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Ancona-Trieste 34-33 | CRONACA ALL'INTERNO | (gara-2 finale play-off, sabato 16/5 @ Ancona)


SandroWeb

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Partita che purtroppo ci ha visto rincorrere per un tempo abbondante. Oltretutto arbitri abbastanza indisponenti, hanno cacciato fuori sardoc e radojkovic per somma di due

Minuti.

I nostri incazzatissimi per il metro arbitrale. Però abbiam preso troppi gol. A stasera per la cronaca

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Guest brunotto
Abbiamo perso 34-33. Eravamo riusciti a pareggiare con Carpa, gol decisivo di lazarevic a 4 secondi dalla fine

Scusa....merdaccia schifosa..!!! :incazzado::incazzado::incazzado:

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Guest brunotto
Abbiamo perso 34-33. Eravamo riusciti a pareggiare con Carpa, gol decisivo di lazarevic a 4 secondi dalla fine

Scusa....merdaccia schifosa..!!! :incazzado::incazzado::incazzado:

Duro il rientro dopo una sconfitta che brucia con il pari che ci permetteva la promozione e la rete quasi a fil di sirena.....

sabato sarà un altro giorno e migliore certamente......

consolati con l'unione di nuovo in sella e clamorosamente.....forse non basta !?

comunque buon rientro in ...patria!!!

:bye:

Edited by brunotto
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La cronaca della gara:

Finale incandescente ad Ancona, Lazarevic punisce Trieste a 4 secondi dalla fine

Luciana Mosconi Ancona – Pallamano Trieste 34-33 (primo tempo 16-14)

Il tabellino biancorosso: Mestriner, Zaro, Radojkovic 6, Carpanese 3, Sedmach, Visintin 3, Lo Duca 8, Tokic 4, Nadoh 9, Sardoc, Ionescu, Fanelli.

Dal paradiso all’inferno in meno di mezzo minuto, una beffa crudele per Trieste a quattro secondi dalla fine: e' questo l’epilogo di gara-2 di finale play-off tra Trieste e Ancona, con i marchigiani che al termine strappano la vittoria con i denti , dopo un match che è stato tiratissimo sino agli ultimissimi istanti. Finisce 34-33 per la Luciana Mosconi e i biancorossi giuliani tornano a casa letteralmente con le pive nel sacco, assieme ai 15 sostenitori giunti in terra dorica che hanno incoraggiato la squadra dal primo all’ultimo secondo. La serie ora e' sull' 1-1 e sabato prossimo si torna a Chiarbola per la gara decisiva che decretera' la formazione promossa in serie A D' Elite.

Si sapeva che sarebbe stata tutt’altra musica rispetto all'agevole vittoria di sette giorni fa in gara-1, e infatti al PalaVeneto si e' vista una partita completamente diversa: è stata Ancona a dettare il ritmo, con la formazione di Radojkovic costretta ad inseguire per trenta minuti abbondanti. Il tutto con l’apporto negativo del duo-arbitrale, fin troppo fiscale e punitivo nei confronti dei triestini (Sardoc e Radojkovic Jr. espulsi definitivamente per buona parte della ripresa). I biancorossi recriminano per i tanti episodi dubbi, ma a dire il vero hanno palesato qualche lacuna di troppo in difesa: la Luciana Mosconi di oggi non ha perdonato nulla ai biancorossi, portandoli a disputare un tipo di gara molto più ostica del normale. Praticamente immarcabile Ebner, determinante il portiere Sanchez, il capo-cannoniere Lazarevic e' stato invece chirurgico nei momenti che contavano, tra tutti nell'azione dell'ultimo tiro verso la porta triestina che ha rimandato tutti i discorsi a gara-3.

Partita pressoche' in equilibrio per sessanta minuti: meglio Trieste nel primo tempo, con Nadoh e Radojkovic abbondantemente sugli scudi (11 dei 14 gol giuliani della frazione iniziale portano la loro firma). I biancorossi sono avanti di due sino al 6-8, poi l'orgoglio marchigiano si fa piu' vivo e Ancona trova il pari al 16' grazie alla doppietta di Zacchini. Gli arbitri cominciano a far piovere esclusioni temporanee ai danni di Trieste (fuori Visintin al 18', tre minuti dopo doppia esclusione per Carpanese e Lo Duca), i padroni di casa approfittano della situazione andando al primo vantaggio al 24'(13-12). I triestini chiudono in terribile affanno la frazione, andando sotto di tre lunghezze sul 16-13 (gol di Ebner e Lorenzetti) ma trovando la rete del -2 di meta' tempo grazie a Matej Nadoh sullo scadere (16-14).

La ripresa e' drammatica per la formazione di Radojkovic: Ancona rischia piu' e piu' volte di affossarla, ma i giuliani resistono come possono alle sfuriate praticamente incontenibili di Ebner, grazie all'ottima vena realizzativa di Marco Lo Duca dalla linea di rigore. Ma Trieste non riesce mai a cambiare il ritmo, privata di Radojkovic e Sardoc come gia' detto: i marchigiani riescono a condurre di due-tre lunghezze per gran parte del secondo tempo, sino a un minuto e mezzo dal termine (31-33). Poi succede l’incredibile: segna Visintin a 35'' dal termine, nell’azione successiva Carpanese ruba palla e vola in contropiede per il 33-33. E' pero' Lazarevic a spegnere i sogni di festeggiamento biancorossi, trovando il tiro decisivo che si stampa sul palo e rotola in maniera beffarda in fondo al sacco della porta in quel momento difesa da Zaro.

Si ritorna a Trieste, e siamo sicuri che i giuliani venderanno cara la pelle.

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La rassegna stampa de "Il Piccolo" di domenica 17 maggio:

LA FORMAZIONE DI RADOJKOVIC DEVE RINVIARE LA FESTA

Trieste beffata da Ancona, si va alla bella

Lazarevic nell’ultimo assalto batte i biancorossi che non demeritano. Sabato gara-3 a Chiarbola

dall’inviato

BRUNO LUBIS

ANCONA All’inizio pareva tutto facile, l’Ancona sempre a inseguire e Trieste a comandare nel punteggio con uno e anche due reti di scarto. Ma la squadra cara al cuore di Pucci Lo Duca non trovava la via per decollare definitivamente e era sempre in partita con quei tignosi dell’Ancona che non si davano mai per vinti. Così, a metà del primo tempo i rossi marchigiani passavano per la prima volta in vantaggio e non lo mollavano più. Ci sono tante spiegazioni della sconfitta triestina 34-33, un gol di scarto trovato all’ultimo Amen proprio quando Trieste era tornata prepotentemente in parità e accarezzava l’idea di giocarsela tutta nell’overtime.

Una punizione per l’Ancona, il passaggio corto di Ebner a Lazarevic (per altro ben controllato lungo tutta la partita) e il tiro in tuffo, proprio alla disperata: palo e dentro. Mestriner deve aver lanciato maledizioni al destino come raramente si odono da orecchie vereconde. Mettiamoci poi che Sanchez, collega di Mestriner, ha fatto alcune parate davvero importanti tanto da sollevare l’ovazione convinta del pubblico (caldo ma solo un po’ piccato verso il manipolo di triestini armati di grancassa e trombe) per certi piccoli miracoli che hanno tenuto l’abbrivio del gioco a favore dell’Ancona.

Insomma, si va alla bella in programma a Trieste e forse sarà la sede migliore per festeggiare la promozione in Elite della squadra più titolata d’Italia che aveva deciso - per mere questioni di vil danaro (ma è una merce sempre molto agognata) - a scendere due categorie e ridimensionare organici e programmi. Nonostante l’autoretrocessione il vivaio ha prodotto ancora abbastanza bene, qualche innesto a costo ridotto si è trovato e Fredi Radojkovic ha in mano una squadra molto competitiva. Forse manca ancora di personalità. Ma questa viene con gli anni e con le vittorie.

Abbiamo lasciato intendere del gioco, ordinato e talvolta dipanato con sussiego di chi è certo che prima o dopo verrà a capo di ogni situazione, anche di quelli più difficili, che Trieste ha mostrato. Su Lazarevic usciva a volte Carpanese e a volte Visintin per impedire al tiratore principe di Ancona di trovare spazio e voglia di salire in aria per la conclusione. La difesa a uomo è andata abbastanza bene se Lazarevic ha realizzato sei reti. Ma l’assieme non ha neutralizzato gli altri, il piccolo Ebner, regista tosto e realizzatore di complemento. Mettiamoci che certi contropiedi non sono andati a buon fine, qualche decisione arbitrale - che peraltro non ha inciso perchè gli errori di valutazione si sono fatti con equità verso le due contendenti - e si spiega come mai Trieste sia finita sconfitta da una formazione che, a occhio, non la vale.

Per la «bella» a Trieste non dovrebbero esserci problemi, se non quelli che sono tipici dei giovani che non hanno contezza delle loro capacità, sia in positivo che in negativo, si arriva a essere presuntuosi o troppo remissivi. Tocca all’allenatore cercare lo stato d’animo migliore per affrontare Ancona e tornare nel campionato che spetta per meriti antichi a Trieste. Ma i meriti antichi vanno rinfrescati da una prestazione all’altezza delle ambizioni.

Ancona, ci è sembrato, è già soddisfatta di aver costretto alla bella la squadra più forte del campionato.

e

IL COMMENTO DEL PROF

Lo Duca: «Che rabbia perdere a cinque secondi dal termine»

L’arbitraggio non è stato all’altezza della situazione. Venti espulsioni sono troppe per una partita sostanzialmente corretta

ANCONA «Perdere a cinque secondi dalla fine dà proprio fastidio». Giuseppe Lo Duca, presidente della Pallamano Trieste, mastica amaro per i tempi in cui è maturato l’esito finale della gara di ritorno della finale dei play-off, ma non solo. Anche l’arbitraggio dei signori Montagner e Spina nell’analisi del massimo dirigente biancorosso non è sembrato dei migliori.

«Di solito la federazione manda una coppia impegnata usualmente nel campionato d’Elite – rileva lo stesso Prof triestino – così da garantire delle fischiate all’altezza per quello che è il movimento arbitrale in Italia. Questa volta, però, ha toppato nella designazione. L’arbitraggio non è stato all’altezza della situazione. C’è stata un’ecatombe di espulsioni: noi ne abbiamo avute dodici ed Ancona otto. Venti espulsioni sono davvero troppe per una partita corretta. Senza contare i passi e gli sfondamenti non visti. Ad un certo punto ci siamo trovati a giocare quattro contro quattro».

In quanto alla partita, il massimo dirigente biancorosso commenta: «È stata combattuta. Dispiace davvero non essere riusciti a tenere il pareggio, che ci avrebbe garantito la promozione visto che avevamo vinto la prima sfida. Nel primo tempo siamo stati avanti nel punteggio, mentre nel secondo siamo stati quasi sempre sotto. Quando mancava poco alla fine eravamo a meno due dai nostri avversari e siamo riusciti a pareggiare a poco più di venti secondi dalla sirena. Sembrava fatta sul 33-33 e invece Ancona ci ha castigati per la seconda volta a cinque secondi dalla fine. Era già successo in un torneo federale grazie a una punizione del loro lungagnone sloveno, il quale si è ripetuto anche questa volta».

Nell’occasione non ha inciso sulle gambe il lungo viaggio in pullman alle volte delle Marche. «Siamo partiti appositamente venerdì così da arrivare a destinazione a mezzanotte ed abbiamo avuto il tempo di riposare – ammette ancora Lo Duca – E’ un vero peccato come si è concluso l’incontro. Dopo tanto impegno, sarebbe stato bello concludere in parità. Non ci siamo espressi tanto bene, ma abbiamo lottato e reagito una volta in svantaggio. Purtroppo siamo stati mutilati dalle espulsioni. Arrivare alla bella è un rischio, ma almeno sabato avremo il vantaggio del fattore campo».

Si giocherà infatti alle 18.30 al palasport di Chiarbola. Sarà l’ultimo appello: in palio la promozione nel campionato d’Elite.

Massimo Laudani

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Articolo di Bruno Lubis su "Il Piccolo" di oggi:

PALLAMANO. LA SCONFITTA DI ANCONA NON TOGLIE LA FIDUCIA AI BIANCOROSSI

Trieste resta favorita nella bella-promozione

Scontati alcuni errori in difesa e qualche fallo di troppo. Radojkovic corre ai ripari

dall’inviato BRUNO LUBIS

ANCONA Eravamo rimasti al fatto che l’Ancona pallamano ha avuto la meglio su Trieste nella gara 2 dei ply-off che aprono al vincitore la strada per il campionato di Elite. Ancona ha fatto il suo exploit mentre Trieste non è andata più in alto del solito standard, quello che era bastato a comandare in campionato e finire al primo posto nella classifica di A2. Per la bella non dovrebbero sorgere problemi perchè gli eploit sono tali perchè capitano ogni tanto mentre lo standard è il rendimento abituale.

Ma bisognerà prendere la vicenda col dovuto rispetto: l’allenatore Fredi Radojkovic ha già dimostrato di avere i piedi per terra e non c’è motivo per credere che si sia esaltato le misura. Insomma, la vicenda promozione non è chiusa e lo si dovrà fare a Trieste nella bella.

Che Ebner, il regista di Ancona si travesta da gran realizzatore, non ha sorpreso i tifosi marchigiani perchè, dopo Lazarevic, il piccolo della squadra è realizzatore affermato. Ma non capita così spesso di assistere a una gara di Trieste dove vengono concessi 34 reti agli avversari. Si vede che in difesa qualche dettaglio non è stato bene interpretato o, forse, non si è messa in campo l’aggressività necessaria. A Chiarbola la si vedrà nuovamente. Magari senza la fallosità espressa al palaVeneto di Ancona. Sono state troppe le espulsioni temporanee che gli arbitri hanno sanzionato contro i triestini. Per qualcuna si potrebbe forse eccepire, ma generalmente i signori in maglia gialla hanno fischiato equamente, distribuendo errori da una parte e dall’altra. Ma non si può prendersela con i giudici di gara se non si nota malanimo.

La tifoseria marchigiana ha avuto rispetto per i giocatori e sul pieghevole distribuito gratuitamente all’ingresso del palasport si leggevano parole di elogio e quasi venerazione per Lo Duca, demiurgo della pallamano a Trieste ma propagatore della disciplina in tutta la Penisola. E poi non si possono dimenticare gli scudetti in serie vinti dai triestini nei quarant’anni di attività. Il passato pesa, anche se non deve scalfire il merito agonistico attuale.

Inoltre, sanno bene ad Ancona che la squadra ha fatto più che il suo dovere, andando ben oltre i propositi stabiliti a inizio dell’annata sportiva. Erano pronti a ringraziare gli atleti anche nella serata del sabato caldo e appiccicoso ma Lazarevic ha fatto la sorpresa, ha tirato fuori la conclusione più difficile dal suo repertorio e ha centrato il 34 gol per l’Ancona. Di fatto va bene così, perchè Trieste avrà modo di festeggiare la promozione in casa, tra la cordialità degli appassionati giuliani e col plauso anche degli avversari. Vinca il migliore. E non c’è paura che la squadra migliore arrivi dal Conero, lo si è capito anche durante il torneo.

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sabato a CHIARBOLA ore 18.30 ?? CONFERA?

dovemo far el tifo x sti muloni!!!! xe l'ultima!! sarà c.... amari xchè i spareggi xe duri ...ma i muloni xe duri :frusta::bandieraalabarda:

Si si, 18.30 confermato :) I muli xe MOLTO incazzadi e con la volontà de far ben :ehsi:

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