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La Cassazione: "I siti sono responsabili per i commenti dei lettori"

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In qualità di amministratore del sito e con un po' di preoccupazione personale, voglio condividere con voi una sentenza della Cassazione che già sta facendo parecchio discutere. Evidente che, nel "minestrone" del web, sono cose di cui dovremo tutti stare attenti d'ora in avanti.

Da Repubblica.it (link http://www.repubblica.it/tecnologia/2017/01/02/news/la_cassazione_i_siti_sono_responsabili_per_i_commenti_dei_lettori_-155302285/

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La Cassazione: "I siti sono responsabili per i commenti dei lettori"

IL GESTORE di un sito, anche non professionale, è responsabile dei commenti dei lettori, anche di quelli non anonimi, e rischia quindi una condanna per diffamazione. È quanto stabilito, per la prima volta, da una sentenza pubblicata nei giorni scorsi dalla Corte di Cassazione. Il diffamato è Carlo Tavecchio, presidente della Figc (Federazione italiana gioco calcio), per un commento pubblicato nel 2009 sul sito Agenziacalcio.it, che per questa vicenda è stato anche oscurato. L'autore del commento, inserito autonomamente, definiva Tavecchio "emerito farabutto" e "pregiudicato doc", allegando il certificato penale. In primo grado il gestore è stato assolto, in secondo grado condannato e ora la Cassazione conferma: dovrà pagare 60 mila euro a Tavecchio, per "concorso in diffamazione". Per la Cassazione c'è concorso perché il gestore doveva sapere dell'esistenza di quel commento, poiché il suo autore gli aveva mandato una mail contenente il certificato penale di Tavecchio. L'imputato invece sostiene di aver saputo del commento diffamatorio solo quando la polizia gli ha notificato il sequestro del sito.

"Adesso, con questo orientamento che per la prima volta arriva in Cassazione, rischia di essere molto difficile gestire un sito web che abbia commenti", dice Fulvio Sarzana, avvocato penalista specializzato in diritto su internet. "I gestori dovrebbero controllare ogni commento, chiedersi se può essere o no diffamatorio. Anche di quelli non anonimi", aggiunge. La questione rischia di avere ricadute notevoli sul sistema dell'informazione web. È facile riscontrare che molti siti, anche testate giornalistiche, o collegati a gruppi politici (si pensi a quello di Beppe Grillo) contengono commenti con una forte carica diffamatoria. "Il gestore sarà costretto a scegliere tra il minore dei mali. Rischiare una condanna, scegliere di censurare preventivamente commenti o togliere questa possibilità agli utenti, con grave danno alla libertà di espressione", continua Sarzana. Bisognerà vedere inoltre se, per lo stesso principio, bisognerà doversi preoccupare anche dei commenti che gli utenti mettono sotto un nostro post Facebook (o se piuttosto non ne sia responsabile Facebook).

La sentenza colpisce anche perché la giurisprudenza sembrava finora orientarsi in modo diverso: la Corte di Giustizia europea ritiene non responsabili i gestori anche per commenti anonimi. A novembre scorso è stato assolto in appello Massimiliano Tonelli, fondatore del sito Cartellopoli (sul degrado di Roma). In primo grado era stato condannato a nove mesi di carcere per istigazione a delinquere in merito ad alcuni commenti anonimi. Sembrava ormai tramontata la precedente linea interpretativa, che aveva invece portato alla condanna nel 2014 al gestore di Nuovocadore.it. Invece adesso la Cassazione entra nel merito per la prima volta e sentenzia. I gestori di siti sono avvisati. Ma non solo loro, tutti gli utenti. Considerando che chiunque sul web può gestire un sito o un altro spazio web, con i suoi (a volte pericolosi) commenti.

 

 

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Par di leggere, però, che la condanna c'è stata in quanto il gestore aveva ricevuto via mail il certificato penale di Tavecchio  e non poteva quindi ignorare i contenuti del commento.  Mi pare che il nocciolo sia qui, perchè altrimenti siamo difronte ad un attentato gravissimo alla libertà di espressione. Bisognerà approfondire e conoscere nel dettaglio le motivazioni della sentenza.

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Messa così come sta e giace, un moderatore dovrebbe preventivamente (a suo giudizio, e qua bisogna capire come uno debba valutare la cosa...) cestinare/cancellare eventuali messaggi potenzialmente diffamatori. Un caos, perché da una parte togli davvero la libertà di espressione, dall'altra l'utente stesso dovrebbe un po' camminare sulle uova nello scrivere su un forum o su una qualsiasi comunità virtuale.

Ne vedremo (e vedrò) delle belle, mi sa...

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1 ora fa, SandroWeb dice:

Messa così come sta e giace, un moderatore dovrebbe preventivamente (a suo giudizio, e qua bisogna capire come uno debba valutare la cosa...) cestinare/cancellare eventuali messaggi potenzialmente diffamatori. Un caos, perché da una parte togli davvero la libertà di espressione, dall'altra l'utente stesso dovrebbe un po' camminare sulle uova nello scrivere su un forum o su una qualsiasi comunità virtuale.

Ne vedremo (e vedrò) delle belle, mi sa...

E' giusto! Se tu consenti anche ad un "furlan" come me di registrarsi e scorazzare per il forum....è giusto che tu sia responsabile delle stupidaggini che posso scrivere!!! :p

...Ovviamente sto scherzando!

Brutta cosa da leggere! E' da capire bene il perchè e come si evolverà la materia! Potrei essere d'accordo che un amministratore non debba consentire i post di personaggi anonimi, che possono scrivere scemenze di nascosto. Si potrebbe anche pensare ad un giro di vite alle procedure di iscrizione per accertarsi che chi si iscirve sia proprio lui e non un fake, ma una volta appurata l'identità di una persona direi che solo quella ha la responsabilità di ciò che scrive! Se ad un amministratore viene segnalato qualcosa e non rimuove allora ci sta una responsabilità, altrimenti no. Se nella mia pagina facebook uno scrive una scemenza... che sia responsabilità di chi l'ha scritta! Mah!

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14 ore fa, gimmi dice:

Par di leggere, però, che la condanna c'è stata in quanto il gestore aveva ricevuto via mail il certificato penale di Tavecchio  e non poteva quindi ignorare i contenuti del commento.  Mi pare che il nocciolo sia qui, perchè altrimenti siamo difronte ad un attentato gravissimo alla libertà di espressione. Bisognerà approfondire e conoscere nel dettaglio le motivazioni della sentenza.

 Anch’io la interpreto così, ma indubbiamente sarà il caso di approfondire...

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Guest nikibeach

Personalmente non ci vedo nulla di male. Se uno viene qua a scrivere che tizio va a mignotte, o che è pedofilo è giusto che venga censurato. La costituzione parla chiaro: si possono esprimere opinioni purché non ledano le altre persone. Il web è ormai una cloaca di insulti, di esperti di tutto e fondamentalmente di insulti. Si parla chiaramente di una minoranza ma è anche ora che venga posto un freno. Chi parla con rispetto non rischia nulla. Chi invece insulta o accusa deve farlo con le prove. Segnalo che sul tema ci sono comunque diverse sentenze della cassazione ed è comunque complesso, in ogni caso penso che come gestore di un forum rischi nulla visto che non mi sembra un posto dove vengano dette cose false o offese persone, partita diversa per chi gestisce pagine Facebook. 

E comunque 10 minuti di applausi per il dottore che su Facebook ha scritto: non parlo con chi non conosce la materia vaccini!

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Qui le persone scrivono in modo educato e Sandro rischia poco...e va bene. Concordiamo sicuramente sul fatto che uno deve avere la responsabilità di ciò che scrive... Ho qualche dubbio sulle censure! Sono d'accordo che se uno scrive delle accuse di pedofilia false va censurato...ma se Sandro non si accorge di questo scritto? E se pur leggendo queste accuse pensa che possano essere vere e supportate da prove non postate? Il tema era la responsabilità di Sandro e delle altre figure amministratori di forum, posso capire una responsabilità di Sandro se l'Autorità gli intima di cancellare un post e lui si rifiuta, non perchè non si è accorto di un qualcosa che andava cancellato...di cui invece lascerei piena responsabilità all'autore dello scritto.

Edited by mario-manzanese
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E' materialmente impossibile per un gestore di community, almeno quelle grandi, leggere tutti i post, sarebbe come leggere tutti i giorni tutti i quotidiani che si pubblicano in Italia o quasi...

consiglio al gestore di agenziacalcio.it di rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea

ognuno deve essere responsabile personalmente di quello che scrive, non altre persone, specialmente se poi parliamo di fora senza scopo di lucro...

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Guest nikibeach

Ma per favore smettiamola con questo falso mito della censura, se uno esprime la propria opinione con educazione e senza offendere nessuno al mondo lo censurerà e nessuna corte lo condannerà. Se una persona insulta è giusto che paghi ed è anche giusto, in base alle condizioni, che paghi anche chi gli da questa possibilità. Se uno si prende l'impegno di gestire un forum od una pagina dove tutti possono parlare si prende oneri ed onori e se va in vacanza delega qualcuno o sospende il servizio, molto semplice. Nessuno obbliga nessuno ad esprimere opinioni o insultare è una libera scelta di cui ci si assume la responsabilità. Ci sono comunque più sentenze della cassazione e quindi va inquadrata la questione e ci sono anche assoluzioni di persone che gestivano siti quindi si sta creando un polverone sul nulla.

Aggiungo anche che esistono strumenti tecnologici per evitare insulti ed offese, se il gestore di una comunità ritiene che tizio possa dare a caio (no quel del forum :-)) del pedofilo senza prove o con le prove ma non valide si assume la responsabilità, molto semplice. Quello che si scrive sulla rete è scritto con pennarello indelebile e non a matita. 

Edited by nikibeach
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Diciamo che, dopo una dozzina d'anni ad amministrare l'SDS, neppure il sottoscritto ha capito alla perfezione quale sia la linea comune per moderare. Dipende dal contesto, da chi attacca chi e in che modo lo fa.

Al di là di sentenze e quant'altro, credo che mantenere il buon senso sia alla base di tutto. Per fortuna, di situazioni "scabrose" da parte di singoli utenti registrati (poi espulsi e bannati) ce ne siano state davvero poche su questo forum.

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La giurispredenza italiana no se smentsi mai. No i vol uscir da quell'assurdo schema mentale secondo cui per gli errori del singolo xe responsabile la società intera.

Uno ruba? Xe colpa della società che ga messo el ladro nella necessità de dover rubar.

Uno ghe spara ad una persona? Xe colpa delle armi che xe troppo pericolose.

Uno va con la moto a 100 km/h in centro e se maza? Xe colpa dei busi sull'asfalto.

E deso se uno insulta la colpa xe de chi meti a disposizion la tecnologia per poder insultar. Pazzesco.

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Che poi una roba ve chiedo, perché no seguo el calcio: sto Tavecchio ga veramente tanti precedenti? Perché se la risposta xe sì, saria el colmo che uno vegni condannado per averghe dado del farabutto a un ladro.

 

 

 

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Ma a parte questo, da moderator condivido le preoccupazioni de Sandro. Mi gestiso le sezioni più "tranquille" de questo forum, ma nonostante ciò pol capitar che per tot giorni no me connetto, perché no lo fazo de certo per lavor. Se due de lori inizia a scannarse dovesi risponder mi?

 

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Procedimenti giudiziari

Tavecchio (secondo quanto riportato da "Blitz Quotidiano") avrebbe subito le seguenti condanne alla reclusione: nel 1970 4 mesi per falsità in titoli di credito; nel 1994 2 mesi e 28 giorni per evasione fiscale; nel 1996 3 mesi per omesso versamento di contribuzioni previdenziali e assicurative; nel 1998 3 mesi per omissione o falsità in denunce obbligatorie e 3 mesi per violazione delle norme anti-inquinamento e multe per circa 7.000 euro.[25]

 

tutto poca roba ma che denota una profonta onestà de fondo

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Ah ecco.

E uno cusì se offendi se vien definido farabutto? E el tribunal ghe dà anche ragion? Non aggiungo altro, se no dovesi autobannarme.

El bel xe che alcuni se vanta che in Italia gavemo 2000 anni de storia del diritto romano, che semo i più avanti del mondo, bla, bla, bla.

Terzo mondo.

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Guest nikibeach

++ Corte Strasburgo, blog non responsabile diffamazione ++

Ma a certe condizioni. Fissata nuova regola su utilizzo internet (ANSA) - STRASBURGO, 9 MAR - Chi gestisce un blog non puo' essere ritenuto legalmente responsabile per i commenti diffamatori pubblicati anonimamente da terzi. L'ha stabilito la Corte europea dei diritti umani definendo tuttavia alcuni importanti criteri che devono essere presi in considerazione affinche' questa regola possa essere applicata.

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