peggio) ci pensi 100 volte.
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Riguardo al discorso caffè, ti dico con certezza che la famiglia in questione non è mai stata interessata al calcio. La sponsorizzazione in passato è avvenuta non certo per amore della maglia. Loro hanno altri interessi, amano eventi culturali di un certo tipo: moda, cucina, arte, ecc… In città un esempio su tutti la Barcolana.
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SABATO 10 GENNAIO 2026 Diventa ogni giorno più complicato, quasi stancante, cercare di dare un senso logico alla stagione della Pallacanestro Trieste. Come scrive Lorenzo Gatto su "Il Piccolo", giovedì sera contro lo Szolnoki c'era l'occasione d'oro per chiudere i conti, bissare il successo di martedì in gara-uno e vidimare il pass per la qualificazione al Round of 16 di Champions League. E invece, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata l'ennesima fumata nera. Il dato che emerge è impietoso e fotografa una mediocrità disarmante: a cinque mesi dall'inizio della preparazione e dopo tre mesi sul parquet, eccezion fatta per il trittico Udine-Treviso-Igokea e il lampo Galatasaray-Milano, questa squadra non è mai riuscita a infilare due vittorie consecutive. È un elettrocardiogramma piatto che preoccupa non solo per i risultati, ma per la totale assenza di un'anima collettiva. SEPARATI IN CASA In campo si continua a vedere pochissimo: una pochezza tecnica figlia di un assemblaggio che sembra non aver mai trovato una vera quadratura. Ma ciò che ferisce di più l'occhio del tifoso è l'impressione di un gruppo che si sopporta a fatica. Tensioni striscianti tra staff tecnico e giocatori, sguardi poco amichevoli tra i compagni: un'atmosfera pesante, priva di quel fuoco sacro necessario per superare i momenti di crisi. In tutto questo marasma, il silenzio del general manager Michael Arcieri è quasi assordante. Resta incomprensibile come una proprietà che investe tempo e risorse con una passione fuori discussione possa accettare passivamente questo stallo. Dispiace per Matiasic: il suo impegno economico e affettivo meriterebbe ben altro ritorno, ma è proprio per tutelare quell'investimento che servirebbe un sussulto, una sveglia decisa a chi dovrebbe gestire l'area sportiva. In cinque mesi, di fatto, non si è mosso un dito. Si è scelto di ignorare un rapporto tra squadra e allenatore palesemente logoro, trascinando una situazione che, invece di stabilizzarsi, è peggiorata settimana dopo settimana. L'emblema di questa gestione è il post-infortunio di Sissoko: tutti fermi, immobili a guardare mentre la squadra perdeva pezzi e certezze. L'ORA DELLA VERITA' I giri di parole e le analisi pazienti hanno ormai lasciato il posto a una stucchevole rassegnazione. Il calendario non aspetta: domani arriva la sfida delicatissima contro Cantù e martedì si vola in Ungheria per lo spareggio da dentro o fuori in BCL. Tra questi due impegni, Trieste si gioca quel briciolo di credibilità rimasta. Continuare con questo immobilismo, sperando che il problema si risolva per inerzia, non è più una strategia: è un insulto al buon senso. Quattro giorni per mettere ulteriore carne al fuoco poi, chiuso il girone d'andata del campionato e concluso il play-in di Champions League sarà il momento di tracciare un bilancio e cominciare a fare delle serie valutazioni. - È vero, la perdita di Ionita non è solo un colpo al cuore sul piano emotivo, ma anche una vera e propria mazzata tecnica. Però al momento il moldavo è l'unico partente sul mercato, a meno di sorprese dell'ultima ora gli altri sono ancora tutti in alabardato per cui quella che domani andrà a giocare a Lecco in casa della terza in classifica (allo stadio Rigamonti-Ceppi calcio d'inizio alle 17.30), sarà comunque una Triestina competitiva. Come scrive Antonello Rodio, in questa stagione Ionita era già stato assente due volte per motivi di nazionale e l'Unione aveva dimostrato di cavarsela comunque: senza il moldavo sono arrivati infatti due pareggi interni per 1-1 contro Ospitaletto e soprattutto contro il Trento, con il pareggio della squadra di Tabbiani che arrivò come una beffa solo nel recupero. CHI AL POSTO DI IONITA? Con chi rimpiazzare Ionita? Nelle due occasioni citate, a coprire il suo ruolo fu Pedicillo, che però da tempo è costretto a fare in emergenza il terzino destro. Ma con il rientro di Silvestro in mezzo alla difesa accanto a Moretti, al momento Tesser due terzini di ruolo li ha e sono Anzolin e Tonetto. E pur essendo mancini, entrambi hanno giocato spesso a destra, per cui Pedicillo potrebbe davvero essere schierato come mezzala sinistra. Se invece Tonetto non dovesse avere ancora i 90 minuti nelle gambe, ecco che con Anzolin e Pedicillo terzini, potrebbe toccare a D'Amore. L'ultima opzione è quella di Voca, che però lunedì ha giocato a destra e al posto di Crnigoj, fornendo tra l'altro l'ennesima prova deludente. In avanti, con Vertainen che al massimo potrà andare in panchina, possibile che venga riproposta la formula con D'Urso dietro a Gunduz e Kljajic. MERCATO: VIA KIYINE Venendo al mercato, ci sono anche partenze che non fanno male. Anzi, fanno tirare quasi un sospiro di sollievo, sia per il ricco ingaggio risparmiato sia per l'apporto tecnico praticamente nullo. Stiamo parlando di Sofian Kiyine, che ha rescisso il suo contratto con la Triestina e ha firmato un contratto con il Royal Stockay Saint Georges, squadra della terza serie belga. Nessun rimpianto dunque per il 28enne marocchino di cittadinanza belga, che Alex Menta aveva già cercato di portare a Trieste nel gennaio 2024, prima di riuscirvi a settembre dello scorso anno. Nel campionato passato ebbe 9 presenze, ma per soli 243 minuti in campo, prima di essere mandato in prestito al Foggia. La scorsa estate è tornato in alabardato, ma anche stavolta senza incidere: 5 presenze, 143 minuti, solo un paio di giocate di classe che comunque sono nel suo dna, ma per il resto tanta inconcludenza, a onta di un ricco stipendio, uno dei tanti che hanno contribuito al baratro economico dell'Unione. NO SCAMBIO TONETTO-CESTER È saltato invece lo scambio Tonetto-Cester con il Vicenza. Il centrocampista dei biancorossi veneti ha preferito infatti prendere la strada del Giugliano, dove approderà a titolo definitivo. Il Vicenza invece, sempre alla ricerca di un vice Costa e di un quinto di sinistra, ha dirottato le sue mire su due ex alabardati, Damiano Cancellieri che era all'Unione lo scorso anno, e Yuri Rocchetti, protagonista nel campionato 2022/23 dell'Unione.
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