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Il futuro della Pallacanestro Trieste (pensieri in libertà)


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Questo quanto riportato nel gruppo Tifosi Pallacanestro Trieste

“Breve riassunto Pallacanestro Trieste in assenza (logica) di comunicazioni ufficiali. Il nuovo Gm sarà il torinese Julio Trovato, 55 anni, ex Torino, Trapani, Virtus Bologna e Ravenna, attualmente responsabile dell’Academy della Stella Azzurra Roma. Gli sarà affiancato Daniele Cavaliero, mentre sarà più defilato il ruolo di Mario Ghiacci, che rimane su richiesta esplicita della proprietà americana. In panchina, salvo ripensamenti improbabili, rimarrà Marco Legovich. ci sarà un budget adeguato alla categoria, sicuramente corposo ma quello per costruire la squadra non sarà stellare (tipo Udine e Cantù per capirci). Capitolo giocatori: della squadra retrocessa, non dovrebbe rimanere nessuno se non forse Lodovico De Angeli, quasi impossibile trattenere Ruzzier (per volontà principalmente societaria) mentre Bossi puó andare a Scafati o a Verona. Per come ha lavorato finora in passato Trovato, non mi stupirei dell’arrivo di almeno due se non tre di stranieri formati in Italia che quindi giocano da italiani. Nomi: Danilo Petrovic, lungo di Ravenna. Ma anche anche le ali Riisma (Brindisi), Jurkatamm (Treviso, a Ravenna con Trovato), Menalo (Virtus Bo, ma di formazione Stella Azzurra), Nikolic (Stella Azzurra). Sempre nelle ali, occhio a Riccardo Bolpin di Chiusi. A naso, play e lungo usa, guardia italiana e ali di formazione, panchina con qualche giovane (Schina? Visintin? Fantoma?) e giocatori di categoria. Trovato in carriera ha ottenuto una promozione con la Virtus e l’ha sfiorata con Ravenna, fermato dal Covid.”

Andrea Saule

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6 minuti fa, luk ha scritto:

Questo quanto riportato nel gruppo Tifosi Pallacanestro Trieste

“Breve riassunto Pallacanestro Trieste in assenza (logica) di comunicazioni ufficiali. Il nuovo Gm sarà il torinese Julio Trovato, 55 anni, ex Torino, Trapani, Virtus Bologna e Ravenna, attualmente responsabile dell’Academy della Stella Azzurra Roma. Gli sarà affiancato Daniele Cavaliero, mentre sarà più defilato il ruolo di Mario Ghiacci, che rimane su richiesta esplicita della proprietà americana. In panchina, salvo ripensamenti improbabili, rimarrà Marco Legovich. ci sarà un budget adeguato alla categoria, sicuramente corposo ma quello per costruire la squadra non sarà stellare (tipo Udine e Cantù per capirci). Capitolo giocatori: della squadra retrocessa, non dovrebbe rimanere nessuno se non forse Lodovico De Angeli, quasi impossibile trattenere Ruzzier (per volontà principalmente societaria) mentre Bossi puó andare a Scafati o a Verona. Per come ha lavorato finora in passato Trovato, non mi stupirei dell’arrivo di almeno due se non tre di stranieri formati in Italia che quindi giocano da italiani. Nomi: Danilo Petrovic, lungo di Ravenna. Ma anche anche le ali Riisma (Brindisi), Jurkatamm (Treviso, a Ravenna con Trovato), Menalo (Virtus Bo, ma di formazione Stella Azzurra), Nikolic (Stella Azzurra). Sempre nelle ali, occhio a Riccardo Bolpin di Chiusi. A naso, play e lungo usa, guardia italiana e ali di formazione, panchina con qualche giovane (Schina? Visintin? Fantoma?) e giocatori di categoria. Trovato in carriera ha ottenuto una promozione con la Virtus e l’ha sfiorata con Ravenna, fermato dal Covid.”

Andrea Saule

Esisti l'ex mitropa cup come iera nel calcio?perche' se xe queste le premesse l'unica Europa a cui podemo ambir xe questa..

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se davvero per volontà societaria non viene confermato Ruzzier non serve aggiungere altro o spendere inutili comunicati che sono fuffa

restiamo in A2 a vita, ammesso di non finire in B, e questi se la squagliano dicendo che non sono stati aiutati dalla città ecc ecc

cose già viste

spero che Saule abbia scritto cazzate

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Lasciando perdere quel che scrive Saule, che comunque un fondo di verità immagino ce l'abbia, la cosa sulla quale occorre fare una riflessione è molto semplice:

la proprietà ha i soldi per creare un roster tale da tentare con buone possibilità la risalita subito oppure no?

Se sì la prima cosa da fare è riconfermare Ruzzier, e forse anche Bossi, per dare quel minimo di identità triestina necessaria affinchè il pubblico (che è il primo e più importante sponsor) risponda subito e convintamente con gli abbonamenti e l'acquisto di biglietti. Cosa che tra l'altro permetterebbe di avere il Dome pieno a sufficienza per farlo diventare un fattore nelle gare importanti.

Inoltre, chiudendo subito il problema play con due giocatori conosciuti da Lego e più che validi per la categoria, ci si potrebbe dedicare alla ricera di 2 stranieri duttili (un 2/3 tiratore e penetratore e un 4/5 rimbalzista e con buoni fondamentali) e solidi abbastanza da garantire almeno 15 punti a partita a testa.

A quel punto il resto delle caselline si potrebbero riempire con molta più calma, puntando però alla ricerca di almeno 2 tiratori molto affidabili da 3 punti, cosa che dopo l'era Dalmasson ci è mancata come l'aria (e si sono visti i risultati e la fatica nel segnare degli ultimi 2 anni).

Se invece si dovesse veramente avere solo un "budget adeguato alla categoria" mi sa che saremmo già al de profundis sulle promesse fatte da chi la società l'ha comprata comunque per poco (da visura camerale il capitale sociale nel 2023 è sceso a soli 50.000€ dai già pochi 100.000€ del 2021...), non ha intenzione di investire veramente (rischio troppo grosso per eventuali guadagni) e alla prima occasione di vendita potrebbe pure togliere gli ormeggi.

Purtroppo non ci sono vie di mezzo, o la proprietà ci mette di suo almeno 2-2,5 milioni - il resto come sempre è stato arriverà dalle sponsorizzazioni (1/1,2 milioni) e dal pubblico  (700k/1 milione) - dimostrando la volontà di fare di tutto per far fruttare il suo investimento, creando in tal modo anche empatia con i tifosi, oppure temo che il futuro ci riserverà grandi delusioni a livello di risultati sportivi.

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1 ora fa, Orgoglio Triestino ha scritto:

 proprietà ci mette di suo almeno 2-2,5 milioni - il resto come sempre è stato arriverà dalle sponsorizzazioni (1/1,2 milioni) e dal pubblico  (700k/1 milione) - dimostrando la volontà di fare di tutto per far fruttare il suo investimento, creando in tal modo anche empatia con i tifosi, oppure temo che il futuro ci riserverà grandi delusioni a livello di risultati sportivi.

La reputo una grandissima utopia. Il loro è un progetto sulla costruzione di una società che possa camminare da sola, come non si sa e si vedrà. Non credo sia mai stato previsto un investimento diretto e cospicuo da parte di CSG sia in A1 che in A2.

Loro soldi anche ce li hanno, ma non credo abbiano intenzione di dar fondo ai loro patrimoni personali.

Non resta che attendere e vedere.

 

In ogni caso se pensate che serva fare lo squadrone XXL in questa A2, per me sbagliate. Le partite sono poche, anche un roster corto con rotazioni a 8 giocatori può tenere bene i ritmi. Il campionato dovrebbe essere a 12 squadre + 6 partite di fase ad orologio, 28 incontri totali. Il talento medio della A2 è veramente basso. Ho visto dal vivo Forlì 4 volte sto anno, sempre in match di presunta alta classifica (cento due volte, Cividale..) e ho sempre visto partitacce e parliamo della prima testa di serie assoluta.

Due americani buoni, un italiano forte e poi onesti mestieranti possono fare tanto se si crea la giusta armonia e il giusto ambiente.

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3 ore fa, Orgoglio Triestino ha scritto:

…….

Purtroppo non ci sono vie di mezzo, o la proprietà ci mette di suo almeno 2-2,5 milioni - il resto come sempre è stato arriverà dalle sponsorizzazioni (1/1,2 milioni) e dal pubblico  (700k/1 milione) - dimostrando la volontà di fare di tutto per far fruttare il suo investimento, creando in tal modo anche empatia con i tifosi, oppure temo che il futuro ci riserverà grandi delusioni a livello di risultati sportivi.

mi sembrano numeri molto ottimistici

dubito che in A2 le sponsorizzazioni porteranno quelle cifre mentre sono sicuro che abbonamenti e botteghino subiranno un drastico ridimensionamento rispetto a questa stagione

se devo sbilanciarmi in una previsione, gli abbonamenti difficilmente arriveranno a quota 1000 ( erano 1600 quest’anno ad inizio stagione in A ) mentre le vendite di biglietti alle prime partite si attesteranno fra 500 e 1000

in seguito i risultati saranno come sempre decisivi nell’eventuale ritorno del pubblico all’AD

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2 ore fa, pinot ha scritto:

mi sembrano numeri molto ottimistici

dubito che in A2 le sponsorizzazioni porteranno quelle cifre mentre sono sicuro che abbonamenti e botteghino subiranno un drastico ridimensionamento rispetto a questa stagione

se devo sbilanciarmi in una previsione, gli abbonamenti difficilmente arriveranno a quota 1000 ( erano 1600 quest’anno ad inizio stagione in A ) mentre le vendite di biglietti alle prime partite si attesteranno fra 500 e 1000

in seguito i risultati saranno come sempre decisivi nell’eventuale ritorno del pubblico all’AD

Se la società "ci mette la faccia" da subito facendo vedere di crederci veramente e di voler spendere mettendo a roster gente forte, magari anche chiedendo una mano ai tifosi che hanno sempre risposto agli appelli nei momenti di difficoltà, io sono sicuro che il pubblico si vedrà (cosa che non è stata fatta l'anno scorso, andando al risparmio e millantando una squadra adegata alla categoria nell'assurda idea che i tifosi non se ne accorgessero e comunque si abbonassero nonostante i rincari, pagando poi a caro prezzo il tutto).

Dovesse invece la società fare una cosa mezza e mezza perchè non vuole spendere, o meglio investire, per una rapida risalita, i numeri saranno quelli che dici tu e recuperare il pubblico e l'entusiasmo sarà complicato.

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Caso Tepic: sull’avvenimento dell’anno a Varese e nel basket italiano è calato il silenzio.

Sono passati 38 giorni (era il 13 aprile) dalla sentenza del Tribunale Federale Fip che ha comminato 16 punti di penalizzazione nei confronti della Pallacanestro Varese per frode sportiva e illecito sportivo, e 24 dalla pronuncia della Corte Federale d’Appello che ha poi ridotto - a seguito del ricorso biancorosso - la pena da 16 a 11 punti.

Nel frattempo la squadra di Matt Brase, piombata all’ultimo posto della graduatoria della Serie A dopo il primo provvedimento, si è salvata dalla retrocessione in seconda serie, evenienza che ha invece infine colpito sul campo Verona e Trieste.

A differenza di quanto accaduto dopo la pronuncia del Tribunale Federale, le motivazioni della sentenza di appello, attese entro 10 giorni dalla sentenza, non sono mai state rese pubbliche. Alcuni organi di stampa hanno ipotizzato che tale contegno da parte della Fip sia stato tenuto per motivi di privacy: un mistero curioso il fatto che l’esigenza di tutelare la riservatezza delle parti in causa sia emersa solo in corso d’opera… Ma tant’è: a oggi le valutazioni della Corte e soprattutto le ragioni per cui Varese abbia potuto beneficiare di uno sconto non si conoscono.

Poco dunque si è potuto apprendere, se non che nelle succitate motivazioni fossero ancora presenti le contestazioni di illecito sportivo e di frode sportiva, nonché le medesime richieste (retrocessione in Serie A2) del procuratore federale, non accolte. Pallacanestro Varese ha comunque ricevuto le “spiegazioni” delle statuizioni giuridiche della Corte - tra sabato 6 e lunedì 8 maggio - e ha dal canto suo parimenti deciso di non commentarle: nessuna nota, nessun comunicato, diversamente da quanto capitato dopo il primo grado.

La società avrebbe ancora la possibilità teorica di adire al Collegio di Garanzia del Coni con un ulteriore ricorso: i 30 giorni di tempo concessi dalle norme per impugnare la sentenza di secondo grado scadranno solo ai primi di giugno. Ma la società prealpina non sfrutterà l’opportunità: in settimana è avvenuto un incontro tra i vertici e il pool di avvocati impegnati nella difesa del club in appello, meeting che avrebbe definitivamente sconsigliato la prosecuzione della “lite”.

L’intenzione sarebbe quindi quella di accettare infine il verdetto e di chiudere così la travagliata stagione. D’altronde già la salvezza ottenuta aveva contribuito a smorzare i piani bellicosi emersi nella prima ora, quando l’entità della riduzione della penalizzazione e quanto appreso durante l’udienza tenutasi a Roma il 25 aprile scorso parevano aver decisamente stimolato la volontà di proseguire nella lotta di giustizia (leggi QUI).

Il ricorso al Collegio, va ricordato, potrebbe peraltro essere esperito solo per contestare un’eventuale violazione di norme di diritto nella sentenza impugnata e/o l’omessa o insufficiente motivazione circa un punto della controversia: un po’ come avviene per la Cassazione nel sistema di giustizia dello Stato, infatti, all’organo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano non spetta alcun riesame del fatto.

Tre invece le possibili decisioni dello stesso: accoglimento del ricorso, rigetto del ricorso e accoglimento del ricorso con rinvio alla Corte d’Appello Federale, che a quel punto è chiamata a “riformulare” il giudizio in virtù dei principi di diritto espressi dal Collegio, tutte prospettive che non andrebbero a mutare il risultato del campo e, anzi, nelle peggiori delle ipotesi farebbero correre il rischio di riaprire una ferita.

Più ampi, ma al contempo ancora più fumosi, sarebbero invece gli orizzonti di un ricorso al Tar, che nei giorni scorsi si è pronunciato sulla richiesta di Eurobasket Roma (come noto vittima di un caso simile a quello varesino con il giocatore Damien Hollis: leggi QUI) di accesso agli atti federali, accogliendola. Lo stesso tribunale amministrativo potrebbe essere anche l’approdo cercato dalla Pallacanestro Trieste, la quale non ha invece titolo per ricorrere al Collegio di Garanzia del Coni nel tentativo di rimediare alla retrocessione: l’obiettivo perseguibile dai giuliani sarebbe quindi solo quello di ottenere l’accesso agli atti per poi provare a bloccare, tramite ulteriore iter giudiziario, le iscrizioni al prossimo campionato, chiedendone l’allargamento a 17 squadre.

Ma al di là dei risvolti collettivi, cioè quelli riguardanti l’intero movimento di vertice in termini di avvenimenti sensibili di influire sulla geografia dei tornei venturi, ci si chiede anche (e nemmeno in questo caso sembrerebbero interrogativi di poco conto) se e come il principale sodalizio cestistico cittadino abbia gestito, stia gestendo e gestirà internamente il caso.

Ci si chiede se prima o poi ci sarà una ricostruzione pubblica di quanto avvenuto nelle segrete stanze di Masnago, ulteriore o diversa rispetto all’unica finora disponibile, cioè quella contenuta nelle motivazioni della sentenza di primo grado che hanno svelato agli occhi del mondo una serie di errori e di mancanze indubbiamente gravi e realmente verificatisi in seno alla società.

E, quindi, non ci si può anche non domandare se ci sia stata o ci sarà un’assunzione di responsabilità e, ancora, se queste responsabilità verranno in qualche modo comunicate all’esterno e, altrettanto importante, se esse porteranno a dei cambiamenti nell’organico che gestisce - a più livelli - la vita del club.

No, farsi tutte queste domande non è un pruriginoso desiderio di aprire una tardiva caccia alle streghe: come scritto QUI, tuttavia, dopo il “serrate le righe” dell’ambiente davanti al pericolo di retrocedere e di veder sfumare una parte consistente del futuro della Pallacanestro Varese (e dunque di pagare ben oltre le proprie colpe: illecito sportivo e frode sportiva sono considerabili ancora oggi delle conclusioni abnormi e ingiustificate, in virtù dell’assenza di vantaggi competitivi derivanti dalle omissioni imputate),per onestà intellettuale rimarrebbe l’esigenza di avere una seria e piena luce sui fatti interni, perché essi hanno provocato l’insorgenza di un caso che ha rovinato l’annata biancorossa e il lavoro di tante persone.

Squarciare il silenzio sceso sull’intera vicenda servirebbe anche a riacquisire una fiducia senza ombre nell’operato societario e in un futuro possibilmente privo di pagine così nere.

È, pertanto e infine, normale che la curiosità si spinga allora anche al domani del vertice societario: per un nuovo consiglio d’amministrazione i tempi non dovrebbero essere immediati, essendo la sua formazione legata necessariamente all’entrata definitiva degli investitori australiani.

A oggi, quindi, la Pallacanestro Varese è ancora guidata da un presidente inibito per tre anni per frode sportiva e illecito sportivo.


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10 ore fa, Orgoglio Triestino ha scritto:

 

Se invece si dovesse veramente avere solo un "budget adeguato alla categoria" ...

Sembra che i "Cotogna" abbiano avuto inizialmente un progetto ambizioso a lungo termine, mirando a generare guadagni principalmente attraverso l'"indotto" più che tramite la squadra stessa. Tuttavia, con la retrocessione di Trieste in Serie A2 e il conseguente ridimensionamento delle ambizioni, sorgono dei dubbi sulla riuscita di questa strategia.

Mi chiedo se il loro progetto di autosostenibilità possa ancora funzionare nonostante le ambizioni ridimensionate e se la società senta l'urgenza di investire per tornare in Serie A1. E come leggere un eventuale ridimensionamento,

Non nego che esista la possibilità che il loro approccio possa ancora funzionare nonostante tutto, ma non possiamo ignorare il rischio che i risultati non siano quelli sperati. In tal caso, c'è il reale pericolo che la loro attenzione verso Trieste diminuisca drasticamente. Soprattutto se tifosi si dimostrassero freddini e delusi e manifestassero disinteresse nei confronti della squadra, la situazione potrebbe diventare ancora più complicata.

Sarà interessante osservare le mosse che faranno per costruire la nuova squadra e ridefinire la struttura societaria, così come gli investimenti che verranno effettuati per il prossimo campionato.

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