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[Cronaca] AcegasAps Trieste-Banca Marche Ancona 97-91 dts


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Trieste si salva al supplementare, ma non muta la sostanza delle cose

AcegasAps Trieste-Banca Marche Ancona 97-91 dts (19-29, 35-36, 57-53, 77-77)

Wrote and powered by Alessandro Asta (a.k.a. SandroWeb)

Un autentico viaggio all'inferno e ritorno, con la consapevolezza che il vero inferno è radicato internamente alla squadra. Con questa consapevolezza che, premetto, potrà sicuramente essere sbagliata (e in tal senso la speranza è quella di veder spazzata via questa considerazione personale), si ritorna a casa dal PalaTrieste dopo la vittoria dell'Acegas ai danni di Ancona. Ma se qualcuno parlasse di partita-chiave per dare una svolta a questa stagione, la risposta del cronista sarebbe chiara: questa squadra vive alla giornata, e continua a cadere sempre nei soliti difetti visti e rivisti da ottobre a questa parte.

I due punti guadagnati oggi sono perlopiù frutto della forza della disperazione, unita alla rabbia che scaturisce dallo sguardo e dalle facce di tutti i componenti del roster: una tensione che è facilmente palpabile guardando una partita come quella di oggi, particolarmente claustrofobica per l'andamento globale (a parte il vantaggio di 12 lunghezze degli ospiti nei primi minuti di gara, si è rimasti sempre in equilibrio con scarti infinitesimi tra le due squadre). E il tutto sembra dirigersi verso la guida tecnica di un Pasini che, senza mezzi termini, sembra più dividere che unire la squadra: mettiamo da parte per un attimo la pessima percentuale da 2 odierna (e il paradosso di aver tirato incredibilmente bene da 3), o di aver vinto nettamente a rimbalzo e nel computo della valutazione globale. La nota più dolente è quella di vedere un linguaggio comunicativo pari a zero tra coach e giocatori in campo, segnale evidente (e ripeto, la speranza è quella di toppare clamorosamente nel dire questo) che c'è più di qualcosa che non va: signori, non serve essere dei Sherlock Holmes per capire cosa più di strano e ambiguo ci sia all'interno del collettivo.

Si è vinto, e ok; si è raddrizzati una partita nel modo più incredibile possibile (a proposito, la statua equestre della settimana va dedicata a Bartolucci per il canestro del pareggio siglato a 5'' dal termine dei tempi regolamentari); si è capito che non si è i soli, talvolta, a buttare le partite (Ancona a due minuti dalla fine era avanti di sette lunghezze con palla in mano); si è visto che ogni giocatore ha buttato l'anima in campo, pur dimostrando ancora tanta confusione in difesa; soprattutto, si è abbandonato l'ultimo posto in classifica. Ma tutto questo non toglie completamente, ancora una volta, l'amaro in bocca che ci si porta avanti da un pò di tempo. Disamina troppo negativa? Sicuramente sì, ma è questo ciò che trasuda dalla partita di oggi.

Una partenza a razzo degli ospiti, sospinti dalla particolare vena nel tiro dalla distanza (7 bombe in dieci minuti scarsi) fa venire una tremenda emicrania all'Acegas nel primo periodo: padroni di casa poco propensi a difendere dal perimetro, marchigiani devastanti con Ottocento a farla da padrone dalla linea dei tre punti. Trieste viene doppiata sul 12-24, concludendo la prima frazione sotto di undici lunghezze (18-29); le cose cambiano nel secondo quarto, Bartolucci fa subito intravedere che sarà la sua serata D.O.C. piazzando da solo un contro-parziale di 9-0 (27-29). La box & one mette in difficoltà la Banca Marche che piazza la miseria di 6 punti sino al 20', chiudendo però avanti di un punticino il primo tempo (35-36).

Terzo quarto favorevole per i colori biancorossi, si rivede un buon Pilat associato alle conclusioni di Metz e Muzio dalla distanza: Trieste mette il muso avanti di sette (55-48) e Ancona si fa prendere dal nervosismo (prima tecnico per Mancini, poi espulsione). Alla terza sirena Acegas a + 4 (57-53) ma tutto viene vanificato con un nuovo parziale, stavolta a vantaggio degli ospiti: 14-0 da brivido al PalaTrieste (63-70) e partita che, ai più, sembra destinata al peggio.

Ancona però paga i troppi falli commessi e la mancanza di lucidità nei ultimi 2 minuti finali, durante i quali sbaglierà parecchio negli innumerevoli viaggi in lunetta : al contrario Trieste si riaccende, sospinta dalle deflagrazioni di Metz dalla distanza, dal gioco da tre punti di Muzio e dal 2/2 di Pilat. E' 74-76, Carletti a 12'' dal termine fa 1/2 dalla linea della carità, sul capovolgimento di fronte nessuno va a marcare Bartolucci nell'angolo sinistro: bomba da 3 allo scadere (77-77) e tutto rinviato al supplementare.

La Banca Marche perde ogni tipo di smalto, sparacchia a caso e viene abbondantemente castigata da Muzio (2/2 da lontano in un minuto scarso) e dal duo Pilat-Bartolucci: sull' 87-78 la partita diventa in discesa e non ci sarà più storia sino al 97-91 finale.

Il tabellino dell'AcegasAps Trieste:

Tonetti 6, Bonaccorsi ne, Pigato 8, Muzio 16, Pilat 15, Sosi? 2, Bartolucci 21, Metz 22, Godina ne, Losavio 7.

Le pagelline veloci:

Tonetti: :6:

Bonaccorsi: n.e.

Pigato: :6:

Muzio: :7:

Pilat: :7:

Sosi?: ng

Bartolucci: :8:

Metz :8:

Godina: n.e.

Losavio: :7: meno

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Comunque se il problema è Pasini, mi sorge una domanda: come si risolve???? :confused:

Il coach ha nominato pubblicamente le incompetenze di Pigato a più riprese, mettendolo nella condizione di diventar el capro espiatorio dello spogliatoio! Fortuna che i compagni non xe scemi. Ovvio che ci si aspetti di più da Adriano, ma un coach deve creare un team affiatato e non attaccare uno o l'altro giocatore in questo modo. Dovrebbe difendere l'intero roster come collettivo! Soprattutto quando si parla con la stampa!

In secondlo luogo poi abbiamo visto tutti gli insulti diretti a Bartolucci o Pigato stesso nei cambi quando venivano fatti rientrare in panchina: c'è modo e modo di parlare con le persone. Per farsi rispettare e ascoltare ci vogliono polso d'acciaio e mano di velluto caro mister!!! :baston: E non tutti reagiscono nello stesso modo! Già qualcuno di voi, giustamente, aveva sottolineato che evidentemente il metodo del bastone e della carota non và bene per tutti: quindi basterebbe cambiar modo. Non è ammissibile che dei giovani abbiano il terrore di scendere in campo per paura di esser ripresi dal coach ed esser risbattudi in panchina in un nanosecondo. E ci credo che i zoga col terrore nei oci. :mescondo:

E poi oggi, la discesa dal campo di Pilat: mah, ok che lui era nervoso, ma xe rientrado ancora più nervoso de prima dopo tutta quella sosta nei "box"....un pit stop un po' troppo prolungato secondo mi. Motivazione?

Inspiegabile a quanto pare. Ovvio che poi ci sia la classica goccia che faccia traboccare il vaso e si senta quello che si è sentito oggi e si vedano scene così tristi....La squadra è uscita dal campo senza nemmeno fare il solito giro....mah! Non è chiaro, non è chiaro. :cherobeara: O forse ora è tutto chiaro? (mi sento marzulliana quando faccio così :p )

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Aggiungo due voti:

:9: alla compagnia con cui vedo 'ste "partide de basket", che riva a farme sorrider nonostante che 'sta squadra me fazi pianzer e disperar;

:10: ai muletti drio la panchina che ghe tirava cartine sul plexiglas, e sopratutto coriandoli che ghe se tacava sui cavei de un vice del coach! :D Pici ma rivoluzionari! :ave:

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