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I suntini sandrini di venerdì 2 dicembre 2022


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VENERDÌ 2 DICEMBRE 2022

- «Anch'io soffro per questa situazione anche se per lavoro non posso essere sempre presente. Ma il progetto va avanti, mancano oltre 5 mesi alla fine della stagione e sono certo che la Triestina conserverà la serie C». Il presidente dell'Unione Simone Giacomini, intervistato da Ciro Esposito per "Il Piccolo", è appena rientrato da una delle sue ripetute missioni di lavoro a Dubai. Sa che la situazione in casa alabardata è delicata. E domenica il presidente sarà al Rocco.Presidente l'Unione è molto lontana dagli obiettivi di inizio stagione. Come se ne esce?«Con il lavoro come sempre. Nella prima conferenza stampa avevo detto che sarà una stagione di transizione per mantenere la categoria. Poi i giocatori portati a Trieste hanno alimentato delle illusioni. Ma il calcio riserva spesso sorprese. L'importante è che il progetto della società va avanti e che ciascuno si assuma le proprie responsabilità».In queste settimane le è mai venuto in mente di mollare e magari di vendere?«Mai pensato alla vendita o di mollare dopo tutto quello che ho fatto e stiamo facendo. Il calcio è fatto di alti e bassi. Succede anche al Padova che ha una proprietà e una struttura consolidata da anni».Quindi il progetto triennale va avanti senza ripensamenti?«Come presidente e come società stiamo facendo la nostra parte. Abbiamo salvato la società dal fallimento in 24 ore, l'abbiamo strutturata sul piano organizzativo e l'impegno economico importante non è mai mancato. Capisco la delusione dei tifosi ma non vorrei fosse dimenticato quanto fatto finora». Gli investimenti affrontati sono stati ingenti. Sono tutti a carico dell'Atlas Consulting?«Atlas Consulting è la società con la quale il nostro gruppo gestisce la Triestina calcio»C'è stato il closing con la famiglia Biasin e la conseguente distribuzione delle quote?«L'operazione è andata in porto come previsto. Atlas Consulting ha il 100% delle quote della Triestina».Quindi Mauro Milanese non è più nel cda.«Lui rappresentava la quota del 20% della famiglia Biasin e quindi non è più nell'organo amministrativo della Triestina»Lei ha garantito un budget per la gestione sportiva tra i più alti della categoria. Visti i risultati il dg Giancarlo Romairone è al centro delle critiche. Ha ancora fiducia nel suo lavoro?«Romairone ha la delega per la parte tecnica e si assume le sue responsabilità come tutti. Lo stesso vale per il tecnico Pavanel e anche, anzi direi soprattutto, per i giocatori»I giocatori sono stati deludenti per usare un eufemismo. Quali le prospettive per gennaio? Ci sarà un extra budget?«Ci potrà essere un extra budget ma ponderato e in parte riequilibrato dalle uscite. Romairone quest'estate ha preso giocatori forti e molti di loro non stanno giocando a calcio. Sia chiaro non sollevo da responsabilità nessuno dello staff tecnico ma i calciatori devono metterci la faccia. Sappiamo già che ci sono alcune mele marce che manderemo via. Tutti però devono mostrare di essere uomini adesso o da gennaio per quanto mi riguarda possono anche stare fermi. La società ha sempre pagato gli stipendi e ha dato loro tutto quello di cui hanno avuto bisogno».La staffetta Bonatti-Pavanel non ha portato la scossa. È una scelta che rifarebbe?«Non serve a nulla pensare al passato. Io penso a oggi e a domani. Io faccio il presidente, i tecnici devono allenare».Il pubblico triestino è deluso e da settimane contesta squadra e società.«Comprendo la loro delusione ma senza il nostro intervento la Triestina oggi poteva essere in Eccellenza dopo un altro fallimento. Questo non significa non riconoscere da parte mia quella che è un'evidenza. Bisognerebbe però non dimenticare il nostro impegno. Insomma se ci fosse più unità e meno attacchi ad alzo zero credo che usciremmo prima e meglio da questa situazione che non piace a nessuno».Può chiarire qual'è il ruolo di suo padre in società?«Mio padre è un uomo di calcio e ha un ruolo di coordinamento nella Primavera. La squadra sta facendo bene e noi ci teniamo molto al settore giovanile che è una delle basi per sviluppare il progetto sportivo».Mercoledì c'è stato un ultimatum del Comune sul Ferrini. Siete ancora interessati?«Proprio domani faremo una riunione con i nostri legali. Sì ci interessa ma solo relativamente alla struttura sportiva (campo e spogliatoi ndr). Se ci saranno le condizioni ce ne faremo carico pur sapendo che non sarà risolutivo e che comunque dovremo pensare a un'altra struttura se vogliamo fare calcio a Trieste».Sarebbe anche un'importante investimento sul territorio. Non le sembra che la comunicazione con la città vada rafforzata e migliorata?«Io posso essere poco presente ma sono sempre in contatto con i miei dirigenti. L'amministratore delegato vive a Trieste, il responsabile della comunicazione è quasi sempre in città. Ettore Dore ha incontrato i club, i tifosi della curva, le istituzioni. C'è la massima disponibilità. Poi sappiamo che nel calcio a contare sono solo i risultati. Quando arrivano tutto diventa più facile».Cosa si aspetta sul piano sportivo nelle prossime settimane?«Vorrei che fosse chiaro che noi soffriamo come i tifosi. In più ci stiamo mettendo parecchio denaro che non voglio certo buttare. Vorrei che squadra, società e tifosi affrontassero uniti questa battaglia comune. L'Unione si salverà».

- Una settimana di lavoro intenso per inserire Michele Ruzzier nei giochi biancorossi e per permettere ad Alessandro Lever di fare un altro passo avanti nella condizione. La Pallacanestro Trieste sta preparando il confronto di domenica sera a Reggio Emilia contro la Unahotels che ha tutto il sapore dello scontro diretto. Anche la formazione di Max Menetti ha 4 punti in classifica, ha incontrato qualche difficoltà nelle scorse settimane e non ha ancora sciolto i dubbi sull'impiego di Hopkins che ha saltato l'ultima partita persa a Scafati. Il clima che attende Trieste - che torna nel rinnovato PalaBigi dopo che nelle ultime due stagioni i reggiani erano stati costretti a giocare a Bologna per permettere i lavoro di adeguamento - sarà infuocato: come ha raccontato il lungo Usa Nate Reuvers in un'intervista la partita di domenica viene vista come un appuntamento assolutamente da non fallire per dare una svolta alla stagione. Trieste, che si sta allenando al completo, partirà per Reggio Emilia nel primo pomeriggio di sabato al termine della seduta mattutina. In questo scorcio di campionato, curiosamente, la squadra di Marco Legovich si sta abbonando agli incontri serali: è successo in casa contro Brescia, accade domenica e capiterà anche l'11 dicembre quando all'Allianz Dome arriverà la delusa HappyCasa Brindisi di questi tempi, uscita di scena dalle competizioni europee. Probabilmente la formazione che maggiormente sta sorprendendo in negativo in questo avvio di stagione. E proprio la voglia di rivalsa da parte della banda di Vitucci sarà uno dei pericoli che i biancorossi dovranno affrontare. Ma prima c'è la tappa importante di Reggio Emilia.

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