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Vecio Grezar, aneddoti e curiosità!


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Cari sandrini, mi rivolgo soprattutto a chi ha vissuto abbastanza il caro vecchio Grezar.

Sto dando una mano ad un mio conoscente (Sandro Solinas), che dopo aver catalogato gli stadi d'Italia in un libro a dir poco fantastico ("Stadi d'Italia, la storia del calcio attraverso i suoi templi"), sta lavorando ad un nuovo libro sugli stadi più vecchi tra i quali, per l'appunto il nostro Grezar.

Pertanto, vi chiedo se avete magari qualche aneddoto o curiosità sul Grezar stesso e magari fotografie "rare".

Io purtroppo sono giovanissimo, e ho vissuto il Grezar solo giocandoci al Milan Junior Camp(quando l'erba incolta si era ormai presa possesso degli spalti) e vedendo qualche allenamento della Triestina(ricordo in particolare io e mio padre a vedere l'allenamento di Parisi, Boscolo e co mentre tutti erano il Rocco a seguire la rifinitura della nazionale...), ma sono sicuro che chi ha qualche anno in più potrà dare un contributo utile alla causa!

Vi ringrazio per la cortese attenzione!

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3 minuti fa, gimmi ha scritto:

cercherò qualche foto, forse ne ho qualcuna in cantina da qualche parte. Aneddoti ne ho credo a decine.. te ne scriverò magari qualcuno su queste pagine.

Fantastico! Ti ringrazio, è una persona a cui do volentieri una mano visto che parla con dedizione di un argomento che dovrebbe stare a cuore ad ogni tifoso.

Peraltro, consiglio agli appassionati il gruppo Facebook "Stadi d'Italia"

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Oddio, aneddoti...

Io l'ho frequentato dall'inizio degli anni settanta.

Papà mi portava in tribuna se c'era freddo e in gradinata in caso di belle giornate.

In tribuna, all'ingresso, distribuivano dei cuscini che a fine partita, in caso di esito negativo, venivano lanciati sul terreno di gioco.

Era una delle due forme di protesta in uso, l'altra consisteva nel coro "Becco, Becco" (che con e ed o lunghissime e le c ridotte al minimo diventava "Beeeeecooooo, Beeeeecooooo"), riferita evidentemente alla supposta infedeltà della consorte del direttore di gara.

Nell'intervallo scendevo i gradini per raggiungere la baracchetta sottostante, sistemata a ridosso della recinzione, per il classico "sacchetto de pistaci".

Lo speaker declamava prima del match una lunga sequenza di slogan pubblicitari preceduti da "Signore e signori, buon pomeriggio sportivo! Per tutta la pubblicità, nello stadio Pino Gralezar di Trieste e negli altri stadi della regione rivolgetevi alla Società Generale di Pubblicità, Piazza San Giovanni sei, Trieste, telefono novecentosessantazerozerouno".

A questa simpatica intro seguivano i vari "Pesce fresco e vin bon lo garantissi Pepon", "La sveglia che ti sveglia è la sveglia Cavallar" e molte altre che qualsiasi utente di una certa età conosce a memoria.

C'era spesso un tizio, a bordo campo, che vestito da candela d'accensione pubblicizzava le candele Lodge, e nelle grandi occasioni il pallone della partita arrivava portato spettacolarmente da un paracadutista, mentre era la Darwil ad offrire un orologio al migliore in campo della Triestina.

Questo solo per rendere l'atmosfera, poi di cose da raccontare ce ne sarebbero a migliaia e ci vorrebbe tempo che adesso non ho, ma se ti serve... ?

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ANNI 80

Tanta gente vedeva il primo tempo da una parte poi il secondo dall'altra, dipende da dove attaccava l''Unione, ti davano una specie di scontrino e cambiavi curva senza problemi.

Al bar in Curva Nord trovavi di tutto, magari sottobanco, grappe, wiskey e tutto ciò che volevi, con la polizia che chiudeva un occhio.

Spesso come fumogeni si usavano degli estintori che imbiancavano buona parte degli spettatori, non tutti esattamente felici da questo tipo di doccia.

C'era la fila di gente che scavalcava dal campo di Via Flavia (dove spesso si giocavano partite dei dilettanti in contemporanea) per poi  andare in gradinata e poi nella Nord.

Se mi viene in mente altro...

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33 minuti fa, Guiz ha scritto:

ANNI 80

Tanta gente vedeva il primo tempo da una parte poi il secondo dall'altra, dipende da dove attaccava l''Unione, ti davano una specie di scontrino e cambiavi curva senza problemi.

 

La contromarca!!!  esodo dalla curva sud alla curva nord tra primo e secondo tempo.... 

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14 minuti fa, gimmi ha scritto:

La contromarca!!!  esodo dalla curva sud alla curva nord tra primo e secondo tempo.... 

Quante volte che go fato l'esodo da via flavia andar la dei ultras per veder el secondo tempo attaccar sotto la curva. E me ricordo anche finido de giogar in Ponziana arrivar a metà partida scavalcando el muron altro che tornelli nominativi e telecamere. Certo che quanta gente guardava le partide rispetto adesso xe desolante

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4 ore fa, forest ha scritto:

Oddio, aneddoti...

Io l'ho frequentato dall'inizio degli anni settanta.

Papà mi portava in tribuna se c'era freddo e in gradinata in caso di belle giornate.

In tribuna, all'ingresso, distribuivano dei cuscini che a fine partita, in caso di esito negativo, venivano lanciati sul terreno di gioco.

Era una delle due forme di protesta in uso, l'altra consisteva nel coro "Becco, Becco" (che con e ed o lunghissime e le c ridotte al minimo diventava "Beeeeecooooo, Beeeeecooooo"), riferita evidentemente alla supposta infedeltà della consorte del direttore di gara.

Nell'intervallo scendevo i gradini per raggiungere la baracchetta sottostante, sistemata a ridosso della recinzione, per il classico "sacchetto de pistaci".

Lo speaker declamava prima del match una lunga sequenza di slogan pubblicitari preceduti da "Signore e signori, buon pomeriggio sportivo! Per tutta la pubblicità, nello stadio Pino Gralezar di Trieste e negli altri stadi della regione rivolgetevi alla Società Generale di Pubblicità, Piazza San Giovanni sei, Trieste, telefono novecentosessantazerozerouno".

A questa simpatica intro seguivano i vari "Pesce fresco e vin bon lo garantissi Pepon", "La sveglia che ti sveglia è la sveglia Cavallar" e molte altre che qualsiasi utente di una certa età conosce a memoria.

C'era spesso un tizio, a bordo campo, che vestito da candela d'accensione pubblicizzava le candele Lodge, e nelle grandi occasioni il pallone della partita arrivava portato spettacolarmente da un paracadutista, mentre era la Darwil ad offrire un orologio al migliore in campo della Triestina.

Questo solo per rendere l'atmosfera, poi di cose da raccontare ce ne sarebbero a migliaia e ci vorrebbe tempo che adesso non ho, ma se ti serve... ?

Fantastico! Mi viene da ridere al solo pensiero dell' omo-candela! ?

Noi più "piccoli" dobbiamo accontentarci del bottiglione gigante di acqua Pradis al centro del campo durante il riscaldamento negli anni della b...

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chi se ricorda della pubblicità...HATU' ahahahahah certo che un stadio senza sottopassaggio....e i derby con l'Udinese, senza violenze e tante prese per il sedere...una lunga canna con appesa una gabbietta, dentro un pezzo di aringa (rigorosamente a zebre) e uno di polenta e noi a tirar le monetine che i friuliani diligentemente raccoglievano nel cappello, si perchè la domenica si metteva il vestito buono e il cappello mahhhhh e poi dicono che i tempi sono cambiati..si certo in peggio ciao vecchio Grezar anzi per me resta...VALMAURA

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Che ricordi...se la tua squadra ha vinto, brinda con Stock84,se la tua squadra ha pareggiato, bevi Stock84,se la tua squadra ha perso,consolati con Stock84.el primo derby col Ponziana,sentado sul mureto in curva ultras,col ris'cio de cascar in via valmaura,robe impensabili adeso.co le partide col Padova girava una galina sula pista de atletica.la contromarca co la scrita cremcaffè.

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4 ore fa, forest ha scritto:

Oddio, aneddoti...

Io l'ho frequentato dall'inizio degli anni settanta.

Papà mi portava in tribuna se c'era freddo e in gradinata in caso di belle giornate.

In tribuna, all'ingresso, distribuivano dei cuscini che a fine partita, in caso di esito negativo, venivano lanciati sul terreno di gioco.

Era una delle due forme di protesta in uso, l'altra consisteva nel coro "Becco, Becco" (che con e ed o lunghissime e le c ridotte al minimo diventava "Beeeeecooooo, Beeeeecooooo"), riferita evidentemente alla supposta infedeltà della consorte del direttore di gara.

Nell'intervallo scendevo i gradini per raggiungere la baracchetta sottostante, sistemata a ridosso della recinzione, per il classico "sacchetto de pistaci".

Lo speaker declamava prima del match una lunga sequenza di slogan pubblicitari preceduti da "Signore e signori, buon pomeriggio sportivo! Per tutta la pubblicità, nello stadio Pino Gralezar di Trieste e negli altri stadi della regione rivolgetevi alla Società Generale di Pubblicità, Piazza San Giovanni sei, Trieste, telefono novecentosessantazerozerouno".

A questa simpatica intro seguivano i vari "Pesce fresco e vin bon lo garantissi Pepon", "La sveglia che ti sveglia è la sveglia Cavallar" e molte altre che qualsiasi utente di una certa età conosce a memoria.

C'era spesso un tizio, a bordo campo, che vestito da candela d'accensione pubblicizzava le candele Lodge, e nelle grandi occasioni il pallone della partita arrivava portato spettacolarmente da un paracadutista, mentre era la Darwil ad offrire un orologio al migliore in campo della Triestina.

Questo solo per rendere l'atmosfera, poi di cose da raccontare ce ne sarebbero a migliaia e ci vorrebbe tempo che adesso non ho, ma se ti serve... ?

"La sveglia che ti sveglia è la sveglia Cavallar" me resterà in testa finché moro... Quando la prima maia rossa sbucava magicamente dal buso del sottopassaggio iera sempre qualchedun che zigava "eeeccoliii".  El bar della tribuna iera un vero bar con un bancone figon e foto incorniciate drio (me ricordo una bellissima de Rocco con in man le due coppe dei Campioni) dove nel dopo partita capitava che me ciolevo un campari soda in bicer de vetro mentre la gente spettava che i giogadori uscissi dagli spogliatoi e i muletti ghe chiedeva gli autografi. Anche i giogadori avversari usciva sempre dalla stessa porticina e si avviavano  verso il loro pulmann parcheggiato sotto la tribuna con i tifosi nostrani tranquillamente a conversare attorno. Molti entravano (spessissimo anch'io) in tribuna arrivando da curva o gradinata alla fine della partita proprio per vedere uscire i giocatori e magari scambiare quattro chiacchiere con loro (io anche per farmi il camparino eh...). Nota x Forrest: Mi sembra che i cuscini venivano lanciati comunque in campo a fine partita a prescindere dall'esito della stessa per facilitare il recupero da parte dei ragazzini raccattapalle posizionati sulla pista di atletica, si formava un mucchio ed era così più veloce raccoglierli invece che lasciarli sparsi sulle panche della tribuna. (Prima dei seggiolini la tribuna aveva panche di legno e inizialmente solo il biglietto di tribuna centrale era numerato.). 

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6 minuti fa, kurgan ha scritto:

Che ricordi...se la tua squadra ha vinto, brinda con Stock84,se la tua squadra ha pareggiato, bevi Stock84,se la tua squadra ha perso,consolati con Stock84.el primo derby col Ponziana,sentado sul mureto in curva ultras,col ris'cio de cascar in via valmaura,robe impensabili adeso.co le partide col Padova girava una galina sula pista de atletica.la contromarca co la scrita cremcaffè.

Mi permetto una correzione: se la vostra squadra ha vinto brindate con Stock, se ha perso consolatevi con Stock.

Se ha pareggiato, allora Julia: la grappa di carattere!

Ricordo bene i primi derby col Ponziana, gli ultras non c'erano ancora.

Arrivarono un paio d'anni dopo il primo derby, e inizialmente si sistemarono.... in gradinata.

Ma durò pochissimo, poche partite prima del definitivo trasferimento in curva. 

Vi ricorderete tutti le radioline accese nell'intervallo: "tutto il calcio" inizialmente trasmetteva solo i secondi tempi, e iniziava con una emozionante sequenza di risultati.

Alla fine della partita, lo speaker dello stadio dava i finali della serie A dicendo prima il luogo dove si giocava e poi il risultato, specificando anche se la partita era finita.

Ricordo ancora oggi un raggelante "a Milano, risultato finale: Milan uno, Juventus quattro" seguito dagli "oooooh" di tutti, il giorno del famoso gol di tacco di Bettega....

Io a tredici anni smisi di andare con papà e iniziai a farlo con gli amici, come è normale che sia.

Acquistavamo il biglietto di curva al sabato in Galleria Protti, non serviva assolutamente ma era una scusa per farci un giro.

Biglietto ridotto in curva a 1500 lire, seguito il giorno dopo da scavalcamento della rete divisoria per raggiungere la gradinata da dove si vedeva meglio.

I carabinieri vedevano, ma facevano finta di niente.

Pagai ridotto fino a sedici anni compiuti, fuori età di due anni, nessuno mi ha mai detto niente.

Nella stagione 76-77 con un amico decidemmo di farci tutte le trasferte.

Andavano in pullman, organizzato di solito dal Bar Cinzia.

Perdevamo sempre, in sostanza, ma era divertente.

Alla fine non le facemmo proprio tutte, ma almeno una dozzina di sicuro.

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9 minuti fa, stets ha scritto:

"La sveglia che ti sveglia è la sveglia Cavallar" me resterà in testa finché moro... Quando la prima maia rossa sbucava magicamente dal buso del sottopassaggio iera sempre qualchedun che zigava "eeeccoliii".  

"Eccoliii" era un must, in effetti!!!! ?

E il capitano, in testa al gruppo all'uscita dal sottopassaggio, aveva spesso in mano il gagliardetto da scambiare a centrocampo....

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6 minuti fa, forest ha scritto:

Dimenticavo un particolare: in gradinata guardavano tutti la partita seduti, ma a circa dieci minuti dalla fine c'era la consuetudine di alzarsi tutti in piedi.

Mai capito il motivo, ma era così: si alzava uno per primo e tutti dietro, tutte le volte.

E nelle partide top con 15-18000 tutti in piedi fin da subito....? 

 

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Degli anni di gradinata, da quando più o meno dodicenne mi affrancai da mio papà affezionato alla tribuna (dime ti perché devo bagnarme co piovi, xe un divertimento miga una tortura n'dar a veder i greghi) ricordo in particolare tre personaggi.

Il primo arrivava un' ora prima della partita con un carretto e un trombone attaccato ad una batteria d'auto. Suonava ad inizio quando la squadra entrava in campo e poi suonava la carica nei momenti topici del match. Di solito era bardato tipo carnevale di Rio.

Il secondo lo chiamavano tutti "el signor dei arbitri". Non passava mai più di qualche minuto prima che cominciasse con il suo "arbitrooooooo..... becccoooo!!!!!" con una pausa in mezzo molto cinematografica. Puntualmente ogni 5/6 becco usciva un "cojon". C'era chi scommetteva sul contenuto dell'urlo successivo. 

Il terzo doveva avere qualche problema con i gay. Sceglieva un avversario, meglio se con i capelli lunghi e se non ce n'era uno allora ne prendeva uno biondo, è fin dal primo minuto: "culattaaaaaaaa". Contro l'Atalanta andava in brodo di giuggiole perché Stronberg, che lui pronunciava "Stromperi" era perfetto. "Stromperiiii culatttaaaaaaaaa" lo urlava certamente più di 100 volte a squarciagola in 90 minuti. 

Ricordo poi quando montarono la tribuna telescopica per aumentare la capienza in gradinata. Si era preso l'abitudine di sbattere a tutta forza i piedi per terra, perché ciò causava un brontolio sordo davvero inquietante... ero convinto prima o poi cadesse.

Piero vendeva nel baracchino qualche tonnellata de pistacci, arachidi tostate e salate. Salatissime anzi. Ciò finiva inevitabilmente per provocare una sete implacabile. Con buona volontà, fino a circa la metà del primo tempo, Piero portava le birre a chi le chiedeva cioè centinaia di persone. Poi le lanciava direttamente e si formavano catene lunghissime per recapitargli i soldi. Mai nessun barattolo è finito in campo.

Puntualmente a dieci minuti dalla fine ci si alzava in piedi. Credo fosse dovuto al fatto che 80 minuti con le ginocchia in bocca fossero effettivamente più che sufficienti.

In gradinata c'erano tantissimi ragazzini e ragazzi. Il 90% di questi entrava scavalcando il passaggio dalla curva. Se qualcuno talvolta cercava di limitare il fenomeno si prendeva bordate di fischi assurde "lassili venir, monon" l'epiteto più gentile.

In inverno tutti portavano la bottiglietta di antigelo. Grappe, whisky, cognac, brandy. Valeva tutto. Un signore che sedeva spesso vicino a noi portava un thermos (!!!!) di cognac all'uovo. Dato che la condivisione era all'ordine del giorno, tra scambio di microbi e quantità di alcool, se ti andava bene ti prendevi l'influenza, se male ti prenotavi per la cirrosi.

Il tifo non era continuo, anzi. Ma quando si alzava il coro U-NIO-NE U-NIO-NE era roba da brividi, perché eravamo in sedicimila a scandirlo. Tutti. Non so se mi sembrano anni straordinari adesso a ricordarli o se lo siano davvero stati. Forse me li ricordo tali perché dai 12 ai 22 (Titti e Totò) le emozioni son roba forte.

 

 

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A me han sempre fatto ridere i pompieri che bagnavano la pista di atletica per proteggerla dai fumogeni, pista d’atletica che faceva già all’epoca parecchio schifo... ?

I cori all’emerito questore Padulano...

La corsa verso il basso dei gradoni in curva al nostro gol, con casino generale...

Un Triestina Cremonese (credo) inutile ultima di campionato nella prima stagione dei varesini (ricredo...) sotto un sole fantastico in cui non c’era quasi nessuno a darsi battaglia per le magliette nella tanto attesa “pacifica invasione”...

Le tonnellate d’acqua d’un Triestina Centese, tutti a cercare rifugio sotto la famosa struttura innocenti...

Cosi a volo d’angelo, vecchio ma non vecchissimo... ?

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Tutto vero, Gimmi.

Ci fu, per un breve periodo, anche un'altra trombetta, sempre attaccata ad un marchingegno, che suonava la.marcia nuziale accelerata.

Pensaci, te la ricordi di sicuro.

Fra i personaggi pittoreschi ce n'era uno che si portava una sedia in legno, molto figa, con i simboli della Triestina.

Non una sedia pieghevole, proprio una sedia vera e propria (mi viene da pensare che oggi sequestrano i tappi di bottiglia).

Lui si sistemava la sedia sui gradoni e aiutato da un discreto tasso alcolico iniziava: "Son come i mara..... i mara quei là.....ah, i marajà".

In occasione di una larga vittoria col Valdagno, in serie D,  il tipo inscenò un siparietto con Valsecchi, portiere dell'Unione sostanzialmente disoccupato nella circostanza.

Agitava la sedia: "Valsecchiiii, Valsecchiiii!!!! Te la vol?"'

Valsecchi dal campo stette al gioco e gli disse di sì, facendo il gesto di volersi sedere. Allora lui, tutto felice, cercò di lanciare la sedia direttamente in campo, ma per fortuna non ci riuscì perché la porta era parecchio distante e la sedia si schiantò sulla rete di recinzione.

Un altro personaggio degno di nota stava seduto sulla parte sinistra della gradinata, anche lui aiutato da qualche calicetto un pomeriggio scopri l'esistenza della Coppa UEFA e iniziò lo show: "Ciò, per mi Bartolini pol giogar in Coppa UEFA. Xe un portier  de Coppa UEFA! Cianooo, Ciaanoooooo! Cooppa UEFAAAAA".

Seguì un giro su se stesso e ribaltamento per i gradini, si rialzò e riprese:

"Ciò, ara quel sette!!!

Setteeeeee! Perché no te va in Coppa UEFA? Setteeeeeeeeeeeeee!!!!!!

"Arbitro, te son bravo!!! Va a arbitrar in Cooppa UEFAAAAAA."

Altra piroetta, altro ribaltamento 

"Ara ara el raccattapalle. Ciò, un professionista!! Un raccattapalle de Cooppa UEFAAAA! Raccatapalleeeee! Cooppa UEFAAAAAAA!!!!"

Un pomeriggio indimenticabile...

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